“Una Settimana di Bontà 1975” al Teatro Fontana di Milano – Recensione

“Una Settimana di Bontà 1975” al Teatro Fontana di Milano – Recensione

Il 2025 è stata una data particolarmente importante per Tonino Conte (classe 1925) perché oltre a essere il suo 90° compleanno è anche la ricorrenza dei cinquanta anni di vita del Teatro della Tosse di Genova fondato infatti nel 1975 da lui insieme a Emanuele Luzzati e ad altri artisti di teatro. Per celebrare la doppia ricorrenza Emanuele Conte ha deciso di portare in scena un testo inedito del padre che racconta in stile surreale una settimana-tipo del 1975 definita “di bontà” costituita da sette quadri, uno per ogni giorno della settimana. A interpretare la pièce un gruppo di sette attori che sostengono parti diverse in situazioni paradossali, ricche di non sense, proprie del teatro dell’assurdo, e che trovano il massimo dell’umorismo nella scena finale, quella dedicata alla domenica. Sono episodi che riflettono situazioni degli anni settanta aventi per protagonisti persone che si trovano immersi in quella stagione particolarmente difficile della storia italiana, quella della guerra fredda, delle lotte armate, dei rapimenti, dei delitti per mafia, del diffondersi dell’eroina in sempre maggiori strati della popolazione. Per descrivere un’epoca così difficile del nostro paese Tonino Conte aveva scelto una cifra grottesca che paradossalmente meglio potesse entrare nel clima in quanto spesso per interpretare fatti drammatici del passato una risata può assolvere al duplice compito di fissare meglio il tema inducendo con maggiore consapevolezza alla riflessione. Un evento doloroso descritto drammaticamente rischia infatti di essere censurato dalla memoria con il risultato della rimozione mentre lo stesso evento, raccontato in maniera comica, rimane più impresso perché, apparendo innocuo, si insinua meglio nelle menti.

A group of six actors performing on stage, with one actress in the foreground expressing strong emotions, while the others stand behind, dressed in a mix of vintage and eclectic costumes.

All’entrata in sala degli spettatori è possibile vedere gli artisti che sono già sul palcoscenico mentre, voltando le spalle al pubblico, sono seduti in postazioni che fungono da camerini mentre si truccano per prepararsi all’entrata in scena. Una grossa impalcatura di acciaio rappresenta lo scenario nel quale si svolge lo spettacolo. Il primo episodio li vede riuniti in una conversazione amichevole. “Oggi è lunedì, il giorno della luna” inizia il primo e un altro: “La vedi la luna?”. Una ragazza fa notare che a mezzogiorno non è possibile vedere la luna che è visibile solo di notte, mentre un altro sostiene che è possibile, ma appare più pallida e questo succede durante la settimana della bontà che è proprio quella appena iniziata. Una ragazza è triste perché innamorata di un nano che non sembra ricambiarla. Gli ha scritto una lettera e non sa come fargliela avere. L’amica si presta allo scopo. Il nano, che in più occasione viene citato per la sua fortuna in amore grazie a una sua qualità nascosta che non viene mai citata per nome ma solo attraverso eufemismi, è il vero protagonista dello spettacolo. Mai presente fisicamente egli è solo evocato nei discorsi.

A tense theatrical scene featuring a man in an apron holding a large knife, while a woman in a plaid skirt leans over a table, looking at him intently.

I sette quadri legati ai sette giorni della settimana si susseguono, alcuni più lunghi e articolati degli altri e, per meglio inquadrarli nell’epoca si concludono, con brani musicali eseguiti da cantanti e gruppi di allora come Rino Gaetano, Piero Ciampi, gli Inti Illimani a altri ancora. Vengono rappresentate, con spirito che ha del goliardico e usando frasi taglienti, storie improbabili di varia umanità. Così, per esempio, i protagonisti del giorno del mercoledì sono alcuni vecchietti che organizzano allo scopo di richiesta di riscatto il rapimento di un bambino posto in una carrozzina che una ragazza conduce tutti i giorni a passeggio. Il piano tuttavia è destinato al fallimento nel momento in cui si scopre che nel carrozzino non vi era un bambino ma il nano tanto amato dalla ragazza che era riuscita finalmente a conquistarlo. Non mancano storie anche truculente come quella che vede una lotta a base di coltelli tra macellaio e cliente. L’episodio più divertente è comunque quello finale che vede una famiglia di quattro persone al pranzo della domenica con il nano come ospite. E qui le battute si fanno sempre più serrate e ricche di nonsense tali da ricordare le ultime fasi de “La cantatrice calva” di Ionesco.

A theatrical scene featuring five actors positioned on a scaffolding structure, with one actor hanging from above and others standing at different heights.

Il cast formato da Ludovica Baiardi, Raffaele Barca, Christian Gaglione, Charlotte Lataste, Antonella Loliva, Marco Rivolta e Matteo Traverso, affiatato e molto agile anche fisicamente, interpreta in modo divertente uno spettacolo che ha il dono di far ridere su problematiche serie in un ritmo travolgente che nel crescendo finale consegue il massimo dell’espressione, raggiungendo lo scopo del regista che così definisce in un suo commento Una settimana di bontà 1975: “testo dal linguaggio modernissimo che non racconta gli anni di piombo, ma li vive dall’interno e li osserva da lontano”.

Numerosi applausi hanno salutato la Compagnia che tornerà sul palcoscenico per due sole repliche: questa sera alle ore 19,30 e domani alle ore 16,00.

In calce all’articolo i crediti, il trailer dello spettacolo e le INFO per acquisto biglietti.

Visto il giorno 13 febbraio 2026

(Carlo Tomeo)

TEATRO FONTANA

UNA SETTIMANA DI BONTÀ 1975

13>15 febbraio

di Tonino Conte

Regia Emanuele Conte

con Ludovica Baiardi, Raffaele Barca, Christian Gaglione, Charlotte Lataste, Antonella Loliva, Marco Rivolta e Matteo Traverso

scene Emanuele Conte – Disegno luci Matteo Selis – Costumi Daniela De Blasio con la consulenza di Danièle Sulewic – Regista assistente Alessio Aronne – Movimenti coreografici Emanuela Bonora – Attrezzeria Renza – Tarantino – Sarta Rocìo Orihuela Perea – Foto Donato Aquaro – Produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

PREZZI e ORARI

ven ore 20.30, sab. ore 19.30, dom. ore 16.00

Intero 25 € – Under30 15 € – Over 65 / Under 14 12 € – Giovedì sera 22 € – Convenzioni 20 € – Scuole di teatro 12 €

Prevendita e prenotazione 1 €

INFO e PRENOTAZIONI

TEATRO FONTANA Via G.A. Boltraffio, 21, 20159 Milano

+39 0269015733 biglietteria@teatrofontana.it – http://www.vivaticket.com

Categorie RECENSIONI

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