
Un insolito e sfizioso Molière con musiche è in scena in questi giorni al Teatro San Babila: si tratta di “La scuola delle mogli”, adattato, diretto e interpretato nel ruolo di protagonista da Vito Cesaro. La commedia, scritta e rappresentata nel 1662, riscosse immediato successo che si tradusse in un forte incasso grazie alla vendita dei biglietti nel giorno della prima ma non portò altrettanta fortuna all’autore perché fu oggetto di scandalo, tanto da rendere difficile per Molière la pubblicazione delle commedie successive nonostante godesse della protezione di Luigi XIV. Il tema dell’opera è la gelosia provocata dal tradimento. Sotto accusa sono le donne, in particolare quelle troppo erudite perché posseggono più di tutte la capacità di essere scaltre nell’aggirare i sospetti. Di questo tipo di donne diffida il ricco Arnolfo (Vito Cesaro) con le quali intesse comunque brevi avventure ai danni dei loro mariti che vengono fatti becchi. Lui irride alla “cornutaggine” dei mariti ignari e le donne che ama frequentare sono quelle che hanno due qualità importanti: che siano brave a letto e che siano sposate. Di questo Arnolfo discorre all’inizio della pièce con l’amico Crisaldo (Claudio Lardo) al quale rivela anche che, pur vivendo di avventure, è però intenzionato a sposarsi con una giovane trovatella da lui inizialmente adottata quando era ancora piccola e rinchiusa in convento perché fosse educata a essere pura e innocente. Ora la giovane dal nome di Agnese (Matilde Brandi) è tenuta segregata in una casa che l’uomo ha comprato sotto falso nome e affidata alla sorveglianza di due servi: Alano (Alfredo Crisci) e Giorgina (Gerardina Tesauro). Crisaldo lo invita a ragionare sull’inopportunità di quel matrimonio data la differenza d’età esistente ma l’uomo non vuol sentire ragioni per cui è sempre più interessato a portare avanti il proprio obiettivo. Ma far crescere una persona nell’ingenuità si rivelerà un’arma a doppio taglio. Se ne accorgerà presto Arnolfo quando Orazio (Christian Salicone), il figlio del suo amico Orione (Alfredo Crisci), si innamorerà di Agnese dopo averla vista in balcone. La donna proprio per la sua innocenza è incapace di malizia e con naturalezza resterà affascinata dalla corte di Orazio finendo per innamorarsi a sua volta. Da questo punto iniziano i colpi di scena che si avvicenderanno con ritmo incalzante fino al finale che sancirà la chiusura della vicenda con un gran finale dove tutti i personaggi raggiungeranno la loro soddisfazione. Tranne Arnolfo che da sbeffeggiatore dei cornuti quale era prima si troverà a essere scornato.
Con “La scuola delle mogli” Molière intraprese il percorso che lo vedeva abbandonare sia pure gradualmente la scrittura e la recitazione convenzionali dell’epoca per dirigersi verso una naturalezza realistica. Scomparsi i personaggi della commedia dell’arte iniziò con maggiore attenzione a evidenziare la descrizione della psicologia dei personaggi. Nella commedia adattata da Cesaro una sorta di ritorno, sia pure accennata, ai personaggi della commedia dell’arte è invece presente nella gestualità e nella mimica dei due servitori assimilabili a una sorta di Arlecchino e di Colombina anche se non ne indossano i costumi. Ugualmente accade in alcuni altri momenti nella mimica degli altri personaggi in particolare nella figura di Arnolfo che sa muoversi sulla scena con un’abilità che sfiora la clowneria. In questo Vito Cesaro è dotato di una tale maestria interpretativa che gli permette di esaltare la personalità del personaggio inquadrandolo perfettamente in tutte le sfaccettature psicologiche che ne costituiscono il carattere. Lo si denota dagli sguardi provenienti da occhi vistosamente vistati dal trucco da renderli parte di una maschera. Sguardi a volte fulminanti, altre volte ridanciani, altre ancora allarmati quando si vede sfuggire di mano il potere, il tutto accompagnato dalla una grande abilità fisica nel saltellare da un punto all’altra della scena. Intorno a lui ruotano tutti gli altri artisti a cominciare dalla (finta) ingenua Matilde Brandi che con una ghirlanda di fiori sul capo porta alla memoria un’attrice famosa negli anni ’80. Eccellenti le prestazioni di Claudio Lardo e di Christian Salicone. Di forte impatto le caratterizzazioni di Gerardina Tesauro e Alfredo Crisci che, oltre a interpretare Alano, riveste anche il ruolo Oronte. Per tutti una recitazione divertente infarcita da godibili neologismi, doppi sensi e inflessioni dialettali come il napoletano, il romanesco oltre a una battuta in milanese.
La commedia ha ricevuto un’ottima accoglienza dal pubblico che ha tributato applausi convinti e ripetute chiamate. Repliche fino a domenica. In calce i crediti e le info per acquisto biglietti.
Vista il giorno 28 novembre 2025
(Carlo Tomeo)
dal 28 al 30 novembre
VITO CESARO e MATILDE BRANDI in
La scuola delle mogli di Molière
adattamento e regia VITO CESARO
e con CLAUDIO LARDO
GERARDINA TESAURO – CHRISTIAN SALICONE – ALFREDO CRISCI
scene Rudy Zoppi – costumi Maria Marino – musiche Danny Elfman
foto di scena Emanuela Napoli – foto Emanuela Napoli
LA SCUOLA DELLE MOGLI
Date e orari
28-29 novembre ore 20 – 30 novembre ore 16
BIGLIETTI IN VENDITA IN TEATRO E ONLINE
Intero € 27 – Under/over € 22 – Studenti € 12 – Gruppi minimo 10 persone € 15
ORARI BIGLIETTERIA
La biglietteria è aperta da martedì a venerdì dalle ore 14 alle ore 17 e un’ora prima di ogni spettacolo
TEATRO SAN BABILA
Corso Venezia 2/A – 20121 Milano
Telefono 02 46513734 – info@teatrosanbabilamilano.it
