“Riccardo III” al Piccolo Teatro Strehler – Recensione

È in scena al Teatro Strehler il dramma Riccardo III di Shakespere in una coproduzione Teatro Stabile dell’Umbria, LAC Lugano Arte e Cultura, diretto da Antonio Latella che parte da un’opinione che il regista pone in merito al concetto del male da lui ravvisato principalmente nell’armonia e nella bellezza fisica e non nella deformità come quella da cui era affetto l’ultimo sovrano d’Inghilterra appartenente alla casa di York. “A tutti i miei collaboratori artistici ho chiesto di dare bellezza al male e non bruttezza, perché chi tradì il paradiso fu l’angelo più bello”, in questo modo Latella giustifica la sua teoria. E infatti per protagonista del suo spettacolo ha scelto Vinicio Marchioni, un attore che, aldilà della sua riconosciuta bravura, è anche di bell’aspetto.

L’azione si svolge interamente in uno scenario completamente cosparso di rose bianche evocanti lo stemma degli York, un giardino di delizie immerso nella luminosità delle abbaglianti luci provenienti dai due lati, una sorta di Eden dove le azioni che vi accadono sono di tutt’altro tenore. I personaggi che agiscono sono infatti vittime della malvagità del protagonista, antieroe della vicenda. Sul suolo è posta un’urna dal colore del sangue e di questo simbolo a indicare un doloroso passato di morte o un triste presagio da cui si attinge. Al centro un enorme tronco di albero con una cavità attraverso la quale entra ed esce di scena il protagonista, e non solo lui. Quell’apertura ha un valore simbolico assumendo la funzione di una quinta dalla quale all’inizio si vedrà Marchioni che, prima di entrare in scena, indossa i panni dal colore niveo che meglio possono nascondere la perfidia del personaggio che andrà a interpretare: una sorta di teatro nel teatro in Shakespeare non inconsueto nelle sue opere successive a quella in esame e che il regista ha voluto proporre. Questo è evidenziato anche dalla presenza degli attori allineati sul fondale con addosso i loro costumi di scena pronti a intervenire nel momento di proseguimento dell’azione. Inizia qui il monologo di Riccardo, quel famoso “Ora l’inverno del nostro scontento”, in cui finge subdolamente di elogiare il fratello Edoardo, poco prima incoronato re, mentre fra sé programma le sue mosse diaboliche per raggiungere il potere.

Riccardo in vesti seducenti sa trovare le parole giuste a giustificazione dei suoi misfatti. Lui sa come agire con le persone che potrebbero ostacolare le sue voglie, le manipola e in caso di resistenze non esita, tramite uomini fatti diventare fidati collaboratori, ad agire con atti definitivi. La decisione dichiarata all’inizio dell’opera di fare del suo odio elemento scatenante lo conduce subito alla prima turpitudine, quella di tradire la fiducia del fratello Giorgio il quale gli si rivolge fiducioso in una intercessione a suo favore nei confronti del loro padre che, a seguito di una profezia ricevuta e fatta credere reale dallo stesso Riccardo, lo aveva condannato a essere rinchiuso nella Torre. Riccardo lo tranquillizza ma dentro di sé ha già deciso di farlo uccidere durante la prigionia per arrivare ora a essere lui più vicino all’aspirazione del regno. A questa ne seguiranno altre in cui gli omicidi si alterneranno alle manovre condotte con sotterfugi e, per ottenere sempre più consensi, ricorrerà alla sua provocante dialettica che affascinerà persino Lady Anna, vedova di Edoardo Di Westminster, principe di Galles, assassinato per mano di Riccardo, e che sposerà.

Fedele alla sceneggiatura di Shakespeare in una nuova traduzione dovuta alla penna di Federico Bellini, adattata dallo stesso Bellini e da Latella, lo spettacolo si distingue prevalentemente sulla magia della parola che trova esecuzione nell’eccellenza interpretativa della compagnia di artisti con Vinicio Marchioni in testa a cui, per esigenza di copione, è affidata la parte più cospicua della recitazione. È capace di calarsi così bene nel personaggio a mostrarne tutte le sfaccettature in cui la figura si esprime che sa essere diabolica apparendo sinuosamente amabile, rabbiosa di fronte a ostacoli che vanno subitamente eliminati, dominante sempre in tutte le varie situazioni. Tutti i personaggi succubi della sua volontà difficilmente osano imporsi, tranne due figure femminili rappresentate dalla Duchessa di York, madre infelice di un figlio degere del quale sa riconoscere l’animo perverso e inutilmente messo in guardia, e la Regina Elisabetta che sa assecondarlo astutamente con una falsa promessa.

Dopo le imprese più nefande giunge la caduta ma prima Riccardo si appresta a dare battaglia alle truppe di Richmond che avanzano e incoraggia i suoi uomini con quel discorso sprezzante del nemico straniero che vorrebbe invadere il territorio inglese. Il suo è un proclama recitato con una irruenza che travalica il palcoscenico per giungere denso di significato alla platea attonita: è il discorso di una sorprendente attualità, propria di un governatore populista che Antonio Latella evidenzia ponendo tutti i personaggi allineati alle spalle del mattatore. A renderlo più drammatico è la nuvola di fumo che, fuoriuscente da un apposito macchinario calato dal soffitto, inonda il palco, altro momento suggestivo di teatro nel teatro.

Con una messa in scena così particolare e complessa Antonio Latella ha dato una nuova vitalità a uno dei testi shakespeariani più rappresentati e in questo, grazie alla sua tematica, offre spunto a nuove riflessioni degne di essere approfondite. Sotto la guida del regista una compagnia di artisti talentuosi, tutti doverosamente citati nei crediti, ha creato l’humus giusto alla complessità del dramma. Su tutti si staglia la figura del protagonista, Vinicio Marchioni, dalla magnifica presenza scenica, dall’eloquio che sa essere potente e/o suadente a seconda dei personaggi con i quali si deve confrontare e in base agli scopi da raggiungere. Straordinario nelle parti monologanti.

Accolto molto favorevolmente dal pubblico della prima milanese con ripetute chiamate, lo spettacolo sarà in replica fino al 30 novembre. In calce i crediti, il trailer e le info per acquisto biglietti.

Visto il 12 novembre 2025

(Carlo Tomeo)

Piccolo Teatro Strehler (Largo Greppi – M2 Lanza), dal 12 al 30 novembre 2025

Riccardo III

di William Shakespeare, traduzione Federico Bellini 
adattamento Antonio Latella e Federico Bellini, regia Antonio Latella 
con Vinicio Marchioni 
e con Silvia Ajelli, Anna Coppola, Flavio Capuzzo Dolcetta, Sebastian Luque Herrera, Luca Ingravalle, Giulia Mazzarino, Candida Nieri, Stefano Patti, Annibale Pavone, Andrea Sorrentino 
dramaturg Linda Dalisi 
scene Annelisa Zaccheria, costumi Simona D’Amico, musiche e suono Franco Visioli, luci Simone De Angelis, foto Gianluca Pantaleo
regista assistente e movimenti Alessio Maria Romano, assistente volontario Riccardo Rampazzo 
produzione Teatro Stabile dell’Umbria, LAC Lugano Arte e Cultura

Orari: da martedì a sabato, ore 19.30; domenica ore 16; lunedì riposo. Durata: 2 ore e 40 minuti compreso intervallo

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org

Categorie RECENSIONI

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