
Una divertente commedia sull’universo femminile indagato a trecento sessanta gradi nelle sue peculiarità in un contesto che, partendo dal desiderio di maternità, arriva a toccare altre tematiche, anche scottanti, del nostro vivere odierno.
La Marta del titolo, interpretata da Venusia Zampaloni è una donna single in carriera. É proprietaria di un signorile appartamento nella zona chic di Milano City Life e, attraverso la finestra del bovindo, ne gode il panorama. É allungata sul divano e, seguendo annoiata un notiziario televisivo, si imbatte nella notizia che la pop star australiana Natalie Imbruglia ha partorito a 44 anni un bambino con la fecondazione assistita. Negli ultimi tempi Marta aveva iniziato a sentire forte il desiderio di maternità ma vi aveva dovuto rinunciare perché, nonostante le diverse relazioni avute, non era riuscita a trovare un uomo con il quale costruire un rapporto duraturo con il quale fare famiglia. La notizia appresa ora in televisione fa maturare il lei il desiderio di emulare la Imbruglia e di diventare una madre single. Ne parla con la foto della mamma defunta che campeggia su un mobiletto chiedendole un parere ma immagina anche il tenore (negativo) della risposta della donna. Il parere reale glielo fornirà però l’amica Camilla (Monica Faggiani) che irrompe nell’appartamento, ansiosa di sapere come era andato l’appuntamento con Giulio, il nuovo fidanzato di Marta e, nell’apprendere che la cosa si era conclusa negativamente, rimprovera l’amica accusandola di essere troppo esigente. La rimprovera ancora di più quando viene a conoscere l’intenzione dell’amica di diventare madre ricorrendo alla fecondazione assistita e le fa notare che, aldilà di qualsiasi discorso di carattere morale, la cosa in Italia è vietata dalla legge. Ma c’è un altro motivo che ha fatto correre Camilla a casa di Marta: la notizia che il proprio figlio Luca (Emanuele Baldoni), ormai ventenne e impegnato a Roma come protagonista in una fiction televisiva, è arrivato per un breve soggiorno a Milano. Questa “new entry” nella vita di Marta porterà a una serie di azioni che sconvolgeranno la vita dei protagonisti della vicenda e che coinvolgerà anche Francesca (Sofia Guidi), la fidanzata milanese di Luca e Barbara (Emanuela Capizzi) l’amica sessantenne che “cresciuta a pane e patriarcato”, come dice la femminista Camilla, si è liberata ora da quei freni inibitori che avevano impedito di esprimere pienamente la sua esuberanza giovanile e adesso cerca di recuperare il tempo perduto con atteggiamenti da fatalona, mentre dispensa consigli su come cogliere il meglio dalla vita.

Questi sono i punti essenziali della commedia di Lorenzo Allegrini che ha avuto un grosso successo di pubblico nelle Marche e ora è in scena a Alta Luce Teatro per questo week-end. L’argomento della fecondazione assistita, uno dei temi più scottanti nel nostro paese, viene affrontato nella pièce con toni apparentemente leggeri perché affidato a dialoghi e a situazioni divertenti che portano al riso ma inducono però a riflettere, tanto più perché legato anche a quello dell’identità di genere, quali possono essere il coming out, le unioni civili di persone dello stesso sesso, le adozioni a loro vietate. Né vengono tralasciate problematiche quali la necessità di ricerca d’amore specialmente quelle di persone più agèe che spesso si cerca di risolvere utilizzando app telefoniche come Tinder, o anche ricorrendo ai cosiddetti toy boys (usanza, questa, stigmatizzata dal patriarcato imperante nella nostra società che critica la donna che ne fa uso mentre l’accetta nell’uomo che si accompagna a donne di gran lunga più giovani di lui).
Ironia, battute fulminanti, ma anche satiriche che il buon intenditore sa cogliere, si rincorrono a un ritmo vertiginoso dove l’equivoco regna sovrano a determinare una serie di sorprese, di colpi di scena, e soprattutto di falsi indizi che l’autore ha disseminato per sviare l’attenzione dal finale, che è, quello sì, inaspettato (di più non appare lecito raccontare per evitare di incorrere nello spoiler).
A dirigere con padronanza questo ricco materiale è il bravo Alberto Oliva che ha saputo scegliere i tempi più adeguati per ben alternare i momenti comici con quelli più riflessivi, forte dell’esperienza di altre sue precedenti regìe sia di pièce brillanti come, per esempio, “L’anno sabbatico” e “Una mamma di troppo” sia di testi drammatici come “Paura”, in cui aveva già dimostrato la propria poliedricità nel sapere alternare con pari bravura la direzione di lavori teatrali di genere completamente opposto. Bravura condivisibile con gli interpreti della commedia, molto affiatati tra di loro e perfettamente inseriti nei propri ruoli.

Accolto molto favorevolmente con calorosi applausi dal numeroso pubblico, lo spettacolo è in replica questa sera alle 20,30 e domani alle ore 17,00. In calce le INFO relative ai crediti e alle modalità per l’acquisto dei biglietti.
Visto il giorno 24 gennaio 2025
(Carlo Tomeo)
MARTA VUOLE UN FIGLIO
di Lorenzo Allegrini – regia Alberto Oliva – con Emanuele Baldoni, Emanuela Capizzi, Monica Faggiani, Sofia Guida, Venusia Zampaloni – disegno Luci Michele Cimarossa – assistente alla regia Sofia Guida – foto Giulio Brega
Alta Luce Teatro Alzaia Naviglio Grande, 190 – Milano
Date e orari: Venerdì 24 e Sabato 25 Gennaio ore 20.30 – Domenica 26 Gennaio ore 17.00
Prezzi: Intero: 15€ +2€ tess. associativa – ridotto under 25 e over 65: 12€+2€ tess. associativa
Info e prenotazioni: Telefono 3487076093 – alt@altaluceteatro.com
