
© Claudia Pajewski
Teatro Grassi, dal 10 febbraio al 1° marzo
Harold Pinter
Ritorno a casa
Massimo Popolizio
Al teatro Grassi, dal 10 febbraio al 1° marzo, Massimo Popolizio dirige e interpreta, a sessant’anni dalla sua prima rappresentazione, Ritorno a casa, capolavoro di Harold Pinter. Lo spettacolo, una produzione Compagnia Umberto Orsini, Teatro di Roma e Piccolo Teatro di Milano, vede in scena anche Christian La Rosa, Paolo Musio, Alberto Onofrietti, Eros Pascale, Giorgia Salari.
Le recite del 14, 15, 21, 22, 28 febbraio e 1° marzo sono sovratitolate in inglese e in italiano a cura di Prescott Studio.
Le repliche del 14 e 15 febbraio sono parte del progetto Piccolo Aperto
realizzato con il contributo di Fondazione di Comunità Milano.
Ambientato in una claustrofobica casa alla periferia di Londra, lo spettacolo ritrae un vero e proprio “Gruppo di famiglia in un interno”, dove si innesca una spirale di tensioni e desideri repressi. In questo soffocante contesto casalingo, la cui solitudine è spezzata solo da continue liti familiari, ritroviamo il padre Max (Massimo Popolizio), ex macellaio e frequentatore di ippodromi, con i suoi figli Lenny (Christian La Rosa), un trentenne ex “pappa” che si vanta di avventure erotiche violente con tendenze mitomani, e Joey (Alberto Onofrietti), il fratello più giovane aspirante pugile professionista ma il più fragile della famiglia; insieme a loro convive lo zio Sam (Paolo Musio), che guida un taxi non suo e vive a spese del fratello Max, subendone i continui rimproveri.
Il precario equilibrio familiare viene sconvolto dall’arrivo notturno del figlio Teddy (Eros Pascale), affermato professore di filosofia, che dopo sei anni torna dall’America con l’enigmatica moglie Ruth (Giorgia Salari), madre dei loro tre figli, presentandola al padre, allo zio e ai fratelli. Unica figura femminile in un contesto maschile, Ruth accende desideri e scatena dinamiche conflittuali, facendo evolvere la sua apparente fragilità in una strategia di controllo e potere che incrina l’isola di solitudine domestica e la trasforma da vittima passiva in carnefice. Accettando la proposta di prostituirsi e usando la mercificazione del proprio corpo come strumento consapevole per esercitare il dominio sugli altri, Ruth si rivela una forza destabilizzante che sovverte l’ordine familiare e sociale.
Ciò che accadrà ribalterà l’equilibrio già precario di quella famiglia. Il cinismo, la cattiveria, l’humor di Pinter raggiungono la massima espressione in questa opera del 1964, dalla struttura quasi cinematografica, che Massimo Popolizio traduce in una messinscena “pericolosamente” divertente, muovendosi tra umorismo e tragedia con un ritmo quasi da “spartito emotivo e linguistico”, per svelare le tensioni psicologiche e i silenzi eloquenti tipici della scrittura pinteriana. Con un approccio radicale e innovativo Popolizio affronta questo testo, fondamentale del teatro contemporaneo, portando alla luce le sue inquietanti verità sulla natura umana e sulle dinamiche di potere all’interno della famiglia.
OLTRE LA SCENA
| SEGNALIBRO
Harold Pinter. Il teatro del potere, il potere del teatro
L’eredità artistica e culturale di Harold Pinter, premio Nobel nel 2005, è al centro di Harold Pinter. Il teatro del potere, il potere del teatro, volume a cura di Roberto D’Avascio, Bianca Del Villano e Annamaria Sapienza che, attraverso diversi contributi, testimonia la persistente vitalità di un autore, regista e attore che ha profondamente trasformato il modo di scrivere e pensare il teatro nel secondo Novecento. Il libro alterna studi analitici e testimonianze di personalità che hanno incontrato l’universo pinteriano. L’obiettivo è restituire un ritratto di Pinter oggi, evidenziando la presenza ancora viva ma poco esplorata della sua opera contemporanea. Ne dialogano Roberto D’Avascio, tra i curatori del volume, docente di Letteratura Inglese all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e di Storia del Teatro all’Università degli Studi di Salerno e Margaret Rose, docente di Storia del Teatro inglese all’Università degli Studi di Milano.
Venerdì 13 febbraio, ore 17.30, Chiostro Nina Vinchi
con Roberto D’Avascio e Margaret Rose
| CHI È DI SCENA?
A pochi minuti dal “chi è di scena”, il pubblico e operatrici e operatori del teatro hanno l’occasione di incontrarsi in un momento di confronto informale sui temi di Ritorno a casa di Harold Pinter, nuovo spettacolo diretto e interpretato da Massimo Popolizio.
giovedì 19 febbraio, ore 18, foyer Teatro Grassi
| PAROLE IN PUBBLICO – DOBBIAMO PARLARE!
Massimo Popolizio incontra Oliviero Ponte di Pino
Di Harold Pinter si è detto che il suo è “il teatro della minaccia”, dal momento che le situazioni da lui descritte, apparentemente ordinarie e quotidiane, all’improvviso svoltano, trasformandosi in scenari grotteschi e inquietanti. È il caso anche di Ritorno a casa, dove il rientro in famiglia di un figlio che ha costruito la propria vita altrove è portatore di un inaspettato ribaltamento di ruoli. Ma Pinter permea i suoi testi anche di un’abbondante dose di humour e sarcasmo, una chiave che Massimo Popolizio non ha mancato di valorizzare nel proprio allestimento. Il regista e interprete (nel ruolo del patriarca Max) dello spettacolo ne parla con Oliviero Ponte di Pino, giornalista, scrittore, autore radiofonico, animatore culturale, curatore del programma di BookCity a Milano e fondatore del sito Ateatro.it. Modera l’incontro Roberta Carpani, docente di Discipline dello Spettacolo all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Mercoledì 25 febbraio, ore 18, Chiostro Nina Vinchi
con Massimo Popolizio, Oliviero Ponte di Pino. Modera: Roberta Carpani
Piccolo Teatro Grassi (Via Rovello, 2 – M1 Cordusio), dal 10 febbraio al 1° marzo 2026
Ritorno a casa
di Harold Pinter
traduzione Alessandra Serra
regia Massimo Popolizio
con Massimo Popolizio
e con (in ordine alfabetico)
Christian La Rosa, Paolo Musio, Alberto Onofrietti, Eros Pascale, Giorgia Salari
scene Maurizio Balò
costumi Gianluca Sbicca e Antonio Marras
luci Luigi Biondi
suono Alessandro Saviozzi
produzione Compagnia Umberto Orsini, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa in collaborazione con AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali e Comune di Fabriano
foto
Orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica, ore 16.
Lunedì riposo.
Durata: un’ora e 40 minuti senza intervallo.
La replica di domenica 15 febbraio è arricchita da un touch tour dedicato al pubblico cieco e ipovedente, alla scoperta dei costumi e degli elementi scenografici, seguito dall’audiodescrizione dello spettacolo trasmessa in cuffia. L’audiodescrizione è realizzata grazie alla collaborazione con Centro Diego Fabbri ETS di Forlì, nell’ambito del Progetto Teatro No Limits.
Per info e prenotazioni: accessibilita@piccoloteatromilano.it
Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro
Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org
(L’articolo è una condivisione del comunicato dell’Ufficio stampa del Piccolo Teatro di Milano)
