“Tesla” al Teatro Fontana di Milano – comunicato stampa

29, 30 novembre

TESLA

creazione scenica di Ksenija Martinović e Federico Bellini
testo di Ksenija Martinović e Federico Bellini
performer Ksenija Martinović
sound design Antonio Della Marina
consulente scientifica Ivana Abramović
coreografia terzo quadro Matilde Ceron
video Sonia Veronelli
co-produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia
e La Contrada Teatro stabile di Trieste

foto Alice Durigatto

progetto in attraversamento tra i Titolari di Residenza per Artisti nei Territori del Friuli Venezia Giulia, ARTEFICI. ResidenzeCreativeFVG/ArtistiAssociati, Dialoghi_Residenze delle arti performative a Villa Manin/CSS, Vettori/La Contrada Teatro stabile di Trieste

Premio Adelaide Ristori 2024 a Ksenija Martinović

Il 29 e 30 novembre l’attrice e performer Ksenija Martinovic porta in scena Teslaun attraversamento teatrale scritto insieme a Federico Bellini che fonde narrazione, rappresentazione e performance, restituendo tutta la complessità di una figura geniale e profondamente solitaria.

Nikola Tesla, spesso ricordato oggi più come un brand che come scienziato, aveva immaginato un futuro in cui l’energia fosse libera, pulita e accessibile a tutti. Al centro della scena, il racconto della Wardencliffe Tower, l’esperimento rivoluzionario che avrebbe dovuto trasmettere elettricità gratuita in tutto il mondo. Un sogno visionario bruscamente interrotto dal rifiuto di J.P. Morgan, il potente finanziatore che, intuendo l’impatto rivoluzionario sull’economia globale, ne bloccò il completamento.

In scena, il corpo di Martinovic si trasforma: macchina, circuito, energia viva. Una creatura scenica che diventa al tempo stesso creazione e creatore, in un viaggio che restituisce la carica utopica, poetica e sovversiva del pensiero di Tesla.
Un atto performativo che fonde il linguaggio teatrale con quello dell’installazione e della performance art, per raccontare il sogno mai realizzato di un’energia libera che ancora oggi ci interroga.

NOTE DI REGIA E DRAMMATURGIA

Abbiamo pensato a “Tesla” come ad un’ideale prosecuzione artistica del lavoro condotto sulla moglie di Albert Einstein, Mileva Maric, che sfociò nello spettacolo “Mileva”, con Martinovic e Mattia Cason. Maric fu a lungo dimenticata dalla scienza ufficiale, salvo ricomparire praticamente in questi ultimissimi anni come probabile aiutante di Einstein nelle sue più importanti scoperte. Come Tesla, anche Maric morì in assoluta povertà, a lungo malata; si tratta, in estrema sintesi, di due storie che hanno il rifiuto o la diffidenza della comunità scientifica ed economica come caratteristica comune, due grandi figure che, soprattutto nel caso di Tesla, hanno visto la loro opera oggetto più di un culto acritico che di indagine scientifica; riguardo a Maric, pare evidente come la sua biografia e le sue ricerche fondamentali siano state in qualche modo sovrastate dall’ombra di Einstein. I due spettacoli sono pensati come un dittico performativo, in cui gli elementi del primo, “Mileva”, sembrano moltiplicarsi nel secondo; così, come Mileva Maric, nello spettacolo, veniva vestita di microfoni per andare a ricevere un ipotetico Nobel mai proposto nella realtà, così in “Tesla” è la selva dei microfoni a rappresentare il terreno di scontro tra lo scienziato e i suoi finanziatori, fino a trasformarsi in resti di un campo di battaglia al cui altare è stata sacrificata forse una delle più grandi invenzione umani, l’energia gratuita. Così, la danza con cui Mileva veniva per metafora violentata dalla figura-ombra di Einstein, diviene in “Tesla” l’annullamento di ogni danza “umana”, attraverso una sorta di macabro balletto robotico in cui il corpo di Martinovic si muta in macchina senza più sentimento, neppure più doloroso. Ma sono innumerevoli i rimandi tra i due lavori, a partire dalla straniante presentazione di Martinovic in cui, presentando sé stessa, presenta anche le due figure di cui parlerà e di cui, passo a passo, prenderà le parole se non il corpo stesso.

Una presentazione che sancisce peraltro il legame tra l’attrice-autrice e queste due figure, non solo data dalla comunanza geografica delle radici serbe, ma anche ricordo e confronto con due storie nazionali, la sua e la nostra, del tutto differenti. Eppure, forse, il tratto più saliente che fa di questi due spettacoli una sorta di dittico è il rapporto tra oblio e scienza, non sempre, probabilmente, da considerare come mera e semplice dimenticanza o trascuratezza della memoria.

Ksenija Martinović e Federico Bellini

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

sabato ore 19.30, domenica ore 16.00

durata 60 minuti

PREZZI

Intero 25 €

Under30 15 €

Over 65 / Under 14 12 €

Convenzioni 20 €

Scuole di teatro 12 €

Prevendita e prenotazione 1 €

INFO e PRENOTAZIONI

TEATRO FONTANA

Via G.A. Boltraffio, 21, 20159 Milano

+39 0269015733 biglietteria@teatrofontana.it

http://www.vivaticket.com

Categorie comunicato stampa

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