
È presente al Teatro Strehler di Milano la messa in scena di “Miracolo a Milano”, tratta dal film omonimo del 1951 di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini, nella trasposizione teatrale di Paolo Di Paolo con la drammaturgia di Lino Guanciale e Corrado Rovida e la regia di Claudio Longhi. Lo spettacolo, prodotto dal Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e in replica fino al 1° aprile, racconta la storia della triste realtà vissuta dai poveri, molti senza tetto, costretti a vivere in situazioni precarie. Erano gli anni in cui iniziava la speculazione edizione a opera dei nuovi imprenditori arricchiti dalla guerra. Longhi, fedele allo spirito del film e forte anche del romanzo breve “Totò il buono” di Zavattini, anch’esso fonte della vicenda, ha scelto come chiave narrativa un genere favolistico in modo da poter meglio rendere quanto di irreale accade nella trama della pièce. Ne nasce quindi una storia che, procedendo cronologicamente, possiede una sua logica. A questa, che costituisce l’ossatura, sono inframmezzate scene che descrivono gli anni d’ambientazione della vicenda e che ne evocano le caratteristiche. Che sono gli anni che vanno dalla fine degli anni ’40 al 1951 e che naturalmente riguardano Milano, città alla quale rende omaggio lo spettacolo.

Conviene fare un breve riassunto della vicenda il cui protagonista è Totò (Lino Guanciale) trovato, appena nato, sotto un cavolo dall’anziana e malata Lolotta (Giulia Lazzarini) che lo aveva allevato per i primi suoi anni. Dopo la morte della donna il bambino finisce in orfanotrofio da dove esce al compimento della maggiore età con pochi averi racchiusi in una valigia che gli viene rubata mentre gira per la città in cerca di un lavoro e di un alloggio. Il ladro però diventa suo amico e lo invita a stare in una baraccopoli dove vivono le persone senza più casa né averi perché avevano perso tutto sotto i bombardamenti. La sistemazione, seppur disagiata, si svolge nell’armonia fino al giorno in cui Mobbi (Mario Pirrello), il proprietario del terreno, anche ricorrendo alla forza pubblica, intima agli occupanti di lasciare il suolo che, secondo una voce che si era diffusa, conterrebbe giacimenti di petrolio. Alla lotta che si instaura tra gli occupanti e la forza pubblica chiamata da Mobbi interviene Lolotta sotto l’aspetto di un angelo che consegna a Totò una colomba capace di realizzare tutti i desideri. In questo modo Totò riesce inizialmente a sconfiggere gli uomini di Mobbi ma perde poi la colomba che, ritrovata dagli angeli, la riconsegnano a Lolotta. Senza l’aiuto del volatile Totò e i suoi amici sono costretti a subire la carica degli uomini di Mobbi e vengono trascinati con camionette in piazza Duomo. Interverrà nuovamente Lolotta che riconsegnerà la colomba a Totò grazie alla quale l’uomo riuscirà a liberare gli amici e, a cavallo di scope sottratte ai netturbini, volerà verso un luogo dove “Buongiorno voglia davvero dire buongiorno”.

Lo spettacolo inizia fin dalla scala che conduce alla platea dove affisse alle pareti fanno mostra di sé alcune locandine di film di quegli anni (“Bellissima”, “I figli di nessuno”, “Riso amaro”.. ), prosegue nel foyer dove si viene salutati da ragazze in abiti dal beneaugurale colore verde, e diventa più movimentato in sala con finti alterchi, distribuzione di caramelle e con lo stesso Guanciale che cerca di coinvolgere qualche spettatore in prima fila. È l’ouverture de “La gazza ladra” verdiana a dare inizio alla rappresentazione che è forte di Daniele Cavone Felicioni, Michele Dell’Utri, Diana Manea, Mario Pirrello, Sara Putignano e Giulia Trivero che interpretano 23 personaggi diversi oltre ai protagonisti Lino Guanciale e Giulia Lazzarini. A questi si aggiungono le allieve e gli allievi del corso “Luca Ronconi” della Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa.

Non c’è sipario, il cambiamento delle scene è affidato a proiezioni sul fondale e sono di colorazioni diverse. In più momenti prevale il bianco e nero, richiamo simbolico al film ma anche alle situazioni che si vanno a formare sul palco spesso sommerso dalla nebbia, la scighera, tanto fastidiosa ma alla quale ogni milanese non può fare a meno di sentirsi affezionato altrimenti sarebbe come vivere in un’altra città. E poi ad accompagnare i vari episodi ci sono in sottofondo le musiche, cantate dai cantanti d’epoca, Rabagliati, Natalino Otto, Carla Boni. C’è anche “Grazie dei fiori” cantata dal vivo ma non da Nilla Pizzi anche se la foggia del vestito è uguale a quella che la cantante indossò quando nel 1951 vinse il primo Festival di Sanremo. Né manca una citazione alla musica lirica affidata alla voce di Maria Callas (le romanze “O mio babbino caro” e “Casta diva”) che però appaiono, occorre dirlo, fuori contesto rispetto all’azione che si svolge in quel momento. I dettagli della messa in scena sono studiati scrupolosamente grazie al lavoro di Guia Buzzi, Gianluca Sbicca, Manuel Frenda e Riccardo Frati che si sono occupati rispettivamente delle scene, dei costumi, delle luci e del visual design.

Lo spettacolo acquista un sapore brechtiano nelle scene corali dove si svolge la lotta tra gli occupanti del terreno e il proprietario che con le forze dell’ordine reclama i suoi diritti e a conferirgli rilievo è il colore dei costumi grigi e il taglio delle luci. Ci si aspetterebbe quasi il canto di una song appropriata all’azione. Idea, questa, a mio giudizio non del tutto peregrina.
La spettacolarità della rappresentazione è notevole per tutto quello che viene mostrato e agito in tre ore di spettacolo e tuttavia sembra che, per meglio approfondire e rappresentare il periodo che si è desiderato omaggiare, non si sia voluto rinunciare a una minima operazione di sottrazione che avrebbe alleggerito in alcuni punti la pièce, fornendole in tal modo maggiore ritmo espositivo. A non aiutare contribuisce anche l’uso del dialetto non sempre accessibile perché è un’unione tra il più popolare milanese e un misto lombardo.

Milano di ieri e Milano di oggi: a farne la sintesi è la Bela Madunina che alla fine ne racconterà la storia ed elogerà i pregi. Come viveva la città nel dopoguerra, poi com’era quando “era da bere” e com’è oggi, e soprattutto cosa ne è della povera gente e, se ce n’è ancora, come viene vista. Vengono in mente le significative parole pronunciate da Lolotte al figlio: “I poveri disturbano, danno fastidio, sono matti”.
Una talentuosa compagnia affiatata che ha dimostrato grande impegno nell’affrontare gli svariati personaggi tanto diversi tra loro è stata una delle carte vincenti dello spettacolo nel quale hanno brillato i due protagonisti, un Lino Guanciale che sa essere un Totò ingenuo e fiducioso del prossimo, perfetto nella recitazione verbale oltre che fisica, eccellente in più punti nella mimica, dove è Totò di nome e di fatto (è appena il caso di ricordare che Zavattini fosse un grande ammiratore dell’attore partenopeo e che avesse pensato a lui nel suo romanzo e anche come possibile protagonista del film). Giulia Lazzarini, che recita sdraiata o seduta tranne l’ultimissima scena in cui si muove in piedi, è una Lolotte dolcissima dalla timbrica vocale perfetta e commovente.

Lo spettacolo ha riscosso un successo enorme con ovazioni e standing ovation. In calce i crediti e le modalità per acquisto biglietti.
Visto il gorno 12 marzo 2025
(Carlo Tomeo)
Piccolo Teatro Strehler (Largo Greppi – M2 Lanza), dal 4 marzo al 1° aprile 2026
Miracolo a Milano
di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini, trasposizione teatrale Paolo Di Paolo
regia Claudio Longhi – scene Guia Buzzi – costumi Gianluca Sbicca – luci Manuel Frenda – visual design Riccardo Frati – dramaturg Lino Guanciale, Corrado Rovida – assistente alla drammaturgia Davide Gasparro – assistenti alla regia Davide Gasparro e Giulia Sangiorgio – assistente costumista Marta Solari – ®MasiarPasquali
Interpreti Personaggi (in ordine alfabetico)
Daniele Cavone Felicioni Baraccato, Alfredo il ladro, Dottore, Signore borghese, Brambi, Giornalista
Michele Dell’Utri Dottore, Giornalista, Rappi, Generale
Lino Guanciale Totò
Giulia Lazzarini Lolotta
Diana Manea Baraccata, Marta signora ex borghese, Segretaria orfanotrofio, Signora dal parrucchiere, Rappresentante cioccolato Fano, professoressa Adalgisa
Mario Pirrello Mobbi
Sara Putignano Edvige, Direttore orfanotrofio, Spettatrice Scala
Giulia Trivero Annunciatrice radiofonica, Segretaria orfanotrofio, Signora dal parrucchiere
e con le allieve e gli allievi del corso “Luca Ronconi” della Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30 (salvo mercoledì 25 marzo, ore 15 riservata per le scuole); domenica, ore 16. Lunedì riposo.
Le recite del 7, 8, 14, 15, 21, 22, 28 e 29 marzo sono sovratitolate in inglese e in italiano. Le repliche del 14 e 15 marzo sono parte del progetto Piccolo Aperto
realizzato con il contributo di Fondazione di Comunità Milano.
Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro
Informazioni e prenotazioni 02.21126116
MEDIASET INFINITY E IL PICCOLO TEATRO DI MILANO RIPORTANO PER UNA NOTTE SUL GRANDE SCHERMO
MIRACOLO A MILANO
Il 16 marzo il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e Mediaset Infinity celebrano i 75 anni dall’uscita nelle sale cinematografiche con una proiezione speciale della versione restaurata del capolavoro di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini; dal 17 marzo il film restaurato sarà disponibile gratis in streaming su Mediaset Infinity
Il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e Mediaset Infinity danno vita a un evento speciale: lunedì 16 marzo alle ore 20:30 la sala del Teatro Strehler si trasformerà per una sera in cinema per ospitare una proiezione speciale di Miracolo a Milano nella versione restaurata da Mediaset Infinity.
Una proiezione gratuita, aperta alla città di Milano, alla quale sarà possibile partecipare prenotandosi al seguente link, presso la biglietteria del Teatro Strehler e tramite biglietteria telefonica allo 02.21126116.
L’evento rientra nel calendario di iniziative per celebrare i 75 anni dall’uscita nelle sale del film diretto da Vittorio De Sica e scritto da Cesare Zavattini, capolavoro del cinema che ha saputo coniugare poesia e impegno civile e che, nel 1951, si è aggiudicato la Palma d’Oro al Festival di Cannes.
Le celebrazioni hanno preso il via il 4 marzo con la prima assoluta della nuova produzione teatrale del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, “Miracolo a Milano”, seconda regia di Claudio Longhi come direttore artistico del Piccolo Teatro di Milano, con Lino Guanciale e Giulia Lazzarini nei ruoli di Totò e Lolotta.
Il restauro di Miracolo a Milano è stato realizzato da Mediaset Infinity, che rende nuovamente disponibile al pubblico una versione rinnovata di uno dei titoli più amati della storia del Cinema italiano e internazionale.
Dopo l’evento al Teatro Strehler, dal 17 marzo, la versione restaurata di Miracolo a Milano sarà disponibile gratis su Mediaset Infinity, offrendo l’occasione di rivedere o scoprire per la prima volta le avventure di Totò e Lolotta, di Edvige, Brambi e Mobbi, protagonisti di una favola senza tempo capace di parlare ancora al presente.
