
© Claudio Simeone
17, 18 ottobre
NON SENTIRE IL MALE
di e con Elena Bucci
disegno luci per il teatro Maurizio Viani
disegno luci in altri spazi Loredana Oddone
cura del suono Raffaele Bassetti, Franco Naddei
nella versione concerto le musiche sono composte ed eseguite dal vivo al pianoforte da Andrea Agostini
assistenza al progetto Nicoletta Fabbri e Gaetano Colella
produzione Le belle bandiere
con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Comune di Russi
grazie a Walter Pretolani per avermi suggerito l’idea e avermi sostenuto nei primi passi
grazie a Claudio Meldolesi e Laura Mariani per essere stati presenti alla prima prova aperta e avere contribuito con il loro lavoro alla drammaturgia
Attrice, capocomica e imprenditrice, Eleonora Duse ha segnato una svolta radicale nel teatro europeo, imponendo una pratica scenica fondata sulla libertà espressiva e su un’intensità capace di scardinare le convenzioni del proprio tempo. A partire dalla sua figura e dai suoi scritti, il lavoro di Elena Bucci intreccia biografia, memoria e reinvenzione, restituendo un ritratto mobile e stratificato, lontano da ogni intento celebrativo. In questo percorso la figura della Duse emerge come presenza guida, molteplice e contraddittoria. La drammaturgia si compone di frammenti tratti da lettere, testimonianze e scritti, riorganizzati secondo un criterio personale che mira a restituire la complessità di un’esistenza irriducibile a una forma univoca. Il dispositivo scenico è uno spazio di trasformazione, in cui il corpo dell’interprete diventa luogo di scrittura e attraversamento, dando forma a un teatro essenziale, privo di retorica, radicato in una dimensione interiore. Al centro, l’immagine di una Duse immaginata in un momento limite: malata e sostituita da Gabriele D’Annunzio ne La figlia di Iorio, mentre attraversa e interpreta tutte le parti, sotto lo sguardo di Matilde Serao. Una figura che, nel gesto stesso della recitazione, tenta una liberazione dalla materia del teatro per avvicinarsi a una dimensione ulteriore, in cui arte e vita si ricongiungono. Lo spettacolo è un’indagine sul teatro e sui suoi limiti, sul rapporto tra corpo e parola, presenza e dissoluzione, e sulla possibilità di rinnovare, attraverso la scena, un contatto vivo con l’esperienza.
Questo lavoro mi accompagna da anni e cambia con me. Cominciai a pensarci appena uscita dalla compagnia di Leo de Berardinis, il mio maestro, con il quale avevo lavorato per tutto il suo periodo bolognese realizzando grandi spettacoli come Amleto, Re Lear, Il ritorno di Scaramouche. Volevo trovare una mia strada personale, una scrittura, una visione. Mi chiusi in un palazzo abbandonato della Romagna dove feci le prime prove aperte, non immaginando che diventasse uno spettacolo. E invece questo lavoro ha avuto una vita molto fortunata, dal debutto ormai lontano nei Festival di Polverigi, Montalcino e ‘Per antiche vie’, progetto ideato da Mario Martone per il Teatro di Roma – se ne trovano tracce nel libro di Maurizio Buscarino – ad una recente versione per Rai2 Palcoscenico, realizzata proprio nel palazzo dove il lavoro è nato. Ha replicato in molti spazi, in teatro, all’aperto, in allestimenti speciali per luoghi particolari a lei cari, da Milano a Roma, da Mosca a Parigi, da Asolo alle ville del Brenta, da Chioggia, dove visse la madre, a diversi luoghi di Venezia, sia in occasione del convegno internazionale che ne ha celebrato i 150 anni dalla nascita (per lei, che odiava le commemorazioni…) che nella Biblioteca del Longhena presso la Fondazione Cini dell’isola di San Giorgio. Qui Maria Ida Biggi, con Marianna Zannoni, custodisce i maggiori lasciti e ha inaugurato la ‘Stanza della Duse’, un museo in continua trasformazione. Mai avrei immaginato di avvicinarmi tanto ai documenti, ai luoghi, alle suggestioni. A ogni replica, immergendo i materiali in spazi diversi, la scrittura scenica si trasforma seguendo la linea di tre versioni, che amo allo stesso modo, proprio per le loro differenze: l’avventurosa versione itinerante, che può essere allestita all’aperto o al chiuso, quella per il teatro, per la quale Maurizio Viani – maestro della luce di Leo e dei nostri spettacoli che ci ha da poco salutato – diede il suo prezioso contributo alle luci. Poi c’è la versione concerto, nata in occasione della registrazione del lavoro per la RAI Radio3, nell’ambito del progetto ‘Il terzo orecchio’ di Mario Martone, e per la quale ho chiesto al compositore e pianista Andrea Agostini di realizzare con me musiche originali e di eseguirle dal vivo. Nel corso del tempo ho scoperto molte facce di Eleonora, le sue molte età e le molteplici attitudini, da quella più nascosta e misteriosa, che la rendeva una medium tra vivi e morti a quella capocomicale e politica. Da tutte, fuse in un unico vortice di energia originale e rivoluzionaria, ho imparato che di nessuna vita si può mai dire di cogliere l’essenza, essendo ogni vita un romanzo senza fine. (Elena Bucci)
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
ORARIO SPETTACOLO
Sabato ore 19.30, domenica ore 16.00
PREZZI
Intero 25 €
Under30 15 €
Over 65 / Under 14 11 €
Giovedì sera 19 €
Convenzioni 20 €
Scuole di teatro 12 €
Prevendita e prenotazione 1 €
INFO e PRENOTAZIONI
TEATRO FONTANA
Via G.A. Boltraffio, 21, 20159 Milano
+39 0269015733 biglietteria@teatrofontana.it
(L’articolo è una condivisione del comunicato stampa del Teatro Fontana di Milano)