
Dal 23 al 28 settembre si svolgerà la seconda edizione di Slash, il festival multidisciplinare di ricerca sull’accessibilità nelle arti performative che si caratterizza per la continua sensibilizzazione e divulgazione sulle tematiche legate alla visione della disabilità nella nostra società, con momenti di confronto e scambio tra professionisti, artisti e pubblico e la diffusione di esperienze e pratiche nazionali e internazionali, laboratori e incontri che si terranno nei quartieri milanesi di Baggio, Calvairate, Quarto Cagnino e San Siro.
Il festival sarà anticipato dallo spettacolo immersivo «Il giardino segreto» di ArteVOX, dedicato a un pubblico di persone neurodivergenti articolato in cinque incontri che si terranno presso la Fondazione Don Gnocchi. I partecipanti e i loro accompagnatori esploreranno con tutti i sensi i 5 regni del creato – animali, piante, mare, cielo e minerali -, costruendo un proprio kit per fare amicizia con l’universo.
La rassegna si aprirà martedì 23 settembre, Giornata mondiale delle lingue dei segni, nella Biblioteca rionale di Baggio, con «Favole senza parole» a cura della Compagnia Teatrale Senza Parole dell’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi di Milano. Il workshop sarà accessibile a bambini dagli 8 anni in su, condotto nella Lingua dei segni italiana e tradotto in italiano, rendendosi accessibile a tutti (dalle 17 alle 18.30). Ci si sposterà di poco, al Parco Anselmo da Baggio, antistante la biblioteca per «AperiSegno», aperitivo in LIS accessibile anche a persone sorde segnanti o ipoudenti: l’iniziativa è nata a Bergamo nel 2016 con l’obiettivo di diffondere la lingua dei segni attraverso la convivialità e divertenti giochi in cui la voce sarà sostituita dai segni e dalle espressioni facciali, l’alfabeto diventerà manuale e il telefono senza fili non sarà più sussurrato all’orecchio ma trasmesso visivamente (dalle 18 alle 20). Sempre il 23 settembre, alle 20.15 la Biblioteca Rionale di Baggio ospiterà «Je vous aime», di e con Diana Anselmo, artista e performer non udente e con Sara Pranovi, interprete LIS, nella veste di attrice. La lectio performance è l’esito di una ricerca storica sviluppata da Diana Anselmo in differenti archivi e realizzata a Torino in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e con l’Institut National des Jeunes Sourds e l’Istituto Italiano di Cultura a Parigi. La performance è un’indagine sulla relazione tra il primo cortometraggio della storia e le vicende della comunità sorda. Il corto fu realizzato nel 1891, quattro anni prima della proiezione dei fratelli Lumière, da Georges Demenÿ. L’immagine sul muro, incerta e poco illuminata, ritrae per meno di un secondo il volto dello stesso Demenÿ nell’atto di pronunciare la frase «io vi amo». Anselmo e Pranovi porteranno sulpalco un’azione scenica multimediale che si muoverà tra parole, slide, videotestimonianze in LIS e visual sign per dare spazio a temi come la discriminazione nei confronti dei sordi e la tendenza a considerare la lingua parlata come superiore.
Giovedì 25 settembre, alle 20.45, Dancehauspiù ospiterà «Let me be», spettacolo di danza con Giuseppe Comuniello (danzatore sordo) e Camilla Guarino. Il progetto è nato dall’urgenza dei due danzatori di sperimentare come possa svilupparsi la descrizione di uno spettacolo di danza, e più in generale di qualsiasi opera d’arte, a una persona non vedente. Lo spettacolo sarà accompagnato da un’audiodescrizione poetica, interpretata dal vivo da Giulia Campolmi, che renderà la performance accessibile anche a persone cieche e ipovedenti. Sarà possibile fruirne attraverso delle audioguide consegnate al momento dell’ingresso a teatro.
Venerdì 26 settembre, sempre alle 20.45, a Spazio Teatro 89 di Quarto Cagnino è atteso il one woman show «R.OSA, dieci esercizi per nuovi virtuosismi», spettacolo finalista del Premio Ubu nel 2017, diretto da Silvia Gribaudi, coreografa che con ironia dissacrante porta in scena l’espressione del corpo, della donna e del ruolo sociale che occupa. La protagonista, che nella sua performance si ispira alle opere di Botero e alle immagini di Jane Fonda negli anni ’80, è Claudia Marsicano, talentuosa performer che si distacca da ogni etichetta. Lo spettacolo sarà presentato per la prima volta in Lombardia e per la seconda in Italia nella versione accessibile ad un pubblico di persone cieche e ipovedenti grazie alla presenza dell’audiodescrizione poetica di Marta Olivieri.

Claudia Marsicano © Gianfranco Rota
Sabato 27 settembre, alle 10, allo Spazio Teatro 89, debutterà «Fiabe italiane», spettacolo di teatro ragazzi di ArteVOX (dai 5 anni in su): in scena saranno rappresentate tre fiabe scritte da Italo Calvino, in cui i diritti dei bambini sono violati. Paola Galassi, diretta da Anna Maini, interpreterà innumerevoli personaggi, affiancata da un interprete Lis (per bambini dai 5 anni in su). Lo spettacolo è inserito nella rassegna «Sciroppo di teatro Milano e dintorni» che coinvolge più di dieci teatri, compagnie e comuni. Il concept è il teatro come “medicina” prescritta dai pediatri a bambini e famiglie. Il progetto, nato in Emilia-Romagna nel 2021 da un’idea di Silvano Antonelli e realizzata da Ater Fondazione, è promosso da Fondazione di Comunità Milano, Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald Italia e Teatro del Buratto di cui Sciroppo di Teatro è partner: lo spettacolo è inserito nel programma che partirà a settembre e si concluderà a maggio 2026 con una grande festa. Il pomeriggio ci si sposterà al Parco delle Cave per «Alberi maestri», performance itinerante ed esperienziale alla scoperta del mondo degli alberi e delle piante, principio e metafora della vita, a cura di Campsirago Residenza, centro nazionale di ricerca e produzione delle arti performative nel paesaggio e per l’infanzia (alle 15 e alle 17). Guidato da un performer, il pubblico vivrà un’intensa esperienza sonora, poetica e visiva che lo condurrà verso una consapevolezza empatica ed emozionale nei confronti della comunità vegetale, gli esseri viventi più antichi del pianeta. L’associazione culturale Fedora garantirà l’accessibilità a persone con disabilità sensoriali dai 12 anni in su attraverso mappe tattili e testi in braille (massimo 40 partecipanti, due repliche). Sempre il 27 settembre, alle 20.45, Spazio Teatro 89 nel quartiere Quarto Cagnino ospiterà «Foresto» a cura di Babilonia Teatri. Tratto da «La notte poco prima delle foreste» di Bernard-Marie Koltès, porta in scena un incontro tra tre lingue: LIS, italiano e veneto; tra lingua scritta e orale; tra LIS e musica elettronica. Un attore, un performer Lis e un musicista daranno vita a una creazione ibrida dove le differenze esplodono per potenziarsi a vicenda. Accessibile a un pubblico di persone non udenti.
Domenica 28 settembre, dalle 10 alle 11, al Parco delle Cave di Baggio, si terrà il «Laboratorio danceability», un progetto di ArteVOX, condotto da Anna Maini e Eleonora Colombini, accessibile anche persone con disabilità motoria, dai 4 anni in su. Dalle 15 alle 17, Mare Culturale Urbano in via Quinto Cenni (zona Quarto Cagnino/San Siro) ospiterà «Bodies», laboratorio di teatro di figura e ombre di Consorzio Balsamico, accessibile anche a persone neurodivergenti. Il progetto mira a creare un luogo di dialogo e relazione intorno al tema del corpo, usando l’approccio di un atelier. Dalle 16 alle 18, nella stessa location, spazio alla tavola rotonda dedicata al tema dell’accessibilità come pratica trasformativa degli eventi culturali, di festival, stagioni teatrali rivolta a professionisti del settore e pubblico interessato. Interverranno: Elia Zeno Covolan, membro di Al.Di.Qua.Artists e consulente per l’accessibilità del festival, Elisabetta Consonni, direttrice artistica di Orlando Festival di Bergamo, Fabiana Sacco, direzione di Spazio Kor, laboratorio di pratiche accessibili di Asti, Anna Consolati, project manager del Festival Oriente Occidente di Rovereto. L’incontro sarà accessibile ad un pubblico di persone non udenti tramite interpretariato LIS. Il festival terminerà con una festa caratterizzata da un «Aperitivo in silenzio», organizzato, dalle 18.30 alle 20.30, da Laboratorio Silenzio, occasione per le persone udenti di esercitarsi nella Lingua dei Segni. L’evento è accessibile a persone udenti e non.
Ingresso gratuito con prenotazione consigliata a laboratori e incontri.
Biglietti per «Let me be», «R.OSA», «Fiabe italiane», «Alberi maestri» e «Foresto» a 5, 8 e 12 euro secondo la formula «pay what you want», (sarà lo spettatore a decidere quanto pagare).
Ingresso gratuito per persone con disabilità secondo la formula pay what you want, per accompagnatore/trice
In copertina: Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino – © Federico Malvaldi
