
21 gennaio > 2 marzo | sala Shakespeare
Amadeus
di Peter Shaffer
uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
traduzione Ferdinando Bruni
con Ferdinando Bruni, Daniele Fedeli, Valeria Andreanò, Riccardo Buffonini, Matteo de Mojana, Alessandro Lussiana, Ginestra Paladino, Umberto Petranca, Luca Toracca
luci Michele Ceglia, suono Gianfranco Turco
costumi Antonio Marras
assistente ai costumi Elena Rossi
realizzazione costumi Elena Rossi, Alessia Lattanzio, Monica Fedora Colombo, Grazia Ieva
realizzazione scene Marina Conti, Giancarlo Centola, Tommaso Serra
produzione Teatro dell’Elfo
si ringrazia Corti Giuseppe Tessiture Jacquard
prima nazionale
Nella fucina dell’arte la bontà non conta niente
Amadeus, la nuova produzione del Teatro dell’Elfo debutta in prima nazionale il 21 gennaio 2025. La storia, o meglio, la leggenda è nota: Antonio Salieri, maturo e affermato musicista, avvelena per invidia il giovane genio Mozart. A renderla universalmente celebre fu il film di Miloš Forman, che quarant’anni fa si aggiudicò otto premi Oscar. La pellicola si basava sulla pièce di Peter Shaffer (autore anche della sceneggiatura) che aveva avuto un grande successo prima al National Theatre di Londra nel 1979 e poco dopo a New York, ottenendo numerosi premi tra cui i Tony Award come miglior spettacolo, miglior regia a Peter Hall e miglior attore protagonista a Ian McKellen.
Per il loro spettacolo Ferdinando Bruni e Francesco Frongia scelgono questo capolavoro che ha il ritmo, la profondità e la tensione di un classico e gli imprimono l’andamento di un capriccio allucinato e sontuoso. Ferdinando Bruni è Salieri che, attraversando le età della vita, come un deus ex-machina evoca dal passato i personaggi della ‘sua’ storia. Accanto a lui Daniele Fedeli, l’attore-rivelazione di Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte nel ruolo del giovane e irriverente Mozart. Antonio Marras torna a collaborare con l’Elfo dopo la bellissima esperienza di Edipo Re, per vestire gli interpreti con sontuosi costumi di un ‘700 immaginario. La scena è un salone che il delirio di Salieri trasforma in labirinto (complici le proiezioni di una fantasmagorica lanterna magica), un sogno che piano piano assume i contorni perturbanti di un incubo. Accanto ai protagonisti: Riccardo Buffonini, Matteo de Mojana, Alessandro Lussiana, Ginestra Paladino, Umberto Petranca, Luca Toracca, attori spesso presenti nelle nostre produzioni dell’Elfo e la giovane Valeria Andreanò, nel ruolo di Constanze, la moglie di Mozart.
La leggenda che Peter Shaffer rielabora nel suo testo forse si basa su voci e pettegolezzi dell’epoca (ma gli storici, in linea di massima, non le accreditano nessun fondamento); più probabilmente nasce da un’invenzione di Puškin che nel suo microdramma Mozart e Salieri ci racconta per la prima volta la favola.
Antonio Salieri è, meritatamente, uno dei più famosi compositori della sua epoca, vive in una posizione di assoluto privilegio, le sue opere sono note e apprezzate, è un artista raffinato, stimato e riconosciuto. Niente e nessuno dovrebbe preoccuparlo. È arrivato a occupare questa invidiabile posizione grazie a un patto fra lui e Dio: devozione in cambio di successo. O almeno questo è quello di cui è convinto. Il primo sintomo di una follia che lo porterà a vedere nel genio di Mozart un tradimento del Creatore nei suoi confronti.
Mozart rappresenta per la sua epoca (e non solo) la modernità. Le sue idee, il suo personaggio, la sua musica sono ancora oggi fonte di meraviglia e studio. Salieri riconosce in Mozart l’unicità del genio. Dio non ha tenuto fede al patto: ora è Amadeus lo strumento che il Creatore usa per far sentire la sua voce sulla terra. E allora che sia guerra fra Antonio Salieri e il suo Dio: il campo di battaglia sarà Mozart. Inizia così un lento e meticoloso lavoro di demolizione delle possibilità di affermazione del giovane Mozart, piano piano, senza mai esporsi, fino all’annientamento, fino alla morte.
Il testo Shaffer inizia a Vienna nel 1823, Antonio Salieri, vecchio, dimenticato e prossimo alla morte, ripercorre la vicenda del suo tragico rapporto con Mozart – Ama-deus, colui che ama Dio e che da Dio è amato – conclusasi con la morte del giovane e geniale compositore trent’anni prima. Peter Shaffer inventa un ‘capriccio’ allucinato e potente, sicuramente non un testo ‘storico’, ma un apologo sull’invidia, con un capovolgimento finale che sposta il senso della leggenda creata da Puskin: è ovvio che Salieri, mediocre anche nella cattiveria, non ha avvelenato Mozart, la sua malvagità non è arrivata fino a questo punto, ma farà qualsiasi cosa perché tutti lo credano, in modo che il suo nome possa essere legato in eterno a quello del salisburghese e che questo delitto non commesso gli conceda l’immortalità.
Teatro Elfo Puccini, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano
Orari: mart., merc., giov. e sab ore 20.30 | ven. ore 19.30 | dom ore 16
Prezzi: intero € 38/34 | <25 anni € 15 | >65 anni € 20 | online da € 16,50
Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021
