“Enigma” al Teatro Menotti di Milano – comunicato stampa

“Enigma” al Teatro Menotti di Milano – comunicato stampa

20 | 25 gennaio

PRIMA MILANESE

ENIGMA
(Breaking the Code)

di Hugh Whitemore
traduzione Antonia Brancati

regia Giovanni Anfuso

personaggi e interpreti (in ordine di apparizione):

Alan Turing Peppino Mazzotta
Mike Ross Domenico Bravo
Christopher Morcom Vincenzo Palmeri
Sara Turing Liliana Randi
Ron Miller Carmelo Crisafulli
John Smith Luca Fiorino
Dilwyn Knox Maurizio Marchetti
Patricia Green Irene Timpanaro

scene Alessandro Chiti

costumi Dora Argento

musiche Paolo Daniele

violino Leo Gadaleta

luci Antonio Rinaldi

videomaker Enzo Del Regno

aiuto regista Valeria La Bua

direttore di scena Angelo Grasso

coordinamento dei servizi tecnici Giuseppe Baiamonte

fonico Mauro Fontana

elettricista Marco Santoro

primo macchinista Mario Ignoffo

sarta Mariella Gerbino

amministratore di compagnia Andrea Sofia

scene realizzate nel Laboratorio Tra Art S.r.l.

costumi ed elementi di attrezzeria realizzati nei Laboratori del Teatro Biondo

foto Rosellina Garbo

Produzione Teatro Biondo Palermo / Teatro di Messina – Centro di Produzione / Tieffe Teatro Milano

Dal 20 al 25 gennaio lo spettacolo Enigma di Hugh Whitemore con Peppino Mazzotta protagonista, andrà in scena al Teatro Menotti di Milano. Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale sabato 8 novembre al Teatro Biondo di Palermo, nella traduzione di Antonia Brancati e con la regia di Giovanni Anfuso.

Al fianco di Mazzotta, Maurizio MarchettiLiliana RandiDomenico BravoCarmelo CrisafulliLuca FiorinoVincenzo PalmeriIrene Timpanaro.

Le scene sono di Alessandro Chiti, i costumi di Dora Argento, le luci di Antonio Rinaldi, le musiche di Paolo Daniele, intervento al violino di Leo Gadaleta.

Lo spettacolo è una drammatica e commovente commedia che Whitemore scrisse nel 1986 basandosi sul libro Alan Turing, The Enigma di Andrew Hodges, da cui fu tratto il film The Imitation Game.

Al centro della vicenda è la storia del grande, e fino a qualche tempo fa semi-sconosciuto, scienziato che ha decrittato i messaggi prodotti dalla macchina Enigma utilizzata dai sommergibilisti tedeschi per le loro comunicazioni in tempo di guerra. Qualche anno dopo la guerra, Turing, suo malgrado, smaschera un altro codice, quello dell’ipocrita e perbenista società inglese del tempo, che lo processa nel 1952 per la sua omosessualità.

Il testo di Whitemore non è solo un ritratto biografico, perché attraverso la storia esemplare di Turing, si articola una riflessione approfondita e controversa sulla società e gli stereotipi che ancora oggi si insinuano nei comportamenti di tutti i giorni. Ambientata nel cuore del Novecento, la vicenda è collocata dal regista Anfuso in uno spazio della memoria, quasi un territorio metafisico, dove il rigore scientifico convive con la fragilità dell’umano.

La storia prende il via con l’interrogatorio che Turing subisce da parte dell’ufficiale Ron Miller per aver denunciato un furto. Tramite domande sibilline, l’ufficiale mette in difficoltà il matematico, che in realtà era stato derubato dal suo compagno, ma essendo l’omosessualità non tollerata dal governo inglese di quegli anni, non vuole rivelare tutta la verità.

Da questo interrogatorio hanno origine diversi flashback della vita di Turing: la sua passione per la matematica fin dai tempi della giovinezza, il periodo a Bletchley al tempo della Seconda guerra mondiale, il lavoro finalizzato a decrittare i messaggi codificati dell’esercito tedesco con la macchina Enigma. Il suo ingegno, tuttavia, non è sufficiente a salvarlo dai pregiudizi e dalla giustizia inglese.

«Turing – spiega Anfuso – lontano dal mito del genio, è ritratto umano e inquieto, vicino alla sua fragilità. Intorno a lui, l’orchestra degli altri personaggi: la madre, gli amici, i colleghi, gli amanti; figure che si alternano come frammenti di una stessa voce. Ne nasce uno spettacolo corale, dove la biografia individuale si intreccia alla riflessione collettiva e la memoria è tutt’altro che archivio e commemorazione. Perché ricordare non significa celebrare, ma decifrare: leggere ciò che resta nascosto nel linguaggio della Storia. Il teatro, in questo senso, si fa “macchina di decrittazione”, un dispositivo poetico e politico capace di restituire senso all’enigma della verità».

Note di regia

Alan Turing fu un matematico inglese, noto per aver decifrato il codice Enigma, contribuendo, così, alla sconfitta del nazismo. La vicenda scenica, ambientata nel cuore del Novecento, è collocata non cronologicamente in uno spazio della memoria: quasi un territorio metafisico, dove la precisione scientifica convive con la fragilità dell’umano. La guerra e il dopoguerra, l’amore giovanile e le tribolazioni, la logica pura e l’irrazionalità del giudizio sociale, raccontano il tempo come una dimensione mai chiusa in cui luci fredde, echi metallici, proiezioni e relè meccanici, rievocano la macchina Enigma come metafora del pensiero umano. Pensiero che può, allo stesso tempo, generare e distruggere, svelare e occultare. Lo spettacolo tramuta il racconto di un evento in strumento di indagine etica e conoscitiva e pone al centro della propria riflessione il dilemma dell’uomo davanti al potere: fino a che punto la conoscenza può restare libera? Quale prezzo paga chi la difende? C’è un momento in cui la razionalità diventa solitudine e l’intelligenza diventa condanna? Turing, lontano dal mito del genio, è ritratto umano e inquieto, vicino alla sua fragilità. Intorno a lui, l’orchestra degli altri personaggi: la madre, gli amici, i colleghi, gli amanti; figure che si alternano come frammenti di una stessa voce. Ne nasce uno spettacolo corale, dove la biografia individuale si intreccia alla riflessione collettiva e la memoria è tutt’altro che archivio e commemorazione. Perché ricordare non significa celebrare, ma decifrare: leggere ciò che resta nascosto nel linguaggio della Storia. Il teatro, in questo senso, si fa “macchina di decrittazione”, un dispositivo poetico e politico capace di restituire senso all’enigma della verità. Giovanni Anfuso

STAGIONE 2025 | 2026

BIGLIETTERIA PREZZI

  • Intero – 32.00 € + 2.00 € prevendita
  • Ridotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita
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TEATRO MENOTTI

Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org

ORARI BIGLIETTERIA

Dal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo

Domenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo

Acquisti online: https://www.teatromenotti.org/evento/enigma.aspx

Con carta di credito e Satispay su www.teatromenotti.org

ORARI SPETTACOLI SALA GRANDE

Dal martedì al sabato ore 20

Domenica ore 16.30

Lunedì riposo

(L’articolo è una condivisione del comunicato stampa del Teatro Ciro Menotti di Milano)

Categorie comunicato stampa

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