
Teatro Studio Melato, dal 16 al 25 gennaio 2026
Enzo Moscato
Non posso narrare la mia vita
scritto e diretto da Roberto Andò, con Lino Musella
Al Piccolo Teatro Studio Melato, dal 16 al 25 gennaio 2026, Roberto Andò accompagna Lino Musella all’interno di un omaggio all’indimenticabile voce di Enzo Moscato.
A due anni dalla scomparsa di Enzo Moscato, Roberto Andò rende omaggio a uno dei massimi esponenti della scena italiana, all’artista che più di altri ha segnato la felice stagione della “Nuova drammaturgia napoletana e posteduardiana” a partire dalla fine degli anni ’70 del secolo scorso, che in oltre quarant’anni di attività nei suoi lavori ha combinato la tradizione drammaturgica napoletana con il pensiero di autori e teorici del ‘900 come Artaud, Genet, Lacan, Pasolini. La sua inconfondibile scrittura – spesso un musicale e disinvolto miscuglio di dialetto napoletano, italiano, francese, spagnolo, inglese, tedesco, greco, latino – è stata capace di farsi materia e scena, di scavare profondamente nelle viscere e nell’animo umano, di farsi espressione della fragilità concreta e metaforica del corpo di Napoli.
Andò entra nell’universo di Moscato intrecciando Gli anni piccoli – il libro pubblicato da Guida nel 2011, prefazione di Enrico Fiore – a brani dei testi più rappresentativi dell’autore, da Partitura a Signurì Signurì, Rasoi, Co’Stell’Azioni, Mal-d-Hamlé, Hotel de l’Univers e gli inediti Autodafé Primo e Intorno a ciò che si dice impossibile, dal libro Le scritture del Grande Infante (Edizioni Cronopio, 2025).
«Il poeta non ha biografia: la sua opera è una biografia, scrive Octavio Paz. Non posso narrare la mia vita dice Enzo Moscato in quel frammento autobiografico che è Gli anni piccoli, un racconto – scrive Robertò Andò nelle note allo spettacolo – in cui segue le tracce nascoste della sua vocazione teatrale nell’infanzia e adolescenza vissute ai Quartieri Spagnoli».
«Sono – continua il regista – agglutinazioni visionarie, sprazzi di vita ripercorsi con l’occhio e l’orecchio dello sciamano. Buchi, faglie, crepe di una memoria a brandelli, e solo a posteriori rammendata. Il diario di uno scrittore che odiava la realtà. Che alla realtà preferiva la vita fantasticata, la musica dell’invenzione e della rêverie. “Un libro che traduce”, scrive nella prefazione Enrico Fiore, “tutta la grazia e tutta la maledizione del teatro, costretto per sua natura a fingere la vita nel momento stesso in cui vive”. Sono partito da questo piccolo libro per immaginare uno spettacolo intorno al mondo interiore di Enzo, accostandomi delicatamente alla penombra della mente di un poeta che sta a Napoli come Kavafis sta ad Alessandria. Come scrisse Anna Maria Ortese a proposito di Elsa Morante, anche Enzo Moscato ha fatto un giuramento all’Invisibile. E questo più che un semplice spettacolo rischia di essere un appuntamento postumo con la sua voce indimenticabile».
Piccolo Teatro Studio Melato (Via Rivoli 6 – M2 Lanza)
dal 16 al 25 gennaio 2026
Non posso narrare la mia vita
da Gli anni piccoli e altri testi di Enzo Moscato
drammaturgia e regia Roberto Andò
con Lino Musella
Tonino Taiuti, Flo, Lello Giulivo, Giuseppe Affinito
e Vincenzo Pasquariello, Ivano Battiston, Lello Pirone, Eleonora Limongi
voci e corpi della città
Nikita Abagnale, Mariarosaria Bozzon, Francesca Cercola, Gabriella Cerino,
Nicola Conforto, Mattia Coppola, Vincenzo D’Ambrosio, Matteo Maria D’Antò,
Ciro Giacco, Eleonora Fardella, Mariano Nicodemo, Maurizio Oliviero
scene e luci Gianni Carluccio
costumi Daniela Cernigliaro
musiche Pasquale Scialò
suono Hubert Westkemper
coreografie Luna Cenere
trucco Vincenzo Cucchiara
aiuto regia Luca Bargagna
foto di Lia Pasqualino
produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
Orari: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.
Durata: 1 ora e 50 minuti senza intervallo
Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro
Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org
(L’articolo è una condivisione del comunicato stampa del Piccolo Teatro di Milano)
