“Improvvisamente l’estate scorsa” al Teatro Carcano – Recensione

La capacità di rendere appassionante ai nostri giorni un classico del teatro americano del ‘900. Il merito è del singolare adattamento ricco di simboli di Stefano Cordella e della portentosa capacità attoriale di tutti gli artisti in scena a cominciare da una strabiliante Laura Marinoni e da una sorprendente Leda Kreider. A dire il vero la cosa era prevedibile al momento della lettura del cast impegnato nell’impresa e però proprio per questo, visto il risultato che ha superato le migliori aspettative, la sorpresa è stata ancora più piacevole. “Improvvisamente l’estate scorsa” è la seconda delle opere che si richiamano alla biografia dell’autore (l’altra è lo “Zoo di vetro”, rappresentata nel marzo scorso sempre al Teatro Carcano sotto la direzione di Pier Luigi Pizzi). In entrambi i testi Tennessee Williams si era ispirato alla dolorosa situazione della sorella Rose che a causa di problemi psichici fu sottoposta a un intervento di lobotomia.

Protagonista della pièce è la ricca e anziana Mrs. Violet Venable (Laura Marinoni) che ha perso l’amato figlio Sebastian in circostanze non chiare mentre era in viaggio in Spagna con la cugina Catherine (Leda Kreider) e ora si rivolge allo psichiatra Cukrowicz (Edoardo Ribatto), promettendogli una grossa ricompensa, perché sottoponga a lobotomia la ragazza affetta da disturbi emotivi in quanto teme che possano venire alla luce le circostanze e le motivazioni, che lei già sospetta quali possano essere, della morte del figlio e che potrebbero macchiargli la buona reputazione. Nell’incontro con il medico la donna descrive la figura di Sebastian che amava il bello, scriveva una poesia all’anno durante la bella stagione, era appassionato di giardinaggio e coltivava piante rare tra le quali la “Trappola di Venere” che era carnivora e che veniva alimentata con moscerini. La donna aveva lasciato il coniuge per vivere completamente e più intensamente la propria vita in simbiosi con quella del figlio, insieme compivano viaggi frequentando località e hotel di lusso, ma ricorda anche i momenti vissuti sulle spiagge dove si schiudevano le uova delle tartarughine che, nel momento in cui queste correvano verso il mare, venivano divorate dagli uccelli predatori. La vita sa essere crudele perché lo stesso Dio può esserlo. E la morte del buono Sebastian agli occhi della madre non può che essere stata violenta. Il medico sospetta che la causa dei disturbi di Catherine siano legate alle circostanze che hanno visto la morte di Sebastian che possono essere state di natura tragica e il lungo interrogatorio al quale la ragazza sarà sottoposta rivelerà in un crescendo drammatico l’atroce verità.

Il dramma familiare dalle tinte torbide che adonta un rapporto al limite dell’incesto psicologico e dove la protagonista cerca in tutti i modi e con ogni mezzo di occultare una verità ritenuta troppo scomoda è trattato da Stefano Cordella con accorgimenti registici facenti capo a una recitazione che inizia quasi in sordina per poi acquisire quel ritmo proprio del thrilling che la rivelazione finale sa essere sconvolgente (e in effetti per l’epoca in cui la pièce fu scritta, 1957, e rappresentata per la prima volta, 1958, lo sarà stata senz’altro). La scena di Guido Buganza è ricca di simboli che richiamano allo stato psichico dei personaggi che si muovono sulla scena nella preoccupazione di occultare il loro vero stato d’animo. La massa di terra coperta da piante ormai morte perché non più coltivate e che occupa il centro del palco rappresenta quello che resta dopo la scomparsa di Sebastian. L’azione del presente, dove i personaggi dibattono e le due donne si sfidano verbalmente, sono all’interno di uno spazio teatrale costituito dal simbolico sipario verticale formato dal groviglio di arbusti, rami, foglie simboli delle loro menti contorte. Un sipario che si solleva all’inizio per rivelare le verità nascoste e che alla fine si riabbassa quando ormai tutto è stato rivelato ma che si preoccupa di celare nuovamente. Nel frattempo in alto sul fondale era apparso un globo che si era fatto fatto sempre più luminoso man mano che veniva disvelata la verità, quasi una luna piena che per natura, però, non può che essere mutevole come tutte le vicende umane.

Visto il giorno 11 maggio 2025

(Carlo Tomeo)

dal 7 all’11 maggio 2025

TEATRO CARCANO di Milano

IMPROVVISAMENTE L’ESTATE SCORSA
di Tennessee Williams
traduzione Monica Capuani
regia Stefano Cordella
con (in ordine alfabetico) Elena CallegariIon DonàLeda KreiderLaura MarinoniEdoardo Ribatto
scena Guido Buganza
costumi Ilaria Ariemme
disegno luci Marzio Picchetti
suono Gianluca Agostini
assistente alla regia Noemi Radice
produzione LAC Lugano Arte e Cultura
coproduzione Teatro Carcano
partner di produzione Gruppo Ospedaliero Moncucco

foto Luca Del Pia

Improvvisamente l’estate scorsa è presentata per gentile concessione della University of the South, Sewanee, Tennessee

Categorie RECENSIONI

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