
Partenza e arrivo presso il Cortile dell’Orologio del Teatro Litta – Corso Magenta, 24
dall’8 al 12 aprile 2026
JUST WALKING
una performance di Michele Losi
con Michele Losi, Marialice Tagliavini, Giulietta De Bernardi
elementi di scena e costumi Stefania Coretti
musiche originali Luca Maria Baldini e Nori Tanaka
coaching attorale Sebastiano Sicurezza
movimento Filippo Porro – Azioni Fuori Posto
testi Michele Losi
con la collaborazione di Sofia Bolognini
produzione Campsirago Residenza
con Omnicent Ukiha / D:DNA
foto Alvise Crovato
Just Walking – presenta uno speciale dedicato al 25 aprile, giorno della liberazione
Questa versione, ideata da Michele Losi per il pubblico partecipante, è stata ideata e realizzata per questo ambiente e integrata da contenuti storici sulla giornata della Liberazione.
Just walking è una performance itinerante che invita a vivere Milano in modo inatteso, trasformando il camminare in un’esperienza poetica, sensoriale e condivisa.
Si parte dal Teatro Litta – Corso Magenta, 24 e, guidati da tre performer, si attraversano luoghi simbolici tra cui Sant’Ambrogio, Piazza Affari, il Duomo e Largo Cairoli, indossando cuffie attraverso cui scorrono musiche e testi originali: parole che accompagnano i passi e cambiano la percezione della città.
Durante il percorso non si assiste soltanto, ma si partecipa: camminare, osservare, ascoltare, lasciarsi attraversare dai suoni e dalla presenza degli altri. Tappa dopo tappa emergono temi diversi e profondamente attuali: il vagabondaggio come libertà e smarrimento, l’orientamento come ricerca di una direzione, la paura che molte donne vivono nell’attraversare da sole lo spazio urbano, fino alla forza collettiva della marcia politica evocata anche attraverso la memoria della Liberazione e del 25 aprile.
Just walking è un invito a rallentare, a guardare con occhi diversi ciò che ci circonda e a riscoprire il valore dello spazio pubblico. Un’esperienza immersiva che crea, passo dopo passo, una comunità temporanea di spettatori-camminatori.
La performance Just Walking di Campsirago Residenza, è un’esperienza itinerante in cui il pubblico cammina insieme sperimentando diverse pratiche del cammino e ascoltando in cuffia una drammaturgia originale. Il cammino diventa così un gesto artistico e collettivo. Lo spettacolo si sviluppa nello spazio urbano partendo dal Teatro Litta in Corso Magenta, 24 e coinvolge direttamente gli spettatori e le spettatrici, che diventano parte attiva della performance muovendosi insieme ai due performer e agli altri partecipanti lungo un percorso di circa novanta minuti.
Durante l’esperienza, il pubblico indossa le cuffie attraverso cui ascolta musiche e testi originali sul cammino: mentre il gruppo attraversa strade e piazze guidati da uno dei tre performer, le parole e i suoni guidano la percezione dello spazio, trasformando il cammino in un’esperienza nuova, capace di mettere in relazione il corpo con l’ambiente circostante.
Il cuore della performance è una riflessione sul significato del camminare nella storia dell’umanità. Il lavoro si ispira, tra gli altri, al libro Storia del camminare di Rebecca Solnit. Vengono evocati esempi storici di camminate collettive che hanno segnato momenti importanti della storia sociale e politica, come le marce per i diritti civili.
Allo stesso tempo, Just Walking propone anche una dimensione più intima e meditativa. Il cammino diventa un modo per ascoltare il proprio corpo, riconnettersi con sé stessi e con il paesaggio urbano. Il ritmo dei passi, accompagnato dalla musica e dalle parole, invita i partecipanti a rallentare, osservare e percepire lo spazio in modo nuovo.
In questo modo la performance crea una comunità temporanea di “spettatori-camminatori”, un gruppo che condivide lo stesso percorso e la stessa esperienza. Camminando insieme, i partecipanti costruiscono un rapporto diverso con la città, riscoprendo il valore dello spazio pubblico e della presenza collettiva. Just Walking diventa quindi non solo uno spettacolo, ma un’esperienza di partecipazione e consapevolezza.
Tappa 1 – percorso
Partenza dal cortile del Teatro Litta – Corso Magenta, 24
Titolo: Camminata biomeccanica
Tema: Storia del cammino nella storia dal testo La storia del camminare di Rebecca Solnit
Citazione:
Da dove si comincia?
I muscoli si tendono.
Una gamba è il pilastro che sostiene il corpo eretto tra il cielo e la terra.
L’altra un pendolo che oscilla da dietro.
Il tallone tocca terra.
Tutto il peso del corpo rolla in avanti sull’avampiede.
L’alluce prende il largo, ed ecco, il peso del corpo in delicato equilibrio, si sposta di nuovo.
Le gambe si danno il cambio.
Si parte con un passo, poi un altro e un altro ancora, sommandosi come lievi colpi sul tamburo, formano un ritmo: il ritmo del camminare.
Tappa 2 – percorso
Via Carducci
Titolo: Camminata Inuit
Tema: Tradizione del popolo Inuit secondo cui camminare in linea retta nel paesaggio può aiutare a liberarsi dalla rabbia.
Citazione:
Secondo un’usanza eschimese si può sfogare la collera camminando in linea retta nel paesaggio.
Mi è capitato di ritrovarmi a camminare per miglia e miglia, in linea retta, senza che il presente diventasse passato, e il futuro potesse riempirmi il cuore e la testa.
Tappa 3 – percorso
Zona sant’Ambrogio e Università Cattolica
Titolo: Walking
Tema: La camminata in fila indiana secondo la pratica del walking
Citazione: Camminare in sé è l’atto volontario più vicino ai ritmi involontari del corpo: il respiro e il battito del cuore.
Tappa 4 – percorso
Zona da Piazza degli Affari fino a Piazza Mercanti
Titolo: Vagabondare
Tema:Il vagabondaggio poetico e di introspezione
Citazione: Ci vuole una certa pratica per smarrirsi in una città come ci si smarrisce in una foresta.
I rami delle strade devono parlarti come lo scricchiolio dei rami secchi, e le viuzze ci devono scandire, come una meridiana, le ore del giorno.
Un breve testo sulla Liberazione di Milano, da ascoltare in cuffia
Tappa 5 – percorso
Piazza Duomo
Titolo: Orientarsi
Tema: Orientarsi negli spazi urbani, guardare verso i punti cardinali, diventa un esercizio simbolico per ritrovare la propria direzione nel mondo.
Citazione: Anagàta in sanscrito è il futuro. Letteralmente “quello che non abbiamo ancora camminato”.
Tappa 6 – percorso
Sotterraneo della metropolitana tra le fermate di Duomo e Cordusio “Galleria dell’Artigianato”
Titolo: La strada, il pericolo, la paura (una donna)
Tema: L’esperienza di una donna che cammina da sola di notte; una denuncia delle pressioni e dei pericoli che limitano la libertà di movimento femminile.
Citazione:
Restare fermi
è chiaramente un invito.
Come a dire
che sei lì a disposizione.
Soprattutto se è sera
viene buio eccetera
una non perde tempo a guardare il panorama.
Pensaci.
Una donna in mezzo alla strada
di notte
ferma
è una che la dà.
Punto.
Quindi, circolare.
Sempre che tu non voglia darla.
Circolare.
Passo misurato
non troppo veloce,
tranquilla
ma spedita
come una cartolina
liscia
dritta all’indirizzo giusto.
Che hai controllato
sul telefono
più volte
perché sbagliare strada
e dover tornare indietro
è un casino.
Si può passare inosservate una volta
due significa che te la stai andando a cercare.
Un breve testo sulla Liberazione di Milano, da ascoltare in cuffia
Tappa 7 – percorso
Via Dante
Titolo: Marce e dimostrazioni
Tema: Il cammino collettivo è uno dei più potenti atti politici, oggi come ieri. I più grandi cambiamenti di rotta politica e culturale, così come le grandi rivoluzioni della storia, sono quasi sempre avvenuti tramite l’appropriazione di piazze, strade, spazi pubblici grazie a marce, manifestazioni. Il Pride, ad esempio, è uno degli atti performativi con cui una comunità, in questo caso quella Gay prima e LGBTQ+ oggi, scende in strada e marcia a piedi per essere riconosciuta, per mostrare la propria esistenza identitaria e combattere gli stereotipi. Camminare insieme, riappropriandosi degli spazi pubblici, è quindi costruzione di democrazia.
Citazione: I say to you today, my friends, though, even though we face the difficulties of today and tomorrow, I still have a dream.
Un breve testo sulla Liberazione di Milano, da ascoltare in cuffia
Tappa 8 – percorso
Largo Cairoli
Titolo: Le madri di Plaza de Mayo
Tema: Le Madri di Plaza de Mayo dal 30 aprile 1977 camminano nella piazza argentina per chiedere giustizia per i figli desaparecidos durante la dittatura militare (1976-1983). Con il fazzoletto bianco manifestano ancora oggi ogni giovedì davanti alla Casa Rosada a Buenos Aires.
Citazione:
Bambino mio, mi hijo
Al centro di questa piazza
crescono fiori
vedi,
tutti i baci
che non ti ho dato
dipingono questo regno
di sfumature tenui e luce
fiumi di carezze
arriveranno infine
credi.
Oltre il ponte bianco
troverai ancora le mie mani
pronte a stringere le tue
ci incontreremo là
nel punto in cui le cose
ricominciano
nel punto in cui la lotta
diventa qualcos’altro
semplicemente
un atto d’amore.
Tappa 9 – percorso
Corso Magenta verso il Teatro Litta – arrivo
Titolo: Ri-orientarsi
Tema: Riscoperta del valore della lentezza, riflessione sulla distanza e sul tempo nella società contemporanea, dominata dalla velocità: accettare le distanze e continuare a camminare diventa un modo per costruire un rapporto più equilibrato con il mondo e con la propria esistenza.
Citazione:
Dobbiamo fare i conti con le distanze incolmabili.
Sapere che ci sono cose
che non raggiungeremo mai
e pure metterci in cammino,
sempre
continuare a camminare
misurare con il passo
le distanze ragionevoli
rinunciare all’illusione della smisuratezza
per costruire un mondo più misurato,
a misura delle persone e delle cose.
Della giustizia
del sogno
della transumanza
della metamorfosi
dello scorrere del tempo e della vita.
La drammaturgia
Il testo drammaturgico si apre con una descrizione del gesto del camminare: il movimento delle gambe, il contatto del piede con la terra e il ritmo dei passi. Questo incipit introduce il cammino come un gesto naturale, che accompagna la storia dell’umanità e ha contribuito a creare strade, città, mappe e racconti. Camminare è un’attività lenta che permette alla mente di riflettere e osservare il mondo.
La drammaturgia prosegue riflettendo sul valore sociale del camminare nello spazio pubblico. Attraverso il cammino gli individui e i gruppi sociali possono affermare la propria identità e rendersi visibili nella società. In questo senso il camminare diventa un gesto performativo e democratico, soprattutto quando viene utilizzato da gruppi per rivendicare diritti o presenza nello spazio pubblico.
Successivamente il testo introduce diverse modalità di camminare. Viene raccontata una tradizione inuit secondo cui camminare in linea retta nel paesaggio può aiutare a liberarsi dalla rabbia e dalle tensioni interiori. Il cammino diventa quindi anche un modo per elaborare emozioni. Viene poi descritto il vagabondare senza meta, che permette di perdersi nello spazio e nei ricordi, favorendo momenti di poesia e introspezione.
Un’altra parte del copione affronta il tema dell’orientamento. Guardare verso i punti cardinali diventa un esercizio simbolico per ritrovare la propria direzione nel mondo. Il pubblico viene invitato a formare un cerchio, spostarsi a destra e sinistra, e poi a proseguire questo viaggio sperimentando l’esperienza della fila indiana, come facevano i nativi americani.
La drammaturgia affronta poi il rapporto tra cammino e sicurezza nello spazio urbano, attraverso un testo che descrive l’esperienza di una donna che cammina da sola di notte, denunciano le pressioni e i pericoli che limitano la libertà di movimento femminile.
Successivamente il cammino viene collegato alla dimensione politica e storica. Vengono ricordate marce e manifestazioni che hanno segnato momenti importanti della storia, come le proteste dopo il G8 di Genova del 2001, la marcia del sale guidata da Gandhi e la marcia su Washington durante il discorso “I Have a Dream” di Martin Luther King. Un momento particolarmente intenso è dedicato alle Madri di Plaza de Mayo in Argentina, che durante la dittatura militare camminavano in cerchio nella piazza per chiedere verità sui figli desaparecidos
Nella parte finale la drammaturgia assume un tono più meditativo e filosofico. Camminare viene presentato come una pratica che riporta l’attenzione al corpo, al respiro e al ritmo naturale del tempo. Attraverso il passo si crea una relazione tra spazio e tempo e si riscopre il valore della lentezza. Il testo conclude invitando a riflettere sulla distanza e sul tempo nella società contemporanea, dominata dalla velocità: accettare le distanze e continuare a camminare diventa un modo per costruire un rapporto più equilibrato con il mondo e con la propria esistenza.

Informazioni utili
- Partenza e arrivo presso il Cortile dell’Orologio del Teatro Litta – Corso Magenta, 24
- Ad ogni partecipante sarà consegnato un paio di cuffie
- L’itinerario prevede un percorso pianeggiante di 3 km circa
- La partecipazione è riservata a un massimo di 50 persone.
- In caso di maltempo munirsi di ombrello o abbigliamento adeguato
da mercoledì a venerdì ore 19.30 – sabato e domenica ore 16.30
intero € 18,00 – convenzioni € 17,00 – ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) € 17,00 – Under 30 e Over 65 € 17,00 – Università € 17,00 – scuole civiche Fondazione Milano, Piccolo Teatro, La Scala e Filodrammatici € 11,00 – Scuole MTM € 10,00 – ridotto DVA € 9,00 – tagliando Esselunga di colore VERDE
durata: 90 minuti circa
Info e prenotazioni biglietteria@mtmteatro.it – 02.86.45.45.45
Abbonamenti: MTM Ritrovarsi a volare, MTM Ritrovarsi a volare Over 65, MTM Ritrovarsi a volare Under 30 x4 spettacoli
Biglietti sono acquistabili sul sito www.biglietti.mtmteatro.it e sul sito e punti vendita Vivaticket.
I biglietti prenotati vanno ritirati nei giorni precedenti negli orari di prevendita e la domenica a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
(L’articolo è una condivisione del comunicato dell’Ufficio stampa di MTM Manifatture Teatrali Milanesi di Milano)
