
17 > 22 marzo | sala Fassbinder
Personale Usine Baug
Un focus dedicato a Usine Baug, compagnia fondata nel 2018 da Ermanno Pingitore, Stefano Rocco, Claudia Russo ed Emanuele Cavalcanti che con i loro lavori, spesso realizzati in sinergia con altri gruppi emergenti, ottengono da alcuni anni premi e consensi unanimi.
La trilogia in scena all’Elfo propone un successo applaudito nelle scorse stagioni, Ilva Football Club, firmato da Usine Baug con Fratelli Maniglio, lo spettacolo Topi (Premio Scenario Periferie 2021), dove il fittizio ed il reale si incontrano per raccontare il G8 di Genova e infine il lavoro creato con Mezzopalco, Anse, che ha debuttato a Romaeuropa Festival e ha vinto l’edizione 2024 di Forever Young/La corte ospitale.
17 > 18 marzo
Ilva Football Club
una creazione di Usine Baug & Fratelli Maniglio
liberamente ispirato al romanzo Ilva Football Club di Fulvio Colucci e Lorenzo D’Alò
con Fabio Maniglio, Luca Maniglio, Ermanno Pingitore, Stefano Rocco, Claudia Russo
luci e tecnica Emanuele Cavalcanti
produzione Campo Teatrale
Ilva Football Club, progetto vincitore del Bando CURA 2022, racconta la storia di una città sacrificabile, che oggi è Taranto, ma domani potrebbe essere un’altra, attraverso la metafora sportiva, la poesia delle immagini e la verità delle testimonianze. Per mostrare che tutto questo ci riguarda molto più di quanto immaginiamo.
«Ne nasce un lavoro utopico eppure agganciato alla storia, usata non come rifugio nostalgico, bensì come strumento d’indagine antropologica. (..) Usine Baug e i Fratelli Maniglio scelgono la denuncia. Tuttavia non rinunciano alla metafora. Perché solo attraverso la poesia la tragedia raggiunge l’anima. E si prepara alla catarsi». (Vincenzo Sardelli, Krapp Last Post)
19 marzo

Topi
regia e drammaturgia Usine Baug
con Ermanno Pingitore, Stefano Rocco, Claudia Russo
luci e tecnica Emanuele Cavalcanti, consulenza scenografica Arcangela Varlotta
produzione Campo Teatrale
Topi intreccia ricostruzione storica e invenzione scenica per raccontare, a vent’anni di distanza, il G8 di Genova: una delle ferite più gravi della recente storia italiana. Attraverso il gioco delle metafore, ricostruzioni sonore, testimonianze reali e personaggi inventati, offre una molteplicità di prospettive diverse per cercare di dare un senso, non solo a ciò che accadde in quei giorni di luglio, ma anche a ciò che continua ad accadere.
«Attori famelici che, con un linguaggio immediato, riescono con disinvoltura a catturare l’attenzione del pubblico, coinvolgendolo nel racconto di un evento collettivo eppure così tragicamente personale». Andrea Gardenghi, Teatro e Critica)
«È quasi inutile dire quanto sia necessario oggi questo spettacolo, come è quasi inutile parlare dell’eclettismo di questo collettivo che, dalla drammaturgia, alla regia, alle luci, alle scene creano un equilibrio perfetto. Forse invece non lo si dice mai abbastanza: quando qualcosa vale davvero la pena bisognerebbe urlarlo a squarciagola perché è raro nella sua urgenza (…). Topi è un degno figlio di quel teatro che fa pensare, che ti cambia e fa tremare quella linea sottile sulla quale tanto cerchiamo di stare in bilico, perché è la scomodità della riflessione che ci portiamo a casa con la consapevolezza che per fortuna i topi ballano ancora. (Francesca Rigato, Zero Milano)
20 > 22 marzo Nuove storie Note contro

Anse
uno spettacolo di Mezzopalco e Usine Baug dal poema ANSA di Mezzopalco
drammaturgia sonora Mezzopalco, drammaturgia visiva Usine Baug
regia collettiva Usine Baug
luci Emanuele Cavalcanti, suono Luca Jacoboni, beatbox Giovanni Di Matteo
con Riccardo Iachini, Toi Giordani, Massimo Giordani
produzione La Corte Ospitale, ZPL, Usine Baug con il sostegno di Straligut Teatro
Un poema orale, una fusione di parole, suoni, movimento. Una notte insonne trascorsa alla ricerca di sé stessi. La compagnia Usine Baug incontra la formazione Mezzopalco in una affascinante performance di teatro, poesia e beatbox vincitrice dell’ultima edizione del premio Forever Young.
Anse racconta di una sera qualunque, di una breve fase qualunque, un’ansa della sinusoide della vita di una persona qualunque, dalle 19.00 di un martedì sera alle 7.00 del mattino dopo. Qualcuno torna a casa, attraverso il solito tragitto, ma a casa manca qualcosa. Manca lui. Si manca, non c’è. Non si trova nel solito posto, è andato via? Esce, vaga, cerca, cuce, squarcia: il tempo si comprime poi si dilata. Il futuro non esiste, il passato si è fermato, la vita scorre e pulsa, infine, per un istante effimero o eterno, fugace o immane. Effimero e eterno, fugace e immane. Anse è un monologo per più voci. Un discorso interiore che viene attraversato da voci plurime, un dialogo collettivo che abita un corpo solo. La voce è il solo input sonoro: tutto il panorama musicale della storia è generato dalla modulazione dal vivo delle voci dei performer, contemporaneamente narratori e personaggi, in scena e altrove, reali e doppi. È la storia di un corpo ritratto in un mondo proteso, raccontata da molto vicino e da dentro, e degli spazi che lo attraversano.
«Anse, prima di tutto, ci rassicura. Il bel monologo poetico per più voci della interessante formazione Mezzopalco, con la drammaturgia visiva (e visionaria) e la regia collettiva degli ormai celebri Usine Baug, ci ricorda che esistono collettivi di recente formazione e di internazionale esperienza che godono di ottima salute creativa, a dispetto dei mala tempora che effettivamente currunt. Giustamente premiato (Forever Young 2024/La Corte Ospitale) e già rappresentato su palchi non casuali (Romaeuropa, Campo Teatrale, fra gli altri), Anse valorizza la voce come strumento espressivo d’elezione, modulata dal vivo e tradotta con autorevole tecnocreatività dai performer, che agiscono fisicamente in scena ma sono anche altrove, là dove li/ci porta il flusso del verso poetico e del sound design in continua evoluzione. Lo spazio temporale è quello delle 12 ore che separano le 19.00 di una sera qualunque dalle 7.00 della mattina successiva, quel domani sempre evocato e atteso, che distoglie dal vivere qui e ora, nel “sottocontemporaneo”, e rinnova la tentazione alla solitudine, l’abitudine alla depressione, come spunti esistenziali». (Ira Rubini, Hystrio)
Foto Pietro Pingitore
Teatro Elfo Puccini, sala Fassbinder, corso Buenos Aires 33, Milano
Orari: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.00 | sabato ore 19.30 | domenica ore 16.00
Prezzi: intero € 38/34 | <25 anni € 15 | >65 anni € 23 | online da € 18,50
Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021
(L’articolo è una condivisione del comunicato dell’Ufficio stampa del Teatro Elfo Puccini di Milano)
