“Due partite” MTM Sala La Cavallerizza, Milano – Recensione

“Due partite” MTM Sala La Cavallerizza, Milano – Recensione

“Mais en somme on fait ce qu’on aime / Tant pis si ça n’a pas marché / Car de quoi vivons-nous nous-mêmes / D’un peu d’angoisse et de café” così cantava Marie Paule Belle in una delle sue prime canzoni. Erano i primi anni ‘70 ma quei versi li avrebbero potuto pronunciare anche le quattro protagoniste della commedia “Due partite” di Cristina Comencini ambientata negli anni ’60, testimone la voce di Mina in “Mi sei scoppiato dentro il cuore” una delle sue “hit” d’epoca, e ora presentata per tutta la settimana nella sala de La Cavallerizza delle MTM (Manifatture Teatrali Milanesi).

D’amore e anche di tradimenti subìti e attuati, di figlie, di mariti e di amanti, di lavoro e d’altro ancora parlano le quattro donne che si ritrovano settimanalmente per giocare una partita a carte. Sono Gabriella (Ancilla Oggioni), Claudia (Cecilia Broggini), Sofia (Beatrice Beltrani) e Beatrice (Sabra del Mare), la proprietaria dell’appartamento che le ospita, e che è anche al nono mese di gravidanza. A farle aumentare i timori degli spasimi che dovrà sopportare procurandole quindi maggiore angoscia provvede Claudia, già madre di tre figlie, che minuziosamente le descrive i dolori del parto, nonostante le altre due amiche cerchino di farla tacere.

Le donne iniziano la partita che probabilmente è un ramino perché non giocato a coppia e utilizzano due mazzi di carte. Intanto sono alle prese con la conversazione nella quale vengono raccontati gli ultimi eventi. Sofia appare la più fortunata al gioco e attribuisce la cosa al fatto che l’amante con cui aveva una relazione segreta fuori dal matrimonio ha deciso di lasciarla. Nel raccontare questo confessa anche quanto poco sia legata affettivamente al marito che aveva sposato solo perché incinta. Diversamente la pensa Claudia che subisce in silenzio il tradimento del coniuge del quale è tuttora innamorata. Gabriella è delusa della vita che conduce perché, costretta a occuparsi della figlia, aveva dovuto rinunciare alla carriera di pianista a favore del marito, musicista sempre in tournée. L’unica ad apparire appagata è la romantica Beatrice, molto innamorata del consorte che aveva conosciuto a una festa quando lo sorprese accanto a una libreria mentre leggeva timidamente una poesia di Rilke che poi aveva fatto leggere anche a lei dando così inizio alla loro storia d’amore.

Il fulcro della commedia è l’analisi di quegli anni del benessere vissuti da donne appartenenti a famiglie borghesi e che, nel procedere dell’azione, sono affrontati dalle quattro amiche che raccontano il loro quotidiano fatto di frustrazione per la mancata realizzazione dei sogni giovanili. C’è chi accetta passivamente la realtà come Claudia e chi come Sofia alza la voce in un anelito di libertà portando avanti una sorta di ribellione tutta femminista. Il tutto è condotto in una forma che alterna ironia e comicità da una parte a malinconia e tristezza dall’altra.

A distanza di una quarantina d’anni Beatrice muore suicida perché si sentiva sola lasciando la figlia Giulia che si chiede dolorosamente il perché di quel gesto. Ad accorrere per salutarla e consolarla arrivano Sara, Cecilia e Rossana, le figlie delle amiche di Beatrice. Esse sono persone perfettamente inserite nella società con un lavoro importante apparendo quindi soddisfatte e tuttavia non sono esenti da una forma di scontento. Rossana, figlia di Sofia, è un medico affermato ma eccessivamente assorbita dalla professione; Sara, figlia di Gabriella, che ha seguito le orme paterne diventando una pianista di fama internazionale, è ossessionata dalle attenzioni eccessive del marito; Cecilia, figlia di Claudia è desiderosa di fare un figlio e, non riuscendovi, esamina la possibilità di ricorrere alla fecondazione assistita.

Le quattro amiche, come le loro madri, cercano di fare una partita a carte ma il dolore della morte della mamma di Giulia ha il sopravvento. Soprattutto si chiedono quale potrebbe essere stata la motivazione del gesto estremo. La donna, prima di morire aveva lasciato un biglietto al marito. Le ragazze lo trovano per leggerne con ansia il contenuto che è costituito da versi di Rilke. (“Un giorno esisterà la fanciulla e la donna, il cui nome non significherà più soltanto un contrapposto al maschile, ma qualcosa per sé, qualcosa per cui non si penserà a completamento e confine, ma solo a vita reale: l’umanità femminile”). Esse non capiscono il significato profondo di quei versi e quale messaggio contiene ma le loro madri forse lo avrebbero capito.

Ora gli argomenti di conversazione sono cambiati perché c’è stato il ricambio generazionale ma esso è solo in apparenza e per cose non fondamentali. Il rapporto tra uomini e donne, nonostante le conquiste da parte di queste ultime, non è completamente paritario perché una vera comunicazione tra il femminile e il maschile è rimasta ancora convenzionale. E invano Rossana dice “basta parlare di “maschile” e di “femminile”, parliamo di “persona”, una frase che appare illuminante solo in apparenza. Questo rappresenta la nota dolente che si può avvertire nella pièce, dove l’assenza di un personaggio maschile sembra una presa di posizione vincente mentre nasconde invece un’insidia: l’assenza dell’uomo è solo di carattere scenico e forse proprio per questo è ancora più insidiosa.

Le quattro attrici, forti anche della comunanza nella regia, hanno recitato lodevolmente. Meritevoli di una citazione particolare sono Ancilla Oggioni e Beatrice Beltrani. Molto applaudita dal pubblico presente la commedia resterà in scena ancora da questa sera fino a domenica alle ore 19,30. In calce all’articolo le info per l’acquisto biglietti.

Vista il giorno 19 febbraio 23026

(Carlo Tomeo)

DUE PARTITE di Cristina Comencini
regia e interpretazione Cecilia Broggini, Ancilla Oggioni, Beatrice BeltraniSabra Del Mare
produzione associazione Wow – foto Michela Ravasio

MTM Sala La Cavallerizza

da martedì a domenica ore 19.30

intero € 18,00 – convenzioni € 17,00 – ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) € 17,00 – Under 30 e Over 65 € 17,00 – Università € 17,00 – scuole civiche Fondazione Milano, Piccolo Teatro, La Scala e Filodrammatici € 11,00 – Scuole MTM € 10,00 – ridotto DVA € 9,00 – tagliando Esselunga di colore VERDE

durata: 80 minuti

Info e prenotazioni biglietteria@mtmteatro.it – 02.86.45.45.45

Abbonamenti: MTM Ritrovarsi a volare, MTM Ritrovarsi a volare Over 65, MTM Ritrovarsi a volare Under 30 x4 spettacoli. Biglietti sono acquistabili sul sito www.biglietti.mtmteatro.it e sul sito e punti vendita Vivaticket. I biglietti prenotati vanno ritirati nei giorni precedenti negli orari di prevendita e la domenica a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

Categorie RECENSIONI

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