
Quando il pubblico inizia a entrare in sala Marco D’agostin è già presente sul fondo della scena mentre riscalda i muscoli, tutto raccolto nella concentrazione per lo spettacolo che andrà a eseguire. Gli spettatori intanto esaminano il contenuto di una busta chiusa da un adesivo che è stata consegnata loro dal personale addetto al controllo dei biglietti. Dentro vi trovano una cartolina sulla quale sono scritti i versi della canzone “First Love” della cantante inglese Adele, una spilla con un paesaggio montano, una foto di Marco bambino accanto a Stefania Belmondo, l’atleta sciatrice di fondo, e un altro adesivo.
Lo spettacolo inizia con le parole del performer che appare emozionato, e tale si dichiara: “Buonasera. io sono Marco D’Agostin e questo è First Love, ovvero Primo amore e fu scritto nel 2018″. E poi: “Musica!”. La voce di Adele si espande (“So little to say but so much time / Despite my empty mouth the words are in my mind…”) e Marco la segue in playback. Il parterre e il fondale sono interamente bianchi a ricordare l’ambiente in cui si svolse la più celebre gara della campionessa piemontese, la 15 km a tecnica libera delle Olimpiadi di Salt Lake City 2002. Con voce e corpo Marco ne racconta le fasi attraverso la telecronaca di Franco Bragagna registrata poi in una videocassetta che negli anni fu vista e rivista fino al punto da impararla a memoria e a distanza di anni crearne uno spettacolo nato nel 2018 che è, secondo le parole del coreografo e danzatore nelle note di sala “una rievocazione del mio passato da sciatore e del modo in cui il mio corpo risente dell’agonismo atletico anche quando danzo, ed è anche, ovviamente, un omaggio alla Belmondo, ma è soprattutto una celebrazione di quello che, da giovani, ci ha fatto tremare e battere il cuore e che, poi, per qualche ragione, siamo stati obbligati a salutare”. Celebrazione di un passato con i suoi ricordi e con tutto quello che può comportare a livello emozionale, tale che nella voce e nei movimenti del corpo di D’agostin traspare interamente e viene comunicato al pubblico chiamato istintivamente a partecipare attraverso la propria sensibilità.
Lo spettacolo, che è cronaca di una gara sportiva dove l’atleta del cuore, Stefania Belmondo, arriva a vincere nonostante il bastoncino si fosse spezzato durante la gara costringendola per un tratto a procedere senza, segue naturalmente tutte le particolarità delle gare sportive. L’entusiasmo del cronista italiano cresce man mano che la Belmondo recupera in velocità e si va sempre più avvicinando alla competitrice russa Larita Lazucina fino a sorpassarla. D’agostin descrive quell’entusiasmo, diventa lui stesso cronista con la voce che si fa sempre più alta mentre il corpo interpreta i movimenti della sciatrice. Si muove sugli sci immaginari, gambe e braccia sono all’unisono con le frasi gridate fino al liberatorio finale di cinque “Che bello!”. Poi: “Neve” che scende copiosa dall’alto a toccare il suo corpo posato sulla superficie.
Una performance laboriosa dove la parola è essa stessa danza non meno di quella del corpo fatta di movimenti quali carving, derapage, virage corte, affondi laterali che evocano visivamente quanto è raccontato con la voce. Un equilibrio di sforzo e resistenza che si accompagna al parlato sempre più avvincente come può essere una gara sportiva e che riporta alla memoria un periodo importante legato alla giovinezza e che lo spettatore si è visto anticipare da quella busta argentata, colore non scelto a caso, e densa di significato.
Molto calorosa è stata l’accoglienza da parte del pubblico numeroso che è corso a vedere lo spettacolo sfidando anche le condizioni meteorologiche molto sfavorevoli. Del resto ne valeva la pena, considerando che le messe in scena di Marco D’Agostin, che racchiude nella persona la qualità di autore, coreografo, danzatore, attore, regista e anche cantante sono famose per i temi insoliti e per questo innovativi. Dei suoi lavori ricordo con piacere “Avalanche” (2018) e “Asteroide”(2025).
Lo spettacolo sarà in replica fino al 15 febbraio. In calce all’articolo i crediti, un breve trailer e le info per l’aquisto biglietti.
Visto il giorno 4 febbraio 2026
(Carlo Tomeo)
Piccolo Teatro Studio Melato (via Rivoli 6 – M2 Lanza), dal 4 al 15 febbraio 2026
First love
un progetto di e con Marco D’Agostin
suono LSKA, luci Alessio Guerra
consulenza scientifica Stefania Belmondo, Tommaso Custodero, consulenza drammaturgica Chiara Bersani
produzione VAN
coproduzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale / Torinodanza Festival, Espace Malraux – Scène nationale de Chambéry et de la Savoie nell’ambito del progetto Corpo Links Cluster, sostenuto dal Programma di Cooperazione PC INTERREG V A – Italia-Francia (ALCOTRA 2014-2020) in collaborazione con Centro Olimpico del Fondo di Pragelato con il sostegno di Lavanderia a Vapore – Centro Regionale per la Danza, Inteatro, Teatro Akropolis, ResiDance XL
Spettacolo sovratitolato in inglese e in italiano nell’ambito del progetto Piccolo Aperto realizzato con il contributo di
La replica di domenica 15 febbraio è accompagnata da traduzione in LIS (Lingua dei Segni italiana)
Orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16. Lunedì riposo.
Durata: 45 minuti senza intervallo
Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro
Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org
