“Istruzioni per l’uso del Divino Amore: mana enigmistico. LE BACCANTI di Euripide che “precipitano” a contatto col reagente Marcido” al Teatro Out Off – comunicato stampa

© Giorgio Sottile

Teatro Out Off 51ª stagione

Dal 20 al 25 ottobre in apertura della 51ª stagione 2026/2027, il Teatro Out Off ospita Istruzioni per l’uso del Divino Amore: mana enigmistico. LE BACCANTI di Euripide che “precipitano” a contatto col reagente Marcido, una coproduzione Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale/Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, con la riscrittura e la regia di Marco Isidori e le scene e i costumi di Daniela Dal Cin. Riallestito nel 2025 in occasione della celebrazione del quarantennale della Compagnia (1985-2025), lo spettacolo, in scena per la prima volta a Milano, è realizzato in collaborazione con il Circuito Piemonte dal Vivo, per la celebrazione del quarantennale della Compagnia (1985-2025)

Riscrittura di Marco Isidori

Scene e costumi di Daniela Dal Cin

Regia di Marco Isidori

Teatro Out Off, via Mac Mahon 16, Milano

Dal 20 al 25 ottobre,

I Marcido tornano alla tragedia attica: una sorta di fil rouge nella loro produzione, che per la prima volta affronta Euripide, dopo aver “trattato” gli altri due tragici in alcuni allestimenti rimasti nella memoria storica della scena italiana. Il testo di Euripide, attraversato come d’abitudine dalla penna affilata dell’Isidori, vive in una riscrittura che traspone i temi dell’antica sensibilità drammatica nella temperie, drammatica, dell’oggi.

La vicenda è riletta attraverso la sempre veritiera lente del grottesco e la via catartica viene percorsa tentando costantemente quella dimensione ludica che pertiene d’elezione, ed è quasi cifra costitutiva, del loro Teatro. Il gioco scenico è affidato alla voce di un coro tragico, che diventando naturalmente Coro Marcido, si fa catalizzatore di un’energia travolgente; una voce sola, un tutt’uno con la macchina spettacolare che campeggia sul palco. Questa volta è il Palazzo di Penteo, l’ultima delle mirabolanti invenzioni della scenografa Daniela Dal Cin (Premio Speciale Ubu 1991, Premi 2003 e 2009 per la Migliore Scenografia), a essere scalato, assediato dagli interpreti che s’inerpicano sopra e dentro l’architettura, nel segno di quella fantasia sorprendente che è il simbolo più vivo e più conosciuto del teatro dei Marcido.

Note di regia Per una messa in scena delle “Baccanti” secondo i Marcido

«I Marcido hanno già affrontato i temi della tragedia attica attraverso spettacoli che segnarono una tappa non secondaria dell’interpretazione moderna di questa forma teatrale (Agamennone 1988, Persiani 1990, Prometeo 2000, Edipo 2012); ma da sempre l’obbiettivo principe fu quello di riuscire a varare una “loro” edizione, magari sognandola “definitiva”, delle Baccanti di Euripide, tanto che possono affermare a ragione che gli allestimenti sopra citati non furono che una “rincorsa”, un’ouverture diciamo d’allenamento poetico, affinché la Compagnia si facesse le ossa per incontrare finalmente la fatalità feroce del gran testo euripideo. Perché questo sotterraneo timore di fronte alle Baccanti? Semplice: i nodi di irrisoluzione scenica che avviluppano, quasi strutturandone lo scheletro tutta la produzione tragica dell’età classica, diventano nella spira dionisiaca delle Baccanti, nodo scorsoio, rischiando di far naufragare nel mare della retorica più sfacciata chi tentasse di portare sul palcoscenico la vicenda, senza aver prima considerato che la sua intimità drammatica è, non solo sfuggente, ma senz’altro enigmatica.

Tale carattere, o meglio, la presa d’atto che questo fosse il carattere precipuo della tragedia in predicato, ci impediva finora di osarne un nostro “assalto”: adesso l’esperienza ci detta e ci consiglia che invece d’intestardirci a voler sciogliere gli enigmi, sarebbe più opportuno e teatralmente assai più proficuo, entrare a capofitto nel magma dionisiaco che innerva la materia dell’opera, cercando di stanare il parallelismo dei motivi che allora ne fecero elemento indispensabile alla coesione politica della comunità greca, e oggi ne dovrebbero fare, se il Teatro non vuol abdicare al suo senso più proprio, evento spettacolare altrettanto necessario alla “misura” del consorzio sociale degli attuali umani. Tali premesse hanno guidato le coordinate produttive delle Baccanti in una direzione complessa ma inequivoca: la costruzione di una trappola sensuale dove far precipitare ogni istanza del dettato storico della tragedia, per restituire, attraverso il filtro di una teatralità esercitata al massimo della potenza espositiva, il centro pulsante del discorso filosofico euripideo: la ricerca di una tensione orgiastica generale per la nostra specie, che, superando gli scogli nefasti dell’individuazione, anzi negando a essa positività e anche funzionalità naturale, traguardi l’uomo, almeno per il tempo della rappresentazione, in una zona sentimentale antipodica rispetto alla normalità del vissuto quotidiano.» Marco Isidori

Dalla rassegna stampa

Con scene e costumi quasi parlanti di Daniela Dal Cin: un graphic novel composto sopra da Palazzo di Tebe e sotto da struttura da scalare, più maschere di labbra, lingue e denti per il Coro. Tragedia plasmata alla maniera d’un varietà ideo-logico, col semidio irrazionale e ibrido Dioniso offeso dal gretto re Penteo (recitato da una donna, Ottavia Della Porta), che ne rifiuta l’origine semi divina. Il primo si vendica spingendo a un furore bacchico le donne tebane tra cui Agave, Valentina Battistone, la madre del re, ma quando Penteo in panni femminili spia le ribelli, cade nelle loro mani infoiate e la genitrice lo sbrana scambiandolo per un leone. Dal corpo gli usciranno drappi strappati, color sangue. È impotente suo padre Cadmo, lo stesso autore-regista Isidori. Rodolfo Di Giammarco, la Repubblica, 27 agosto 2026

Perché questi Marcido una casella precisa non ce l’hanno, esistono nella loro forma d’arte che, con enorme sorpresa, viene accolta da urla e applausi di giovanissimi in sala. Quanto è forte questo contagio con il “reagente Marcido”? Simone Nebbia, Teatro e Critica

L’allestimento è un susseguirsi di soluzioni strabilianti, nella tradizione degli allestimenti della compagnia: un teatro molto fisico, un “gioco” spericolato e senza soluzione di continuità, fatto con pochi essenziali oggetti scenici e materiali poveri che sanno incantare e sedurre con poeticità. Le scene e i costumi, di Daniela Del Cin, co-fondatrice della compagnia insieme a Marco Isidori, sono un capolavoro in perpetua trasformazione, la cui inventiva davvero stupefacente non cessa di sorprendere il pubblico per tutta la durata dello spettacolo. Noi Donne

I passaggi scenici si susseguono senza soluzione di continuità, costruendo un flusso in cui il confine tra gioco e tragedia si fa sempre più sottile. Il risultato è un’esperienza che alterna momenti di ironia a improvvise accelerazioni drammatiche, senza mai stabilizzarsi in un’unica chiave di lettura. A quasi quarant’anni di attività, i Marcido confermano così una poetica che rifiuta la tradizione come forma chiusa, scegliendo invece di attraversarla e metterla in crisi. Le Baccanti diventano allora non solo una rilettura del mito, ma un dispositivo teatrale che interroga lo spettatore, spingendolo a confrontarsi con un linguaggio scenico volutamente eccentrico e non rassicurante. Uno spettacolo che non cerca di semplificare, ma di esporre — anche a costo di disorientare. E proprio in questo sta la sua forza. Claudia Quintieri, Nuovo Corriere Nazionale

Non si tratta di “capire” lo spettacolo, ma di attraversarlo, di lasciarsi coinvolgere in un processo che mette in crisi le categorie abituali della percezione teatrale. In questo attraversamento risiede il nucleo più significativo dell’esperienza proposta: un teatro che non si limita a rappresentare il disordine, ma lo produce, lo organizza, lo offre come campo di indagine. Un teatro che, nel momento stesso in cui destabilizza il testo, destabilizza anche lo spettatore, invitandolo a confrontarsi con la propria capacità di orientarsi nel caos. Davide Oliviero, la Voce

Un impegno fisico enorme che sorregge una dedizione totale allo spettacolo, senza un momento di riposo. Anche questo cattura lo spettatore e lo tiene davvero incollato all’azione scenica. Si fa l’esperienza di qualcosa di stupefacente e imprevedibile, che diverte proprio nel senso di portare in un altrove, sconsiderato, umano, magico. Alla fine, molti, ma molti applausi. Lorena Monguzzi, ProgettoItaliaNews

Lo spettacolo visto al Teatro Vascello ha saputo restituire questa complessità senza semplificazioni, trasformando la scena in uno spazio di tensione continua tra bellezza, inquietudine e rito teatrale. Per chi si occupa di sartoria teatrale, costruzione scenica e ricerca sul costume, questo allestimento rappresenta inoltre un esempio particolarmente significativo di come costume, maschera e corpo possano ancora oggi diventare drammaturgia viva e strumento di trasformazione teatrale. Simona Paccione, Le Sette Muse ODV

Le Baccanti è una prova esemplare d’attenzione per il dettaglio e ingegno artistico, sorretta da un’ottimo gruppo d’attori… Un classico del Teatro rivisitato e proposto con una potente impronta moderna. Roberto Cesano, Teatro Italiano


Crediti
Interpreti:
Paolo Oricco (Dioniso)
Marco Isidori (Cadmo/Messaggero/Pastore)
Ottavia Della Porta (Penteo)
Maria Luisa Abate (Tiresia/Pianista)
Valentina Battistone (Agave)
Alessio Arbustini (Messaggero/Pastore)
Mattia Pirandello (Servo di scena)
Alessandro Bosticco e tutti (Coro)
Assistente alla regia Mattia Pirandello
Luci Francesco Fabio Bonfanti
Scene e costumi Daniela Dal Cin
Regia Marco Isidori
Coproduzione Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale/Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa 

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:

Teatro Out Off via Mac Mahon 16, Milano

Orari spettacolo: mercoledì, venerdì e sabato ore 19.30 | martedì e giovedì ore 20.30 | domenica ore 16.00

Info: teatrooutoff.it/

Prenotazioni e informazioni:

T. 0234532140 | M. biglietteriaoutoff@gmail.com

Prezzi: Intero: 20€ | Under26: 14€ | Over65: 10€

ABBONAMENTI:

OutCard 50€ 4 ingressi a scelta per uno o più spettatori/spettatrici.

J&S Card – Junior (under26) & Senior (over65) 45€ 6 spettacoli.

Passepartout Promozione riservata ai e alle residenti del Municipio 8; acquistando la tessera a 10€ ingresso a 7€ per tutti gli spettacoli in programma.

Categorie comunicato stampa

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