
È in scena al Teatro Litta la commedia “La Cagnotte” di Eugène Labiche prodotta da Comteatro e diretta da Claudio Lombardini. Rappresentata per la prima volta al Palais-Royal di Parigi il 22 febbraio 1864 l’opera è un vaudeville e riscosse un successo immediato che si è mantenuto da allora per tutto il ‘900 fino ad arrivare ai nostri giorni. Oltre al fatto di appartenere a un genere che procura grande divertimento, il vaudeville è apprezzato per i contenuti satirici in cui viene presa di mira la media borghesia tratteggiata nelle sue peculiarità di falso perbenismo, ambiguità e frivolezza. I protagonisti di “La cagnotte” sono sei provinciali che tutte le sere si riuniscono per giocare a carte versando poi le vincite in un salvadanaio (la cagnotte, appunto) che dopo un anno verrà aperto e la somma verrà spesa secondo accordi del momento. Essi sono: il benestante Champbourcy (Antonio Brugnano), la figlia Bianca (Cinzia Brogliato), la sorella nubile Leonida (Carola Boschetti), il farmacista Cordenbois (Umberto Banti), Felice Renaudier, notaio e spasimante di Bianca (Michele Clementelli) e il fattore Giovanni Colladan (Riccardo Dell’Orfano). Giunto il giorno fatidico all’apertura della cagnotte iniziano le discussioni su come utilizzare la somma. I tre famigliari vorrebbero impiegarla per un viaggio a Parigi dove il padre potrebbe farsi curare un dente dolorante, Bianca recarsi a un ballo insieme a Felice oltre che visitare i grandi magazzini e Leonida per conoscere l’uomo che Coral, titolare di un’agenzia matrimoniale (Enrico Ballardini), le avrebbe trovato per farla maritare. Gli altri due vorrebbero invece destinare diversamente la somma: Cordenbois per acquistare una cintura elastica restringente del ventre e Colladan per comprarsi una zappa. Alla fine si mettono d’accordo e decidono di recarsi nella capitale e questo costituisce solo il primo dei cinque atti della commedia che Claudio Lombardini, pur mantenendola nella sua interezza, ha preferito rendere in un atto unico di circa due ore senza intervallo. Questo ha donato forte dinamismo alla rappresentazione che si è svolta in un crescendo dal ritmo frenetico capace di procurare grande ilarità nel pubblico sempre più coinvolto con risate e applausi anche a scena aperta.

In una scena pressoché spoglia i cui elementi sono costituiti da banchi di legno di dimensioni varie che, azionati dagli stessi attori, formano i vari ambienti in cui si svolgono le azioni, i personaggi si muovono in modo convulso, declamando con enfasi, urlando, inveiendo, recitando gli “a parte”, caratteristica ricorrente nel vaudeville. Grazie a protesi che allungano il mento (il trucco è di Beatrice Cammarata) e ai costumi coloratissimi di foggia varia e provvisti di imbottiture deformanti dovuti a Vittoria Papaleo e Rossella Annichiarico, le loro figure sono assimilabili a maschere che recitano un copione grottesco. Sono maschere borghesi e come scrive il regista Claudio Lombardini nelle note di presentazione “anticipa – come può, nei modi, il teatro Brechtiano; mancano certo a Labiche i motivi di scontro tra le classi sociali, ma ci sono gli intrighi, le zuffe e le trappole che covano sotto la cenere della piccola borghesia di provincia”. E in effetti a ricordare Brecht c’è anche lo stile delle song scritte da Gipo Gurrado e Stefano Piro che si susseguono a commento di diversi momenti della rappresentazione dove la forma al Kurt Weill tedesco è evidente.
I sette artisti in scena, chiamati a sostenere una rappresentazione che coinvolge totalmente il fisico, si dimostrano di forte spessore recitativo e quindi meritevoli dei numerosi applausi ricevuti anche a scena aperta dal pubblico rivelatosi entusiasta. Il vaudeville, quindi, è stato degnamente onorato e la scelta del regista di portarlo in scena si è dimostrata vincente. Particolare citazione, visto il personale successo riportato, per Enrico Ballardini nel personaggio del cameriere Beniamino che gli ha procurato le maggiori risate della serata. Repliche fino a domenica 18 gennaio. Vista l’affluenza, si consiglia la prenotazione. In calce i dovuti crediti e le info per acquisto biglietti.
Visto il giorno 14 gennaio 2026
(Carlo Tomeo)
MTM Teatro Litta – dal 13 al 18 gennaio 2026
LA CAGNOTTE di Eugène Labiche
Personaggi e interpreti: Cocarel e Beniamino (Enrico Ballardini), Cordenbois (Umberto Banti), Leonida (Carola Boschetti), Bianca (Cinzia Brogliato), Champbourcy (Antonio Brugnano), Felice, Cordenbois figlio e il commissario Béchut (Michele Clementelli), Colladan (Riccardo Dell’Orfano)
regia Claudio Orlandini
trucco Beatrice Cammarata
canzoni e musiche Gipo Gurrado, Stefano Piro
scene e costumi Vittoria Papaleo, Rossella Annicchiarico
produzione Comteatro
MTM ringrazia Luca Chieregato e Marzio Paioni
MTM Teatro Litta
da martedì a sabato ore 20.30 – domenica ore 16.30
durata: 100 minuti
intero € 30,00 – convenzioni € 24,00 – ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) € 24,00 – Under 30 e Over 65 € 17,00 – Università € 17,00 – scuole di Teatro € 19,00 – scuole civiche Fondazione Milano, Piccolo Teatro, La Scala e Filodrammatici € 11,00 – Scuole MTM € 10,00 – ridotto DVA € 15,00 tagliando Esselunga di colore ROSSO
Info e prenotazioni biglietteria@mtmteatro.it – 02.86.45.45.45
Abbonamenti: MTM Ritrovarsi a volare, MTM Ritrovarsi a volare Over 65, MTM Ritrovarsi a volare Under 30 x4 spettacoli
Biglietti sono acquistabili sul sito www.biglietti.mtmteatro.it e sul sito e punti vendita Vivaticket. I biglietti prenotati vanno ritirati nei giorni precedenti negli orari di prevendita e la domenica a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
