“Enrico IV fino a sparire” MTM Teatro Litta – Recensione

© Davide Del Grosso

Mattia e Enrico condividono un appartamento. Non si sa da quando. Potrebbe essere da poco o da più tempo. Non sono studenti perché sono traditi dall’aspetto non più giovanissimo. Enrico lamenta la mancanza del latte e chiede all’amico di andarlo a comprare. Ma questi si rifiuta, sembra aver paura a uscire. E poi non ha tempo da perdere: oggi, martedì 4 marzo, data annunciata dalla radio, è il giorno del suo provino al quale non può mancare. É nervoso mentre cerca di ripassare le battute del copione dal quale attinge ogni volta che non ricorda qualche frase. Enrico gli fa pesare il fatto che legge troppo spesso dalle pagine del testo. “Non leggo, faccio memoria”, precisa lui. E in quel fare memoria c’è tutta la sua storia, quella di una persona che cerca di ricostruire un passato che non affiora. Il tutto è scritto nel copione che ha in mano, l’Enrico IV di Pirandello di cui cerca di imparare la parte del personaggio principale con il quale si identifica e che desidera interiorizzare per togliere il velo che gli copre il ricordo. Nel frattempo prende corpo il pessimismo insito nello scegliere perché “Tra essere e non essere ogni scelta è atroce”.

Una dimessa cucina / tinello è la scena fissa in cui si muove Mattia, raggiunto in più momenti da Enrico che proviene dalla propria stanza stringendo tra le mani un pacchetto di gocciole che sarebbe opportuno mangiare se accompagnate con quel latte che manca e che l’altro si ostina a non voler andare a comprare. Intanto, a seconda dei movimenti dei due, dai ripiani dei mobili e dagli abiti si sollevano strati di polvere. “É fatta del 60% di pelle umana” sostiene Enrico. La quantità non appare poca e viene da pensare che sia passato molto tempo. Intanto la voce della radio annuncia ancora che oggi è il 4 marzo.

Quel 4 marzo annunciato si ripete più volte e pian piano si comprende che i due non stanno vivendo un presente ma una serie di presenti in cui Pirandello con la sua commedia è il tema: la follia di Enrico IV prima reale e poi simulata si ripete in Mattia quando, riacquistata la memoria perduta a seguito dell’incidente subìto e della cui natura si scoprirà solo alla fine, si rifiuterà di ammetterla perché con essa sarà costretto a accettare che sono trascorsi venti anni della sua vita senza che essi siano stati vissuti nella consapevolezza.

Tutta l’azione della rappresentazione, reiterata sia pure in tonalità diverse, si ripete in una struttura minima posta al centro del palcoscenico che non è occupato interamente per dare la sensazione di una gabbia in cui i due personaggi appaiono prigionieri pur non essendolo realmente vista la mancanza di pareti e di porte che lascerebbero loro la possibilità di una fuga. Suoni martellanti e ossessivi si accompagnano a un ciclo di luci stroboscopiche simbolizzanti lampi improvvisi attraversanti la mente senza riuscire a disvelare per intero una visione.

L’esistenza dell’Enrico IV pirandelliano è presente tramite diverse citazioni ma soprattutto per il pensiero dell’autore. Ne fa fede il titolo della pièce, quel “fino a sparire” dove la “sparizione” apre la strada a un pensiero in cui, come scrive Davide del Grosso nella presentazione dello spettacolo, “il testo di Pirandello entra ed esce in modo quasi involontario, a sottolineare quanto sia assurdo pensare di avere il controllo sulla propria vita, sul proprio tempo e sui propri spettri interiori.”

Testo all’inizio dotato di una sottile ambiguità va piano piano rivelando tema e movente in corso di rappresentazione raggiungendo un liberatorio finale a sorpresa. Ottimamente recitato dai due attori, Pietro De Pascalis, visto in questa stessa stagione in “Bovary” e Marco Oliva. Eccellente la regia di Davide del Grosso. Copiosi gli applausi da parte del numeroso pubblico che ha riempito letteralmente la sala. Repliche fino al 4 luglio. In calce all’articolo sono riportati i crediti e le info per acquisto biglietti.

Visto il giorno 24 giugno 2026

(Carlo Tomeo)

dal 22 giugno al 4 luglio 2026

ENRICO IV A SPARIRE

testo e regia Davide del Grosso – con Pietro De Pascalis e Marco Oliva – suono Lemmo – scene Dino Serra
disegno luci Fulvio Melli – staff tecnico Stefano Lattanzio – responsabile di produzione Susanna Russo
produzione Manifatture Teatrali MilanesiDurata 70 minuti

Teatro Litta da lunedì a sabato ore 20.30 – domenica riposo

intero € 30,00 – convenzioni € 24,00 – ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) € 24,00 – Under 30 e Over 65 € 17,00 – Università € 17,00 – scuole di Teatro € 19,00 – scuole civiche Fondazione Milano, Piccolo Teatro, La Scala e Filodrammatici € 11,00 – Scuole MTM € 10,00 – ridotto DVA € 15,00 tagliando Esselunga di colore ROSSO

MTM per l’accessibilità Lo spettacolo è accessibile a persone con deficit uditivo attraverso la app Listen WiFi, scaricabile gratuitamente. Collega allo smartphone i tuoi auricolari, protesi acustica o impianto cocleare 

Info e prenotazioni biglietteria@mtmteatro.it – 02.86.45.45.45

I biglietti sono acquistabili sul sito www.biglietti.mtmteatro.it e sul sito e punti vendita Vivaticket. I biglietti prenotati vanno ritirati nei giorni precedenti negli orari di prevendita e la domenica a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

Categorie RECENSIONI

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