
27 feb>1 marzo
LA DIVA DEL BATACLAN
UN MUSICAL ISPIRATO ALLE FALSE VITTIME DEGLI ATTENTATI DI PARIGI
regia, drammaturgia e liriche Gabriele Paolocà
con Claudia Marsicano e con Gabriele Correddu
musiche originali Fabio Antonelli
scene Rosita Vallefuoco
luci Martìn Emanuel Palma
drammaturgia fisica Carlo Massari
video Luca Brinchi e Gabriele Paolocà
progetto audio Niccolò Menegazzo
costumi Anna Coluccia
aiuto regia Marco Fasciana
tecnica Chiara Zaffiro
foto di scena Manuela Giusto
ufficio stampa Antonella Mucciaccio
si ringrazia per le traduzioni Marco Chenevier
produzione Cranpi, SCARTI Centro di produzione Teatrale d’Innovazione, Romaeuropa Festival
con il contributo di MiC – Ministero della Cultura e con il sostegno del Centro di Residenza della Toscana (Armunia CapoTrave/Kilowatt), Comune di Sansepolcro e Teatro Biblioteca Quarticciolo
- Debuttato in prima nazionale all’ultima edizione di Romaeuropa Festival, La diva del Bataclan arriva al Teatro Fontana di Milano dal 27 febbraio all’1 marzo.
Cosa resta della verità quando il confine tra esistenza reale e identità fittizia si fa indistinguibile e il desiderio di essere visti supera quello di essere autentici? Da questa domanda nasce un musical che scava nelle pieghe oscure di una società ossessionata dalla ricerca di fama e riscatto, mettendo a nudo i miti, le zone d’ombra e le contraddizioni della sopravvivenza contemporanea.
Nato dalla penna di Gabriele Paolocà, con le musiche di Fabio Antonelli, La diva del Bataclan racconta la storia di Audrey, una giovane donna disposta a tutto pur di sfuggire a una realtà che non sente sua. A darle corpo è la poliedrica artista e performer Premio Ubu 2017 Claudia Marsicano, che interpreta una figura ambigua, capace di reinventarsi come sopravvissuta agli attentati terroristici di Parigi del 2015, in un gioco pericoloso di finzione e realtà.
Dissacrante e provocatorio, La diva del Bataclan affronta il tema delle false vittime della strage parigina. Paolocà e Antonelli danno vita a un’allucinazione musicale che reinterpreta in forma scenica un fatto di cronaca, specchio degli abissi dell’umanità del ventunesimo secolo.
Gli attacchi del 13 novembre 2015 causarono la morte di 130 persone e il ferimento di altre 413. Il più sanguinoso si consumò all’interno del Bataclan, una delle sale concerto più importanti della città. I tragici eventi di Parigi sono stati tra i primi, di portata così grande, ad essere epicentro di un’esplosione mediatica globale: dolore e solidarietà presero forma e voce nei social network, divenendo anche – nella contraddizione che segna il nostro presente – terreno d’invidia per la
visibilità di coloro che si sono trovati al centro della tragedia. Nel mondo di immagini e parole, che amplifica i drammi rendendoli spettacolo, ecco il terreno fertile per la nascita di “false vittime”, figure che hanno scelto di alimentare la propria visibilità appropriandosi del dolore altrui.
Nel desiderio di riscatto e disperazione, Audrey si immerge in un’identità costruita, sfidando la realtà e i suoi limiti, e si trasforma in una martire, la “Diva del Bataclan”. Una rocker (in riferimento alla band Eagles of Death Metal che si esibiva la sera della tragedia), pronta a trascinare il pubblico in un vortice dove ogni nota racconta il desiderio di reinventarsi e di scomparire, di essere visti a ogni costo.
NOTE DI REGIA
L’idea è quella di creare un perturbante cortocircuito tra un genere artistico innocuo come il musical e la brutalità della storia narrata: quella di un’emarginata che, per il raggiungimento dei propri obiettivi, tenta un atto deplorevole e disperato. Dopo la tragedia, per la prima volta la community dei social media manifestò la propria potenza mediatica davanti a un trauma collettivo dal forte impatto emotivo. Tutto il mondo condivise il proprio orrore, le proprie ansie, le proprie paure; ognuno diede sfogo al suo “narcisismo algoritmico”, esprimendo la propria opinione; chiunque, sulla propria bacheca, lucrò un po’ di fama commentando quelle immagini atroci. Grazie ai media i sopravvissuti, ma anche i parenti e i conoscenti delle vittime, furono investiti da un’attenzione e da una solidarietà senza precedenti. E di conseguenza, per assurdo, da un’inaspettata fonte di invidia. Il clamore mediatico e la prospettiva di un risarcimento economico spinsero una quindicina di persone a fingersi vittime di quegli attentati, dando così origine al fenomeno delle false vittime: figure che intrecciano in sé mitomania, miseria sociale e narcisismo patologico. Esse incarnano la brutalità del nostro tempo, in cui la spinta individualista si scontra con la dura realtà di un sistema al collasso e l’ostinata volontà di perseguire a tutti i costi il famigerato “sogno di gloria” flirta con l’impossibilità di raggiungimento di quel sogno, spingendo la falsa vittima verso la perversione più estrema e paradossale: desiderarsi primo tra gli ultimi, protagonista incontrastato della sconfitta. Nell’analisi di questo fenomeno si possono riconoscere aspetti amplificati ed estremizzati di ognuno di noi. La falsa vittima rappresenta ciò che tutti noi siamo quando desideriamo riconoscimento per le nostre difficoltà, il bisogno di autovittimizzazione di fronte alle complessità del mondo. (G. Paolocà)
LA STORIA – Audrey viene da un passato che vuole dimenticare e un presente che non ritiene degno di essere vissuto. Per questo, da sempre, all’esistente preferisce l’immaginazione. La sua frase preferita? La realtà uccide, la finzione salva. Abita con la madre in una banlieue alle porte di Parigi, in una condizione di ritiro sociale ai limiti della clausura. Le uniche gratificazioni che riceve le arrivano dallo spazio virtuale, attraverso il quale si interfaccia con il mondo, inventando profili e vite che non sono le sue. Inoltre, grazie al web, scopre di avere delle capacità inaspettate, tra le quali un discreto potenziale manipolatorio. Ed è a questa scoperta che si aggrappa quando deciderà di dare una scossa alla sua vita: un gesto estremo che la porterà nelle lande torbide dell’impostura. Audrey proverà a dare una svolta alla sua vita, immergendosi in una parabola di mitomania così convincente da essere lei stessa la prima a non riuscire più a distinguere la verità dalla finzione. Si fingerà una donna ferita nella sala da concerto del Bataclan e si adopererà con ogni mezzo per riuscire a diventare un membro fondamentale di un’influente organizzazione per il sostegno alle vittime di terrorismo. La martire perfetta: la Diva del Bataclan.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
PREZZI e ORARI
ven ore 20.30, sab. ore 19.30, dom. ore 16.00
Intero 25 €
Under30 15 €
Over 65 / Under 14 12 €
Giovedì sera 22 €
Convenzioni 20 €
Scuole di teatro 12 €
Prevendita e prenotazione 1 €
INFO e PRENOTAZIONI
TEATRO FONTANA
Via G.A. Boltraffio, 21, 20159 Milano
+39 0269015733 biglietteria@teatrofontana.it
(L’articolo è una condivisione del comunicato dell’Ufficio stampa del Teatro Fontana di Milano)
