Compagnia Lost Movement: “From C. To You” e “O” alla Fabbrica del Vapore di Milano – Recensione

Compagnia Lost Movement: “From C. To You” e “O” alla Fabbrica del Vapore di Milano – Recensione

© courtesy Lost Movement

Il 29 gennaio Fattoria Vittadini ha aperto la stagione “It’s a little bit messy” 2026 con due meritevoli e rappresentativi balletti di Lost Movement, compagnia Under35 fondata nel 2011 a Milano dal coreografo Nicolò Abbattista e dal dramaturg Christian Consalvo, attuale Direttore Artistico. Il primo, “From C. to You” vede in scena Giovanni Careccia che si muove in una stanza semibuia illuminata appena da due fari che si fronteggiano. I movimenti del danzatore ricordano elaborazioni mentali, a volte leggere altre tormentate e sono in carattere con le scritte luminose che appaiono sul display di un piccolo schermo posto sul proscenio: sono frasi che invitano a pensare a persone appartenenti a un quotidiano famigliare (“Pensa a qualcuno…”, “Pensa a tuo fratello…”, “Pensa a tua sorella…”) o a relazioni amorose (“Pensa al primo bacio…”) seguite poi da altre più dolorose che ricordano eventi bellici. Il corpo del performer aderisce a suoni e musiche che si susseguono quali brevi squarci del pensiero che per intensità sono in contrasto tra di loro così come lo sono i lampi che attraversano la mente. I consigli suggeriti dal display sono accolti dal corpo in modo frammentario e seguirli in modo logico appare impresa ardua così come lo è il raggiungimento dell’uscita da un labirinto intricato quale può essere quello del cervello. La lettera C del titolo è l’iniziale del cognome del danzatore (o forse del drammaturg) che con quel “From to you” invita lo spettatore al pensiero.

A male dancer performing on stage, illuminated in green light against a dark background, showing intense expression and movement.

© courtesy Pamela Rovaris

From C. To You di Giovanni Careccia e Christian Consalvo | con Giovanni Careccia | produzione Lost Movement | co-produzione FLIC – Festival Lanciano in Contemporanea | con il supporto di Centro ArteMente | lavoro sostenuto da Sanpapié (2023) 20 min.

Nel secondo balletto, “O”, i due danzatori (Angelo Attila e Alessandro Bonacina) interpretano due calciatori avversari che, come da prassi del gioco, si contendono un pallone. Tra i due sorge un amore che deve essere tenuto nascosto perché lo sport del calcio secondo la società è riservato solo agli eterosessuali. Così il più forte dei due rifiuta le profferte dell’altro che sembra soccombere fino al momento in cui il pallone viene buttato fuori dal campo e i ruoli si invertono: ora è il debole a dominare la situazione, toglie le scarpe a se stesso e all’altro che si fa consenziente. Un ballo frenetico, un misto di tango e pasodoble sulle note di “Cha cha gitano” cantato dalla voce potente di Yma Sumac, sembra mettere fine a ogni remora conducendo i due a denudarsi vicendevolmente per accogliere e consumare il loro amore.

A male dancer in a patterned shirt is sitting on the floor, pulling the leg of another male dancer who is leaning back in a dynamic pose. The scene is set against a dark background, highlighting their movements.

© courtesy Lost Movement

O di Nicolò Abbattista & Christian Consalvo | con Angelo Attila e Alessandro Bonacina | produzione Lost Movement | con il sostegno di OPLAS/Centro Regionale Danza Umbria e theWorkRoom | progetto promosso da Fattoria Vittadini e Fondazione Milano (2018) – 20 min.

Molto calorosa è stata l’accoglienza da parte degli spettatori.

Foto di copertina tratta da “O” © courtesy Lost Movement

Visti il giorno 29 gennaio 2026

(Carlo Tomeo)

Categorie RECENSIONI

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