
16 gennaio > 15 febbraio | sala Shakespeare
I corpi di Elizabeth
di Ella Hickson
traduzione Monica Capuani
regia Cristina Crippa e Elio De Capitani
con Elena Russo Arman, Maria Caggianelli Villani, Enzo Curcurù, Cristian Giammarini
scene Carlo Sala
costumi Ferdinando Bruni
luci Giacomo Marettelli Priorelli | suono Gianfranco Turco
assistente alla regia Alessandro Frigerio | assistente alla regia stagista Giorgia Bolognani
assistente scenografa Roberta Monopoli | aiuti Elisa Gelmi e Camilla Longoni (stagista)
assistente ai costumi Elena Rossi
sarte Ortensia Mazzei, Elena Rossi e Ilaria Strozzi | sarte stagiste Fiamma Teoldi, Giulia Lucato, Grazia Ieva
scenografie e costumi realizzati dai laboratori del Teatro dell’Elfo
foto Laila Pozzo
si ringrazia Carlo Belgir per il dono delle stoffe dei costumi dello spettacolo
produzione Teatro dell’Elfo, Teatro Stabile del Veneto
La drammaturgia contemporanea in lingua inglese, ormai da decenni, è per il Teatro dell’Elfo un territorio di sorprendenti e folgoranti scoperte, una fonte d’ispirazione irrinunciabile per raccontare il nostro tempo, sia quando gli autori guardano alla cronaca, sia quando scandagliano le pieghe della storia.
Dopo il successo nella stagione 2023/24 torna in scena I corpi di Elizabeth (in originale Swive [Elizabeth]), riallestito in questa occasione in sala Shakespeare. Cuore del testo, tradotto da Monica Capuani, è il corpo di Elisabetta I, o meglio, i suoi corpi, come sottolinea il titolo italiano: un corpo politico con cui la regina d’Inghilterra costruisce il proprio potere e uno privato e sensuale. Attorno a lei una corte nella quale si muovono personaggi radicalmente contemporanei, impegnati a tessere una rete di relazioni intrisa di potere e desiderio. Altrettanto contemporaneo è lo sguardo della regia che illumina in profondità i contrasti tra maschile e femminile, quelli di ieri come quelli di oggi.
Elisabetta I, l’unica donna non sposata a governare l’Inghilterra, regnò per quarantaquattro anni con astuzia e intelligenza. La commedia ci porta nel cuore della sua ascesa al potere in una società fortemente patriarcale, nella quale comprese ben presto di non potersi permettere sentimenti che la rendessero debole, assoggettandola a un amante o, men che meno, a un marito.
Cristina Crippa ed Elio De Capitaniambientano lo spettacolo nella scenografia di Carlo Sala, dove il trono e gli arredi essenziali sono incorniciati da preziosi velari, ricamati con grandi motivi floreali (tralci di cardo, simbolo dei Tudor, insieme alle rose e al trifoglio). Ugualmente preziosi sono i costumi disegnati da Ferdinando Bruni e realizzati dalla sartoria dell’Elfo.
Il testo è costruito sullo sdoppiamento del ruolo di Elizabeth nei corpi di due diverse attrici, interpreti della giovane principessa e della regina, donne nelle quali cresce la consapevolezza di sé e delle sfide da affrontare nel viaggio verso il trono. Ecco, dunque, che Elena Russo Arman è la regina Elizabeth, (oltre che Catherine Seymour e Mary Tudor), mentre la principessa Elizabeth è Maria Caggianelli Villani, che interpreta anche la giovane Katherine Grey; l’intrigante Cecil è Cristian Giammarini, mentre Enzo Curcurù interpreta sia Thomas Seymour che Robert Dudley. Un cast perfetto per un testo incalzante e sorprendente, che è scritto per parlare al pubblico di oggi attraverso la lente di una vita unica nel suo genere.
Dalla rassegna stampa
«Merito del Teatro dell’Elfo di Milano aver presentato per la prima volta Swive. Al centro il tema del corpo della donna su cui si giocano le partite del potere maschile, da quello sentimentale a quello politico: che sia quello dell’adolescente Elisabetta dai lunghi capelli rossi, o della donna adulta che sacrifica l’amore per tenere il timone della propria libertà (e nel caso di Elisabetta di quella del paese). È Elena Russo Arman a misurarsi in modo disinvolto con un ruolo monumentale, e lo fa con umanità e leggerezza». Anna Bandettini, la Repubblica
«La regina Elisabetta I d’Inghilterra porta parrucca, corpetto e gorgiera. Ma è meglio non farsi ingannare: lo spettacolo non ha nulla del polveroso dramma storico in costume. … La figura di Elizabeth, che restituisce in tutta la sua complessità personale, affettiva e politica, argomenta le sue scelte – su tutte quelle di non sposarsi e di non avere figli – con il piglio e la consapevolezza di una donna di oggi». Maddalena Giovannelli, il sole24ore
Teatro Elfo Puccini, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano
Prezzi: intero € 38/34 | <25 anni € 15 | >65 anni € 23 | online da € 16,50
Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021
Orari: martedì e venerdì ore 19.30 | mercoledì, giovedì e sabato ore 20.30 | domenica ore 16.30.
Lo spettacolo prosegue il tour a
17 / 20 febbraio, Teatro Duse, Genova
26 febbraio / 1 marzo, Teatro delle Muse, Ancona
(L’articolo è una condivisione del comunicato stampa del Teatro Elfo Puccini di Milano)
