“Una Settimana di Bontà 1975” al Teatro Fontana di Milano – comunicato stampa

“Una Settimana di Bontà 1975” al Teatro Fontana di Milano – comunicato stampa

13>15 febbraio

UNA SETTIMANA DI BONTÀ 1975

Di Tonino Conte

Regia Emanuele Conte

Con Ludovica Baiardi, Raffaele Barca, Christian Gaglione, Charlotte Lataste, Antonella Loliva, Marco Rivolta e Matteo Traverso

Scene Emanuele Conte

Disegno luci Matteo Selis

Costumi Daniela De Blasio con la consulenza di Danièle Sulewic

Regista assistente Alessio Aronne

Movimenti coreografici Emanuela Bonora

Attrezzeria Renza Tarantino Sarta Rocìo Orihuela Perea

Produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse

Foto Donato Aquaro

A più di 50 anni dalla sua stesura, Emanuele Conte porta in scena Una settimana di Bontà 1975, testo inedito di Tonino Conte, provocatorio fin dal titolo. Sulla scia dell’omonimo volume di Max Ernst dei primi anni 30 – libro d’artista per immagini fortemente sovversivo del senso comune – Una Settimana di Bontà 1975 dà vita ad un compendio spassosissimo dell’umana ferocia in un’atmosfera che viene demolita scena dopo scena. Un testo lucido, inusuale, incalzante ed estremamente comico, attualissimo nel mantenere un distacco costante, una “giusta distanza” che riconsegna un periodo plumbeo e contraddittorio della nostra storia senza mai farsene travolgere.

Sette giornate in pieno stile teatro dell’assurdo si inseguono a gran ritmo, senza una logica apparente; sette quadri di battute fulminanti compongono un album spietato di quegli anni e delle loro ipocrisie, contraddizioni e continui inciampi.

Uno sguardo senza sconti sulla realtà, sui volti della strada, sugli interni delle case ma, anche, un modo di fare teatro di Emanuele Conte con un gruppo di giovani attori su un palcoscenico in cui tutto viene svelato e mostrato.

In un’atmosfera che ricorda certo cinema di Buñuel, uno spettacolo che attraversa a strappi paradossi e ipocrisie di un’epoca complessa e ambigua, che resta sempre sullo sfondo, come un ingombrante convitato di pietra seduto in platea a godersi lo spettacolo di sé stesso.

NOTA DI REGIA

Sei piccoli camerini sul fondo del palcoscenico, sedie, specchi e le classiche lampadine illuminano i visi degli attori che vediamo di schiena, si stanno cambiando, chiacchierano fra loro, ridono. Poi lo spettacolo comincia – o forse era già cominciato quando siamo entrati in sala – senza soluzione di continuità. Perché mettere in scena questo testo del 1975? Per una ricorrenza? No, o almeno non solo. Mi sono reso conto di quanto fosse sconosciuto dai giovani d’oggi il periodo degli “anni di piombo”. Ormai sembra un’era fa, eppure, per la mia generazione è stata la culla in cui crescere da bambini ad adolescenti. È possibile un confronto fra quel tempo e la contemporaneità? Io penso di sì e Una settimana di bontà mette in scena un mondo in tensione continua, specialmente in Italia: bande armate, attentati, omicidi di mafia, l’eroina che ammazzava amici fraterni e che inquinava ogni angolo della città, ogni parco e giardino; sullo sfondo la guerra fredda e la bomba atomica che sembrava, da un momento all’altro, doverci cascare sulla testa, e via di seguito. Un testo dal linguaggio modernissimo che non racconta gli anni di piombo, ma li vive dall’interno e li osserva da lontano. Questa fu la grande intuizione di un Tonino quarantenne, raccontarne più le persone che gli eventi, andare oltre la facciata politica per arrivare all’umanità, ai vecchi qualunquismi che sembravano soccombere ai nuovi e ad una nuova morale, il conformismo moderno. La ferocia delle persone per bene, gli ideali non sempre trasparenti, il sesso libero, gli spinelli; ragazzi cresciuti fra valori tradizionali, ex fascisti ed ex partigiani. Un modo nuovo e contradditorio. Dall’oratorio a bandiera rossa. “Prima tutti a pregare, poi tutti a chiavare, senza neanche guardarsi in faccia, più per dovere che per piacere”. Ho deciso di mettere in scena adesso Una Settimana di Bontà perché questo è il suo momento. La colonna sonora è composta da una selezione di canzoni del tempo, un viaggio musicale che, passando dai Nomadi, Piero Ciampi, Rino Gaetano, Dalla e Inti Illimani, comincia con Gaber e finisce con Benvenuto Fortunato, una canzone scritta Da Tonino nel 1968 e musicata da Oscar Prudente. Emanuele Conte

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

PREZZI e ORARI

ven ore 20.30, sab. ore 19.30, dom. ore 16.00

Intero 25 € – Under30 15 € – Over 65 / Under 14 12 € – Giovedì sera 22 € – Convenzioni 20 € – Scuole di teatro 12 €

Prevendita e prenotazione 1 €

INFO e PRENOTAZIONI

TEATRO FONTANA

Via G.A. Boltraffio, 21, 20159 Milano

+39 0269015733 biglietteria@teatrofontana.it

http://www.vivaticket.com

(L’articolo è una condivisione del comunicato dell’Ufficio stampa del Teatro Fontana di Milano)

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Categorie comunicato stampa

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