
5, 6 febbraio/Welcome to ITACA
DATA
Uno spettacolo di LAB121
regia Claudio Autelli
drammaturgia di Eliana Rotella
con Salvatore Alfano, Maria Bacci Pasello, Anna Manella
scene e costumi Gregorio Zurla
disegno luci Omar Scala
musiche originali e progetto sonoro Gianluca Agostini
assistente alla regia Luca Gerili
montaggio video Alberto Sansone
responsabile tecnico Martino Minzoni
organizzazione Camilla Figini e Dalila Sena
foto Cristina Pileggi
produzione LAB121
con il sostegno del MiC e di SIAE,
nell’ambito del programma “Per Chi Crea”
e di NEXT laboratorio per le idee, Regione Lombardia
in residenza presso Teatro Fontana – Milano
un ringraziamento a Fabio Brusadin e Virginia Sutera
Il 5 e 6 febbraio debutta in prima regionale per la rassegna Welcome to ITACA del Teatro Fontana DATA, la nuova produzione della compagnia LAB121, progetto vincitore di “Per Chi Crea”, programma del MiC e di SIAE e realizzato con il sostegno di NEXT laboratorio per le idee, Regione Lombardia.La scrittura originale del testo è dell’autrice emergente Eliana Rotella, la messa in scena dello spettacolo è a cura del regista Claudio Autelli che dà corpo alle parole dell’autrice grazie a un giovane e talentuoso cast (Salvatore Alfano, Maria Bacci Pasello, Anna Manella) e grazie a una consolidata squadra artistica e tecnica dove spazio (Gregorio Zurla) luci (Omar Scala), suono (Gianluca Agostini) e linguaggio multimediale concorrono alla partitura scenica.
DATA tratta una condizione estremamente contemporanea che caratterizza la nostra società. Video, notizie, dati, pixel colorati e in continuo movimento attirano costantemente la nostra attenzione, ci distraggono dalla nostra vita, ci risucchiano nel vortice degli schermi che accompagnano le nostre quotidianità, ci tengono inchiodati e passivi, indolenti ed estraniati dai nostri corpi, dalle nostre relazioni reali. Siamo invasi da una produzione infinita di informazioni che ci costringe a una sovrastimolazione e profilazione continui.
Tutto comincia da una voce che racconta di in un distopico futuro prossimo, forse non poi così lontano, dove tutte le informazioni biografiche (e non) presenti in rete sono di proprietà dell’Azienda, quell’organo istituzionale che un tempo si chiamava Governo. Un luogo segreto che rischia di essere scoperto dalla polizia, due persone in scena EM e NOA che
custodiscono e proteggono un documento esclusivo, una Biografia eversiva. Siamo in un mondo dove è illegale possedere dati personali e biometrici non condivisi. I due personaggi sono cellule di una Resistenza clandestina che si impegna a conservare nella Biografia tutti i dati mai consegnati all’Azienda. Mentre i due vivono l’angoscia dell’avvicinarsi della polizia, discutono su cosa fare della Biografia, proteggerla o divulgarla in rete?
Le loro posizioni si polarizzano. C’è un vero e proprio stallo. Appaiono squarci di intrattenimento video che azzerano il tempo e rallentano, scompongono la trama. La voce riprende a raccontare la sua storia ma le interruzioni si fanno più incalzanti mentre la polizia sta per irrompere nel rifugio.
DATA è una battaglia su più livelli. È il tentativo di dare corpo alle proprie parole da parte di un’autrice che sta scrivendo la storia a cui stiamo assistendo.
Quella a cui prendiamo parte è il conflitto tra la volontà di cambiare le cose, di agire, risolvere una situazione di stallo, e lo scivolamento verso uno stato di costante distrazione mista ad apatia, distacco dalla realtà, dai corpi e dalla vita reale, oscillando così tra inerzia e spinta all’azione, tra assuefazione dopaminica e lucidità d’intenti.
Per il pubblico si aprono così più piani di riflessione. DATA ci mette di fronte all’ambivalente rapporto che abbiamo con il flusso di informazioni digitali a cui ci sottoponiamo costantemente: ci rubano tempo, attenzione, dati, ma non riusciamo a sottrarci all’esile conforto che ci danno immagini e suoni. Abbiamo la consapevolezza che il conto sarà salato, ma restiamo in dialogo con un nemico che è già dentro di noi, che ci risucchia dentro di sé.
In questo viaggio che l’autrice intraprende sorgono necessarie alcune domande:
C’è ancora una speranza?
Le parole spostano ancora il corpo?
Le parole fanno ancora agire, si traducono in azione?
REPLICHE: PADOVA – 22 e 23 gennaio 2026 – ore 19.30 – Teatro Maddalene, Teatro Stabile del Veneto
MILANO – 5 e 6 febbraio 2026 – ore 20.30 – Teatro Fontana
(L’articolo è una condivisione del comunicato dell’Ufficio stampa del Teatro Fontana di Milano)
