“Il giorno della civetta” – MTM Teatro Litta – comunicato stampa

“Il giorno della civetta” – MTM Teatro Litta – comunicato stampa

MTM Teatro Litta – dal 27 gennaio all’8 febbraio 2026

IL GIORNO DELLA CIVETTA

di Leonardo Sciascia

Adattamento di Filippo Renda

Regia di Antonio Syxty

Con Gaetano Callegaro (Uomo del Nord) e Giuseppe Lanino (Uomo del Sud)

collaborazione artistica al progetto audio Marco Balbi

scene Andrea Taddei

costumi Giulia Giovanelli

autore foto colaimages

con le voci di Marco Balbi, Paolo Bessegato, Natale Ciravolo, Raffaele Fallica
voce di Leonardo Sciascia campionata e rielaborata con autorizzazione degli eredi
disegno luci Fulvio Melli
assistente alla regia Tommaso De Rienzo
assistente costumista Beatrice Viacava
sound design delle voci registrate Paolo Re
staff tecnico Stefano Lattanzio, Davide Villa, Ahmad Shalabi
delegata di produzione Susanna Russo
produzione Manifatture Teatrali Milanesi

Pubblicato nel 1961 il romanzo di Sciascia è ambientato in Sicilia. Il libro racconta l’indagine del capitano dei carabinieri Bellodi, un uomo del Nord, su un omicidio apparentemente inspiegabile: quello di un piccolo imprenditore locale, Salvatore Colasberna. Man mano che l’inchiesta si sviluppa, Bellodi si scontra con un muro di omertà e con le complesse dinamiche del potere mafioso, che coinvolgono politica, economia e istituzioni.

Nell’adattamento curato da Filippo Renda, il romanzo prende vita in scena rimanendo fedele al testo originale, ma interpretato da due figure emblematiche: l’Uomo del Nord e l’Uomo del Sud. L’adattamento non si limita a trasporre il racconto originale dello scrittore siciliano così come è stato pubblicato, ma lo smonta e lo ricompone in una partitura teatrale fortemente dialettica, che mette in tensione opposti fondamentali: Nord e Sud, verità e menzogna, parola scritta e voce orale, ideologia e disincanto.

Dispositivi di registrazione – nastri, cassette, segreterie telefoniche, registrazioni radiofoniche – inseriscono nel tessuto scenico altri frammenti del romanzo, trasformando l’opera in una sorta di installazione narrativa dedicata all’universo di Sciascia.

Come afferma Renda a proposito del suo lavoro drammaturgico: Il proposito è quello di far parlare il romanzo in scena senza riscriverlo.”

Note di regia

Conoscendo la mia modalità di “installazione” – in teatro – di un dispositivo parlato e parlante, derivato dalla mia pratica originaria e ancora attuale della performance e dell’arte visiva e concettuale, Filippo Renda ha pensato di smontare il romanzo di Sciascia e di rimontarlo seguendone fedelmente la narrazione originale, conferendo alla vicenda la forma di una indagine concettuale del percorso narrativo e letterario. In questo modo si vuole evitare la banale trasposizione scenica e riscrittura di uno dei più importanti romanzi del secolo scorso, ma si vuole “far parlare” il romanzo stesso, che entra in scena attraverso altre voci – oltre a quelle dei due interpreti in carne e ossa sul palcoscenico (Uomo del Nord e Uomo del Sud). Queste “voci” (di altri interpreti) sono misteriosamente imprigionate nei dispositivi di riproduzione e di registrazione di un’epoca ancora analogica: un telefono, una radio, una segreteria telefonica, un registratore vocale, un giradischi, un mangia-cassette e un proiettore di diapositive (non parlante). La concatenazione degli eventi, le indagini, i percorsi psicologici di un comportamento sociale anomalo all’interno del contesto sociale e storico descritto, si dipanano in un “esposizione di materiali e contributi” adatti a creare una forma di detection teatrale e concettuale della parabola narrativa e letteraria. Non c‘è un luogo e un tempo che si propongono di ambientare il romanzo e la vicenda, ma – al contrario – tempo e luogo sono sospesi nella loro “forma” in quanto ready-made della messa in scena che si assume la responsabilità e l’onere di restituire il fatto costituito dal romanzo stesso e dalla scrittura di Sciascia. Questo procedimento non comporta un congelamento del romanzo, ma si propone di alimentare l’aspetto drammatico attraverso punti di fuga emozionali e melodrammatici di una Sicilia che è stata e continua a essere culla di una eco stratificata di memorie, contraddizioni e tensioni che ancora oggi ne definiscono l’identità. (Antonio Syxty)

Teatro Litta

da martedì a venerdì ore 20.30 – domenica ore 16.30

intero € 30,00 – convenzioni € 24,00 – ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) € 24,00 – Under 30 e Over 65 € 17,00 – Università € 17,00 – scuole di Teatro € 19,00 – scuole civiche Fondazione Milano, Piccolo Teatro, La Scala e Filodrammatici € 11,00 – Scuole MTM € 10,00 – ridotto DVA € 15,00 tagliando Esselunga di colore ROSSO

durata: in allestimento

Info e prenotazioni biglietteria@mtmteatro.it – 02.86.45.45.45

Abbonamenti: MTM Ritrovarsi a volare, MTM Ritrovarsi a volare Over 65, MTM Ritrovarsi a volare Under 30 x4 spettacoli

Biglietti sono acquistabili sul sito www.biglietti.mtmteatro.it e sul sito e punti vendita Vivaticket. I biglietti prenotati vanno ritirati nei giorni precedenti negli orari di prevendita e la domenica a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

(L’articolo è una condivisione del comunicato stampa di MTM Teatro Litta di Milano)

Categorie comunicato stampa

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