“Misurare il salto delle rane” al Teatro Elfo Puccini, sala Shakespeare – Recensione

ph Andrea Morgillo

Dopo una felice tournée in varie città italiane giunge al Teatro Elfo Puccini il nuovo lavoro di Carrozzeria Orfeo il cui tema, con tanto di sorpresa finale, è trattato attraverso il genere drammatico unito a quello della black comedy.

La storia si svolge a cavallo degli anni ’80 e ’90 in un paesino isolato che si affaccia su un lago profondo. Qui convivono in una casa modesta, mal ristrutturata e arredata con pochi arredi essenziali, l’anziana Lori (Elsa Bozzi), una donna dal duro carattere, segnata dal dolore per la perdita della figlia quindicenne suicidatasi gettandosi nel lago vent’anni prima per motivi ignoti, e sua nipote Betti (Chiara Stoppa), una ragazza corpulenta di 35 anni aggressiva, usa a prendere a martellate chi la contrasta, golosa di M&M’S purché non di colore verde e giallo, che era molto legata alla defunta, sua coetanea e cugina che lei considerava come una sorella.

Betti si sta preparando a una gara di salto di rane con la quale parteciperà con Froggy, la rana che sta allevando e che è chiusa in un recipiente che porta sempre con sé. Lo racconta a Iris (Noemi Apuzzo) una ragazza che era seduta su una panchina prospiciente il lago e venuta da un paese della riva opposta per consegnare a Lori una bottiglia rinvenuta nelle acque e contenente nel suo interno un messaggio che la suicida aveva scritto alla madre.

Quando Iris si reca a casa di Lori per portarle il messaggio si scontra subito con la durezza della donna che non ha alcuna intenzione di leggerlo ed è palese che il rifiuto è dovuto al timore di vedersi aumentare il dolore e i sensi di colpa che tuttora la tormentano perché si sente in parte responsabile di quella morte in quanto non è stata una madre attenta. Infatti più tardi, in un momento di maggiore confidenza con Iris le dirà a proposito dei figli: “Se mai avrai figli un giorno non perderli d’occhio. Mai. Nemmeno un istante”.

Nell’evolversi dell’azione, i cui dialoghi spesso diventano scontri, si delineano sempre più in profondità i caratteri delle tre donne andando gradatamente alla scoperta di fatti e avvenimenti del passato, cause del male esistenziale di cui sono affette Lori e Betti mentre si cominciano anche a delineare le contraddizioni del matrimonio di Iris inizialmente ritenuto perfetto.

E qui a entrare in gioco è la figura maschile che, nonostante l’assenza fisica in scena, si fa più presente, acquisendo almeno all’apparenza la funzione di motore trainante di tutta la vicenda. Questo fino al riscatto femminile che diventa plateale nell’epilogo dove il salto della rana, che Betti allena per farlo aumentare in altezza, diventa metafora di crescita individuale e quindi sociale. In fondo “Non possiamo sapere subito se le cose che succedono sono davvero un bene o un male”

La vicenda, per certi versi dal sapore surreale, acquista spessore grazie a una scrittura immediata che alterna dramma a comicità in un tutt’unico dove il racconto induce al sorriso fino alla risata più intensa senza per questo distogliere l’attenzione alla riflessione. È questo lo stile identificativo e vincente di Gabriele Di Luca che, da gran maestro qual è, cura anche la regia insieme a Massimiliano Setti. Le tre attrici sono bravissime, perfettamente inquadrate nelle loro parti, ciascuna in modo diverso, e questo dipende dalla tipologia dei personaggi interpretati, esaltando al massimo la bellezza della pièce che, occorre ricordarlo, è vincitore del Premio della Critica 2025.

“Misurare il salto delle rane” sarà in scena fino a domenica 26 aprile. In calce all’articolo sono riportati i crediti e le INFO per acquisto biglietti.

Visto il giorno 23 aprile 2026

(Carlo Tomeo)

Teatro Elfo Puccinisala Shakespeare | 21 > 26 aprile

Misurare il salto delle rane Uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo

Drammaturgia Gabriele Di Luca
Regia Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti
Con Elsa Bossi (Lori), Noemi Apuzzo (Iris), Chiara Stoppa (Betti)
Assistente alla regia Matteo Berardinelli
Musiche originali Massimiliano Setti
Scene Enzo Mologni
Costumi Elisabetta Zinelli
Ideazione luci Carrozzeria Orfeo
in collaborazione con Asti Teatro 47
Una produzione Fondazione Teatro DueAccademia Perduta/Romagna TeatriTeatro Stabile d’AbruzzoTeatri di Bari e Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival in collaborazione con Asti Teatro 47

Categorie RECENSIONI

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