
La capacità di saper rendere vivace anche la sofferenza. É quella in cui mostra si mostra maestro Giuseppe Dipasquale nella sua versione adattata al teatro del celebre romanzo di Giuseppe Berto che rappresenta uno dei momenti più alti della letteratura italiana della seconda metà del secolo scorso e tuttora attuale per la sua tematica.
Come è noto il romanzo di Berto ebbe vita travagliata essendo stato rifiutato da diversi editori prima che lo accettasse la Rizzoli. La pubblicazione avvenuta nel 1964 fece guadagnare all’autore due tra i premi letterari più importanti del Paese: Campiello e Viareggio. La storia narrata nel libro è quella di uno scrittore in crisi afflitto dai sensi di colpa per la morte del genitore con il quale aveva avuto fin dall’adolescenza un rapporto conflittuale e che ora cerca di mitigare con l’aiuto della psicanalisi senza riuscire peraltro a superarli realmente.
Bepi (Alessio Vassallo), il protagonista, è afflitto da una depressione che si manifesta anche attraverso una serie di dolori corporei, a cominciare da quelli inerenti allo stomaco, tutti però, a detta del suo psicanalista (Ninni Bruschetta) di natura psicosomatica tanto da non riuscire a vivere pienamente neanche le gioie (poche) che incontra sul suo cammino distruggendo anche il rapporto con la moglie molto più giovane di lui. La sua sofferenza è quel male di vivere che si affacciava nella seconda metà del secolo scorso (“le mal de vivre” cantava Barbara in una delle sue più celebri canzoni, non a caso coeva del libro di Berto).
La vicenda, costituita da vari episodi non sempre allineati secondo un ordine cronologico, si svolge in una scena che rappresenta, secondo la stessa dichiarazione del regista, più uno stato mentale che non un luogo fisico. É qui che il protagonista vive il suo malessere di cui racconta la genesi attraverso il ricordo e ne descrive l’evoluzione all’analista.
In tal senso la scenografia di Antonio Fiorentino mette in primo piano e su doppi livelli una struttura fatta di plastica che copre senza nascondere del tutto e soggetta a fluttuazioni quali possono essere le sensazioni mentali in continua mutazione. Al centro una serie di cubi e parallelepipedi che vengono utilizzati dagli attori stessi per comporre arredi di varia natura e evocativi di ambienti in cui si sono svolte azioni appartenenti al passato anche esse di natura mobile come può essere la memoria quando è soggetta a imprecisioni. Sulla sinistra, e ben distinto dalla scena madre, è posizionato il divano dello studio dell’analista l’unico a donare un significativo senso di stabilità in un marasma di discorsi spesso sfuggenti alla logica.
Il tema della vicenda, pur essendo per sua natura doloroso, non è affrontato secondo i canoni propri del dramma ma è trattato in una forma che predilige la leggerezza rendendo le varie situazioni che si susseguono in chiave tragicomica. E del resto il testo stesso del romanzo, nonostante il fatto che enumeri una serie anche lunga di accadimenti dolorosi, non è né triste né noioso perché contiene note umoristiche e ironiche.
D’altra parte non esiste tragedia senza che vi sia contenuta una nervatura anche piccola di comicità o una nota grottesca. In questo Giuseppe Dipasquale, nella sua riduzione per il teatro del testo di Berto, ha scelto di utilizzarla ricavandone una serie di flash che si susseguono tra il passato e il presente. Così le scene delle sedute di psicanalisi si alternano a quelle dei ricordi e dei sogni a loro volta confusi tra quelli effettivi e altri solo immaginati. In tale contesto appaiono sostenibili anche certe tesi esposte da Bepi come quella in cui crede che il proprio sentirsi inadeguato fosse già esistente mentre era ancora nel grembo materno. A impreziosire l’operazione concorre inoltre la musica originale di Germano Mazzocchetti che, nelle diverse tonalità, accompagna tutte le diverse azioni che si svolgono sul palco e che nel finale, al momento degli applausi, si esprime in un arrangiamento festoso.
Alessio Vassallo è straordinario nell’entrare con padronanza nel personaggio mettendone bene in luce i diversi registri psicologici oscillanti tra atteggiamenti che vanno dal nevrotico all’intimidito dalle circostanze. Il suo Bepi dall’aria così sofferta anche nei casi di momentanea felicità conquista l’ammirazione specie nelle ultime scene quando la pena prende il sopravvento tanto che, quando nel finale recita il primo verso del Cantico di Simeone dal Vangelo secondo Luca, sorge spontanea la domanda se quel congedo indica il superamento del male oppure ne è l’accettazione più consapevole.
A fare da personaggio dalla marcata razionalità che non concede tregua è un volitivo Ninni Bruschetta che sa essere uno psicanalista pronto a contrastare qualsiasi ipotesi che Bepi accampa a giustificazione del suo malessere e, nel ruolo del padre, raggiunge, il massimo della durezza espressiva. Due ruoli differenti l’uno dall’altro e entrambi assolti con maestria dall’attore.
Ad accompagnare i due personaggi principali e a costituire parte imponente di tutta la messa in scena è l’eccellente cast costituito da Cesare Biondolillo, Lucia Fossi, Luca Iacono, Viviana Lombardo, Consuelo Lupo, Ginevra Pisani. In loro ruoli diversi (medico, moglie, madre, sorelle,amante…) vivacizzano al massimo la pièce che mantiene ritmo e una buona dose di umorismo.
Lungamente e calorosamente applaudito, lo spettacolo sarà in scena fino a domenica 12 aprile. In calce sono riportati i crediti e le INFO per acquisto biglietti.
Visto il giorno 8 aprile 2026
(Carlo Tomeo)
Teatro Menotti – 7|12 aprile:
“Il male oscuro” di Giuseppe Berto riduzione per Il teatro e regia Giuseppe Dipasquale con Alessio Vassallo e Ninni Bruschetta (e in o.a) Cesare Biondolillo, Lucia Fossi, Luca Iacono, Viviana Lombardo, Consuelo Lupo, Ginevra Pisani – scene Antonio Fiorentino – costumi Dora Argento – musiche Germano Mazzocchetti – movimenti coreografici Rebecca Murgi – foto Tommaso Le Pera – produzione Teatro Biondo Palermo / Teatro Stabile di Catania / MARCHE TEATRO
Prima milanese
TEATRO MENOTTI Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 – biglietteria@teatromenotti.org
PREZZI Intero – 32.00 € + 2.00 € prevendita – Ridotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita – Abbonamento Menotti Card 4 ingressi €60, 8 ingressi €110
ORARI BIGLIETTERIA Dal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo – Domenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo
Acquisti online: https://www.teatromenotti.org/evento/il-male-oscuro.aspx Con carta di credito e Satispay su www.teatromenotti.org
ORARI SPETTACOLI SALA GRANDE Dal martedì al sabato ore 20 – Domenica ore 16.30 – Lunedì riposo
