“La leggenda del Santo Bevitore” al Teatro Filodrammatici di Milano – comunicato stampa

prima regionale

dal 28 al 30 novembre

produzione Ariateatro

IL SANTO BEVITORE

da Joseph Roth

regia Giuseppe Amato

da Joseph Roth

regia Giuseppe Amato

drammaturgia Chiara Benedetti, Giuseppe Amato

con Giuseppe Amato, Chiara Benedetti, Stefano Detassis,

Christian Renzicchi e Candirù 

scenografie Andrea Coppi 
costumi Valentina Basiliana

organizzazione Cristina Pagliaro

produzione Ariateatro

foto Elisa Vettori

IL PROGETTO

Il capolavoro di Joseph Roth viene trasportato dalla regia di Giuseppe Amato all’interno di un locale notturno a metà degli anni ‘80, in un susseguirsi di eventi straordinari, il cui collante stilistico è la musica. Quattro attori sempre in scena e un musicista si alterneranno nella narrazione degli eventi tra canzoni originali e dialoghi, come una decadente jam session senza fine.

In un night club alla periferia di una grande città, una cantante misteriosa introduce la favola di Andreas come una moderna profetessa di morte, dipanando le scene del racconto assieme a personaggi ambigui e violenti. Questi si riveleranno crudeli espedienti di un disegno più alto, dove il sacrificio di un senzatetto potrà essere sacro rito di salvezza per l’intera umanità.

Il nostro santo bevitore si aggira in un mondo che ancora desidera e ostenta bisogni materiali e plastici, ma che in sé rivela una profonda e intima decadenza, una miseria dell’anima di fronte a chi di questi bisogni non sembra più farsene nulla.

IL TESTO

La leggenda del Santo Bevitore di Joseph Roth racconta gli ultimi giorni di un uomo qualunque, che vive in un indefinito angolo di una qualsiasi città moderna. Il racconto dischiude allo spettatore temi e significati misteriosi e ancora aperti, seguendo le vicende di un senzatetto di nome Andreas, allontanatosi da ogni bisogno borghese e materiale. Nei suoi ultimi istanti di vita, però, egli si vestirà a protagonista di una serie di prodigi miracolosi, che ne riveleranno l’essenza e la vera natura. Il nostro Andreas si imbatterà così in una serie di incontri fortuiti che lo spingeranno a rientrare nei ranghi di una società perbene e moralista, che lo vuole ancora consumatore, marito, amante, o uomo di potere. Di fronte a queste prove del destino, tra un bicchierino e l’altro, Andreas non si rivelerà un emarginato qualunque della società, ma mostrerà una purezza e un incanto d’animo che lo eleveranno a vero e proprio ‘Santo’. Del resto, il protagonista della storia altri non è che l’alter ego dell’autore stesso Joseph Roth, che nei suoi ultimi anni di vita, sebbene universalmente riconosciuto per la sua levatura intellettuale, visse ai margini, scegliendo la miseria e l’isolamento sociale. Nella parabola esistenziale degli ultimi, si può ritrovare l’intima essenza dell’uomo. Così sarà anche per il Santo Bevitore, in lui purezza e oscurità convivono in un disegno narrativo che ha il sapore di una resa dei conti per l’intera umanità, di fronte ai propri limiti e alle proprie idiosincrasie. La leggenda del Santo Bevitore è uscito postumo nel 1939 e viene considerato il testamento del tormentato scrittore ebreo convertito al cattolicesimo Joseph Roth. Ancora molto attuale è la lotta interiore tra le radici ebraiche dell’autore e la conversione al cattolicesimo, testimoniata dal rapporto a distanza tra Andreas e la statua di Santa Teresa di Lisieux nella chiesa di Santa Maria di Batignolles a Parigi, vicino alla quale il protagonista va a morire cercando di non perdere l’onore pur di saldare un debito contratto enigmaticamente con l’effigie della santa all’inizio della storia.

CREDITI

Giuseppe Amato

Attore e regista siciliano, si forma presso la Scuola Civica di Milano ‘Paolo Grassi’ e la Scuola del Teatro Stabile di Genova, diplomandosi nel 2009. Con quest’ultimo inizia subito a lavorare, e in seguito è attore presso il Teatro Stabile d’Abruzzo, il Teatro Stabile di Bolzano, il Teatro Elfo Puccini di Milano col quale vince il Premio Ubu come miglior attore under Trenta con lo spettacolo The History Boys. Lavora tra gli altri coi registi Marco Sciaccaluga, Sandro Mabellini, Andrea Baracco, Gianfranco De Bosio, Elio De Capitani, Ferdinando Bruni, Riccardo Bellandi, Simone Toni, Carlo Roncaglia. Come regista collabora stabilmente con la compagnia trentina AriaTeatro per la quale firma diversi spettacoli, tra gli ultimi ‘La signorina Julie’ di A. Strindberg, selezionato tra i finalisti del premio per lo spettacolo INBOX 2020.

TEATRO FILODRAMMATICI MILANO

Milano, Teatro Filodrammatici – Piazza Paolo Ferrari, 6 (angolo via Filodrammatici)

STAGIONE 2025/2026

S.C.L.E.R.O. – Se Cala L’Empatia, Ritrovarsi Ossigena

Prevendite alla biglietteria del Teatro Filodrammatici e su www.teatrofilodrammatici.eu

Orario spettacoli

Mar, gio, ven, sab, ore 20:30 – Mer, ore 19.30 – Dom, ore 16.00

Sito internet:

http://www.teatrofilodrammatici.eu

Biglietteria:

Tel. +39 02 36727550

biglietteria@teatrofilodrammatici.eu

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Categorie comunicato stampa

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