
© Gianfranco Ferraro
Avevo già ammirato in due diverse occasioni Lucia Vasini alle prese con tre testi tratti dal Mistero buffo di Dario Fo ed è stato un piacere tornare a vederla ieri al Teatro Menotti dove sarà presente fino a domenica 17. Lo spettacolo, riproposto per celebrare il centenario della nascita dello scrittore milanese, Premio Nobel alla letteratura del 1997, è costituito da tre monologhi. I primi due sono “La nascita di Eva”, che nasce già adulta nel paradiso terrestre e incontra Adamo, il secondo è tratto dal “Fabulazzo osceno”, uno dei racconti più divertenti di Fo, mentre il terzo è “Maria alla croce” dove la Madonna, straziata dal dolore di fronte al figlio crocifisso che sta esalando gli ultimi sospiri, impreca contro l’arcangelo Gabriele e contro le guardie che cercano di allontanarla. I tre testi sono in grammelot, che, com’è noto, è una lingua inventata da Dario Fo e che narra episodi tratti dai Vangeli apocrifi e rinvenuti negli anni sessanta.
Ad accogliere Lucia Vasini sul palcoscenico in uno scenario completamente spoglio e con un fondale illuminato da un’intensa luce azzurra c’è solo una sedia peraltro scarsamente usata. L’attrice interpreta una Eva completamente inesperta delle cose del modo. Accanto a lei che si trova nel rigoglioso paradiso terrestre non c’è nessuno tranne bestie e vegetazione. Si rivolge a Deo, che vede raffigurato con un grande occhio dentro un triangolo che fa il guardone e gli chiede “Deo ‘ndo sta l’ommo mio?”. Ma poi Adamo arriva finalmente e da quel momento il soliloquio diventa un dialogo dal sapore irriverente dove avviene la timida scoperta del sesso che costituisce la parte più divertente della narrazione.
Segue un breve intermezzo in cui l’attrice racconta di come era nata l’opera del Mistero buffo, scritta insieme alla moglie Franca Rame e tratta in buona parte da canovacci di argomenti biblici ripresi da rappresentazioni medioevali eseguite dai giullari e dai cantastorie in uno stile satirico anticlericale e che faceva uso del grammelot, una lingua inventata che aveva il pregio di essere compresa un po’ dappertutto e in ogni nazione perché ad accompagnare il parlato concorreva una mimica molto articolata e altamente sfaccettata in cui Fo era maestro. Per darne un esempio l’attrice recita una breve parte dell’episodio “Le nozze di Canaa” per poi passare a un altro momento che interessò la vita dello scrittore che nel ’61 scrisse in grammelot una canzone swing dal titolo ridanciano “Il pianto dei piantatori di piante” e che ora lei esegue dando prova di notevole abilità specie nelle tonalità più impervie.
Cambia il colore del fondale la cui luce è di rosso intenso in omaggio alla passione amorosa e sessuale che si va a celebrare nel secondo episodio in cui la Vasini, dopo un veloce cambio d’abito, racconta la storia de “La Parpaia Topola” il cui protagonista è Giavan Pétro, un giovane capraio ingenuo e sempliciotto che vive isolato in montagna e al quale è stata inculcata dal suo padrone misogino la paura delle donne. Gli altri personaggi sono il prete don Faina, il cui nome è tutto un programma, la ragazza più bella del villaggio e sua madre. La “parpaja” rappresenta il sesso femminile al quale, proprio per dare maggiore comprensione del testo, venne aggiunta la parola “topola” che non poteva dare adito a dubbi. E l’episodio di cui parla è naturalmente di ordine erotico che da comico sfocia nel grottesco per giungere poi a un finale che si ammanta di tenerezza. Qui il grammelot è più intellegibile perché infarcito da termini e cadenze padane.
Altro cambio di colore delle luci che assumono tristi tonalità beige a designare il clima del terzo episodio in cui la Vasini, con un’ulteriore cambio d’abito, interpreta Maria lacerata dalla sofferenza che è ai piedi della croce dove il figlio sta esalando l’ultimo respiro. La sua pena e le sue grida di dolore concludono con drammaticità la rappresentazione che era iniziata all’insegna del divertimento per terminare poi in modo commovente.
Lucia Vasini è straordinaria nelle tre parti che, per loro diversità, richiedono tre diverse gamme di recitazione. Dimostra eclettismo nell’affrontare le varie sfaccettature dei personaggi che con le loro vicende divertono il pubblico all’inizio e lo commuovono alla fine. E il risultato è stato una convinta e durevole serie di applausi che hanno inondato la sala. Le ultime tre repliche sono previste per questa sera, domani e domenica pomeriggio.
In calce all’articolo i crediti, il GODIBILISSIMO TRAILER e le INFO per prenotare e acquistare il biglietto.
Visto il giorno 14 maggio 2026
(Carlo Tomeo)
7 | 17 maggio
LUCIA VASINI in MISTERO BUFFO di Dario Fo e Franca Rame – luciMattia De Pace – costumi Pamela Aicardi – Produzione Tieffe Teatro
TEATRO MENOTTI Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 – biglietteria@teatromenotti.org
BIGLIETTERIA PREZZI: Intero 32.00 € + 2.00 € prevendita – Ridotto over 65/under 14 – 21,50 € + 1.50 € prevendita – Abbonamento Menotti Card 4 ingressi €60, 8 ingressi €110
ORARI BIGLIETTERIA Dal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo – Domenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo
Acquisti online: https://www.teatromenotti.org/evento/mistero-buffo.aspx Con carta di credito e Satispay su www.teatromenotti.org
ORARI SPETTACOLI SALA GRANDE Dal martedì al sabato ore 20 – Domenica ore 16.30 – Lunedì riposo