
29 gennaio > 15 febbraio | sala Fassbinder
Nel guscio
di Ian McEwan
regia Cristina Crippa
con Marco Bonadei
scene e costumi Roberta Monopoli | luci Michele Ceglia | suono Luca De Marinis
voci registrate Ferdinando Bruni, Elio De Capitani, Cristina Crippa. Enzo Curcurù, Alice Redini, Elena Russo Arman, Vincenzo Zampa
assistente alla regia Alessandro Frigerio
foto Marcella Foccardi
produzione Teatro dell’Elfo
in accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di The Agency (London) Ltd
Torna in scena all’Elfo un successo dell’estate 2021, basato sul romanzo di Ian McEwan Nel guscio, che ha per protagonista un feto. Cristina Crippa, partendo da questo intrigante racconto, ha costruito un monologo tagliato alla perfezione sul talento di Marco Bonadei a cui affida il ruolo del sorprendente protagonista.

«Immaginate un feto ormai prossimo a divenire un bambino che ha da poco finito di crogiolarsi e volteggiare senza pensieri in un fantastico mare privato, e si trova ora incastrato a testa in giù nel grembo di una donna. Se poi quella madre si chiama Trudy, probabile diminutivo di Gertrude, ha un amante di nome Claudio, fratello di un nobile marito di cui si progetta l’eliminazione, a noi teatranti viene un dubbio esistenziale: questa famiglia ci è assai, troppo familiare. La loro Londra ha qualcosa di danese. Voi state continuando a immaginare, vero? Anch’io ho continuato, finché mi son vista Marco Bonadei immerso in una vasca di vetro trasparente (come in un vecchio spettacolo della Fura dels Baus). Direte voi, ma proprio un interprete di un metro e novantadue di altezza dovevi andare a scovare! Ma abbiate fede, diverrà una credibile creatura di otto mesi, pronta a captare tutte le voci che il corpo materno gli trasmette. E che appartengono a irresistibili personaggi, che noi ci immagineremo, così come il nostro, consentitemi, piccolo Hamlet cerca di figurarseli, anticipando il momento della verità, sopra ogni altro l’incontro tanto atteso con la giovane madre incosciente e assassina, pigra e sensuale, una Trudy/Lolita incinta, e pur sempre amatissima, nella buona e nella cattiva sorte». (Cristina Crippa)
Marco Bonadei è attivo sui palchi dell’Elfo dal 2011, quando ha vinto il premio Ubu agli attori under 30, assegnato collettivamente agli otto giovani di The History Boys; a questa interpretazione sono seguite, tra le altre, quella di Happy Loman nella Morte di un commesso viaggiatore, di Bottom nel Sogno di una notte di mezza estate e di Grisha in In piedi nel caos, di Starbuck in Moby Dick alla prova e di George Deever in Erano tutti miei figli. Nel 2025 ha anche diretto (e interpreto con Angelo Di Genio) la produzione Io sono il vento di Jon Fosse.
Negli ultimi anni si è intensificato il suo impegno nel cinema: ha preso parte ai film di Gabriele Salvatores Comedians e Il ritorno di Casanova e al film Diabolik – Ginko all’attacco! dei Manetti Bros.; nel 2023 ha collaborato con la regista Paola Randi nel film La storia del Frank e della Nina, presentato alla 81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (sezione Orizzonti Extra); nel 2025 ha preso parte al film Le Bambine di Valentina e Nicole Bertani, presentato in concorso al Festival di Locarno ed è tra i protagonisti del film di Carolina Cavalli Il rapimento di Arabella, presentato alla 82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nella sezione Orizzonti.

Dalla rassegna stampa:
«Non è il solito Amleto, questo, commovente e geniale, scritto (e che bella scrittura) da Ian McEwan. A scoprire gli altarini di mamma e zio è il nascituro nel pancione: rannicchiato nell’utero ascolta le voci e ciò che accade fuori: mamma Trudy e il cinico zio Claude se la intendono e uccidono suo padre, squattrinato poeta. “Il resto è caos” dirà alla fine il bambino, più morbosamente sconsolato del misterioso “Il resto è silenzio” dell’originale. Nel guscio è un bel lavoro: diretto con maestria, grazia, fantasia da Cristina Crippa e applausi meritatissimi a Marco Bonadei. Recita con corpo e voce, usa il microfono in modo espressivo, ed è petulante e tenero, come chi conosce già l’abbandono». (Anna Bandettini, la Repubblica)
Teatro Elfo Puccini, sala Fassbinder, corso Buenos Aires 33, Milano
Orari: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.00 | sabato ore 19.30 | domenica ore 16.00
Prezzi: intero € 38/34 | <25 anni € 15 | >65 anni € 23 | online da € 16,50
(L’articolo è una condivisione del comunicato stampa del Teatro Elfo Puccini, Milano)
