
© Carlo Tomeo
Nel doppio ruolo dello storico che racconta le sorti dell’economia e in quello dell’imbonitore che, per meglio spiegare le sue tesi, ricorre all’esempio diretto di vendita di bottigliette di birra il cui costo iniziale è di solo un euro per passare poi all’incanto procedendo con modici prezzi base destinati a salire in pochi minuti, complice una persona del pubblico, a una improbabile cifra di 10 milioni. È l’argomento dello spettacolo visto ieri sera nell’ambito del FringeMi Festival e che sarà in replica questa sera e domani. Ne è autore e protagonista Gabriele Brunelli che, nel rispetto del titolo, recita per tutto il tempo in mutande.
Arriva di corsa sul luogo della recita in abito scuro provvisto di camicia e cravatta di rappresentanza, acquistato presumibilmente con il sistema “compra ora e paga dopo” di Klarna e chiarisce la sua attuale condizione che lo vede in mutande a causa di speculazioni finanziarie sbagliate sulle quale vuole ora dissertare in un impeto di generosità nei confronti del pubblico inesperto e desideroso di imparare. Ma quante persone tra i presenti vorranno semplicemente “apprendere” per difendersi dalle insidie del mondo finanziario e quante invece desiderano conoscere i trucchi necessari a fare soldi senza correre rischi di perdite gravi? Intanto, per meglio acquisire credibilità in merito alle sue tesi e entrare più compiutamente nel personaggio, si libera subito dei pantaloni mostrando metaforicamente ma anche fisicamente la condizione in cui si trova ridotto.
La “lezione” parte dal ‘600 dove il nostro sostiene il ruolo di un veneto che vive in Olanda dove compra bulbi di tulipani che rivenderà successivamente a un prezzo pari a dieci volte quello dell’acquisto iniziale ma dopo un po’ realizza che forse ci potrebbe essere un modo per far lievitare meglio il guadagno. Da qui nasce l’idea di vendere non i bulbi da lui acquistati ma quelli che acquisterà. Prese vita così un’idea più sofisticata del commercio che si fondava su un elaborato e ancora inedito sistema economico che sarà alla base di nuovi meccanismi finanziari i quali con l’andare avanti dei secoli modificheranno la vita delle società future.
La narrazione ricca di esempi prosegue con l’inoltrarsi del narratore nei secoli successivi dove la parte più cospicua è costituita dal racconto sulle alcune note della musica di Gershwin dei ruggenti anni venti americani dove gli operatori finanziari avevano buon gioco di risparmiatori un po’ ingenui e un po’ avidi di facili guadagni e che diventavano loro prede. Questo fino al 24 ottobre 1929 quando il crollo di Wall Street portò alla grave crisi del sistema bancario USA cui fece seguito un cambiamento significativo della politica economica internazionale.
Continuando con ironia non disgiunta da sarcasmo, Brunelli percorre le più importanti bolle finanziarie del nostro quotidiano e gli “affaire” più vicini ai nostri giorni. Nel riferirsi a Elon Musk chiede ai presenti se sono in grado di immaginare quanto possa essere grande un triliardo di dollari. Nel nominare lo stretto di Hormuz domanda quante persone ne conoscevano l’esistenza prima che Trump dichiarasse guerra all’Iran. E a proposito del presidente americano porta all’attenzione quello “strano caso” avvenuto intorno alle sette di mattina in USA quando improvvisamente il prezzo del petrolio, che nei giorni precedenti era salito cospicuamente, crollò all’improvviso rendendo basso il prezzo delle azioni favorendone un acquisto immediato da parte di chi sapeva del crollo e del successivo e subitaneo rialzo.
Da qui il discorso si allarga alla politica e alla nostra attuale situazione finanziaria. Il coinvolgimento del pubblico si fa più sostanzioso e si sollevano pareri discordanti. L’attore non mostra una posizione precisa ma tra le righe si intuisce il suo pensiero. La conclusione dello spettacolo diventa un vero e proprio one man show in miniatura dove gli spettatori sono chiamati a mimare passi di una danza sospesa tra l’allegro e il grottesco. Una sorta di aerobica il cui maestro è naturalmente lo stesso Brunelli.
Attore dalle ottime capacità espressive, Gabriele Brunelli dimostra di essere un eccellente bestia da palcoscenico sia per la parte affabulatoria sia per le abilità mimetiche. In poco meno di un’ora di spettacolo divertente che si apre anche alla riflessione su tematiche importanti del nostro vivere, non si è risparmiato, coinvolgendo il pubblico che ha reagito con risate e lunghi applausi. Interessante anche la drammaturgia in cui ben si palesano le sue conoscenze in materia di economia politica.
Ultime repliche questa sera e domani alle ore 19,30. In calce all’articolo l’indirizzo della struttura, il link per acquisto biglietto e quello del trailer.
Visto il giorno 4 giugno 2026
(Carlo Tomeo)
FringeMi Festival 2026:
CASCINET / ORTICA Via Cavriana, 38 – Milano
2 giugno 2026 – 6 giugno, Ore 19:30
“In mutande” di e con Gabriele Brunelli – regia Simone Tudda
durata 45 minuti
Prezzi 10€ (sono previste riduzioni)