Compagnia Sanpapié in “Stand By Me” in Campo Teatrale a Milano – Recensione

Ultimo giorno di rappresentazione in Campo Teatrale del fortunato spettacolo di danza “Stand By Me” del Gruppo Sanpapié, ispirato all’autobiografia del pluriomicida seriale inglese Dennis Nilsen che, prima di essere scoperto e condannato all’ergastolo, uccise tra il 1978 e il 1983 almeno dodici giovani uomini. Nilsen aveva trentatré anni quando attirò nel suo primo appartamento londinese la prima vittima, un quattordicenne incontrato in un pub che strangolò poi nel sonno per timore che, una volta svegliato, potesse andarsene via. Il corpo fu poi trattato e accudito come se fosse ancora vivo e, nei giorni successivi, lavato, messo a sedere a tavolo durante i pasti e collocato nel letto a dormire accanto a lui fino ai giorni successivi quando iniziò il processo di putrefazione che rese necessaria la distruzione totale dei resti poi sepolti in giardino. Da allora iniziò a rendersi necessaria la ricerca di altri uomini che venivano attirati nell’appartamento per subìre quindi lo stesso trattamento. Queste informazioni vengono date da una voce fuori campo che introduce lo spettacolo in cui sono protagonisti Sofia Casprini, Gioele Cosentino e Matteo Sacco che danzano la coreografia di Lara Guidetti, anche regista.

In una scena sgombra da elementi e avente sul fondale solo tre sedie e l’immagine di una spirale fissa, simbolo del flusso degli eventi che si susseguono in una rappresentazione di distruzione e creazione secondo il rituale seriale del killer, i tre artisti danzano, con movimenti sincopati e ripetitivi, a rappresentare la reiterazione delle azioni omicide del Killer che è personaggio presente nei corpi dei tre i quali diventano di volta in volta assassino e vittima a fronte di una terza figura che, facendosi specchio, riflette l’immagine degli altri due corpi (Nilsen racconta nella sua autobiografia che nella sua perversione amava guardare in una serie di grandi specchi il proprio corpo abbracciato a quello della sua vittima di turno). E le tragiche maschere che coprono i volti dei tre non sono elementi che servono a nascondere uno stato d’animo ma, al contrario, sono espressioni della sofferenza per una solitudine subìta e non accettata. Da qui il titolo dello spettacolo, ribadito anche dalla voce di Ben E. King nella sua celebre canzone. Così come lo sono il brano “Silence is Sexy” degli Einstürzende Neubauten e il canto straziato della voce inconfondibile di Diamanda Galas. Gli stessi costumi indossati non sono identificativi di un personaggio preciso perché assumono il senso dell’intercambiabilità. Così nelle varie fasi della performance, ora lente, ora dinamiche, in sintonia con le musiche oltre che con le luci fiondate da vari punti e, in un episodio particolarmente convulso, intense e intermittenti provenienti dagli angoli del pavimento, si rappresentano gli omicidi perpetrati da Nilsen, la cura dei cadaveri che vengono lavati e ricomposti, forzati ad assumere figure da conviviali cercando di mettergli, in mano, ma inutilmente, una tazza (di thé?). E trova spazio anche la rappresentazione del quadro “La zattera della Medusa” di Théodore Géricault che raffigura un momento degli avvenimenti successivi al naufragio della fregata francese Méduse, avvenuto il 2 luglio 1816 davanti alle coste dell’attuale Mauritania e che turbò Nilsen per tutta la vita sia per l’immagine di un vecchio che tiene tra le braccia il corpo di un giovane deceduto sia per quella degli uomini dai corpi smembrati: pietismo e desiderio di protezione mescolato a necrofilia.

La rappresentazione di questa vicenda angosciante tratta da una macabra storia vera, figlia di uno stato di solitudine e di timore dell’abbandono, l’assenza di libertà personale, il rifiuto nella società inglese degli anni ‘80 nei confronti dell’omosessualità (e viene diffusa in una scena, quasi per ironia, il “God Save the Queen”), alla fine si conclude con i protagonisti che si spogliano degli abiti ingombranti per rivelarsi nel loro essere fisico quasi alla ricerca della libertà negata. Si siedono sulle sedie, si tolgono le maschere ma questa volta è un velo a ricoprire i loro volti rendendoli anonimi e sembrano interrogare gli osservatori. Una performane composta da tante altre, una per ogni brano musicale, una per ogni omicidio commesso dal killer, che si sviluppa in una recitazione dove la parte parlata è sostituita dalla gestualità e dai passi di danza non meno parlanti e espressivi della stessa parola

Lo spettacolo ha ricevuto un lusinghiero successo da parte del pubblico presente che ha applaudito con entusiasmo. Durata applausi: 1min circa

Ultima replica oggi alle ore 18,30. INFO per acquisto biglietti in calce all’articolo

Visto il giorno 14 dicembre 2024

(Carlo Tomeo)

(Video di proprietà della Compagnia Sanpapié)

Compagnia Sanpapié in Stand by me

10 – 15 dicembre 2024 @ Campo Teatrale Milano

Coreografia e regia Lara Guidetti – con Sofia Casprini, Gioele Cosentino, Matteo Sacco – Drammaturgia Saverio Bari in collaborazione con Gianluca Bonzani – Elaborazioni sonore Marcello Gori – Maschere Maria Barbara De Marco – Scenografia Maria Croce – Costumi Fabrizio Calanna – Foto Lorenza Daverio

Date e orari Da martedì 10 a domenica 15 Dicembre 2024

Martedì ore 20.00; Mercoledì, Giovedì e Venerdì ore 21.00; Sabato ore 19.30; Domenica ore 18.30

Luogo Campo Teatrale, via Cambiasi, 10 Milano (MM2 Udine / Linee bus 55-62)

Biglietti Intero € 26; ridotto € 16/ € 12 + prevendita acquistabili online; presso gli uffici in via Casoretto, 41/a dal lunedì al venerdì 15.00 -19.00; presso la biglietteria del teatro in via Cambiasi, 10 solo nei giorni di spettacolo mezz’ora prima dell’inizio. – Infoline: Tel 02 26 11 31 33

Categorie RECENSIONI

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