“Central Park West” al Teatro San Babila – Recensione

Antonello Avallone è presente al Teatro San Babila con il suo nuovo spettacolo, l’adattamento di “Central Park West” di Woody Allen, il cui testo era inedito nel nostro Paese. Avallone, com’è noto, è un grande ammiratore dell’autore e regista statunitense e ne mise in scena per la prima volta alcune stand-up comedy che riscossero grande successo tanto che, così racconta, Allen gli concesse i diritti per la rappresentazione delle sue opere fino a riservargli l’esclusiva per la versione teatrale del film “La dea dell’amore”. “Central Park West” è ambientato nella Manhattan dei nostri anni in una società che appartiene all’Upper Side Class e vede protagonista Howard (Antonello Avallone), uno scrittore che ha pubblicato un solo romanzo rivelatosi un flop, vittima di psicosi maniaco-depressiva e sposato con Carol (Flaminia Fegarotti), una donna che appare svampita e ingenua ma che in realtà è sicura di sé nella rincorsa di amori extraconiugali, come quello che prova per il suo attuale amante segreto con cui ha una relazione da cinque anni.

La vicenda si svolge interamente nel soggiorno della psicanalista Phyllis (Elettra Zeppi). La scena minimalista è composta da due divani, sedie, piccolo tavolo e sul fondale il bancone del bar che, come si vedrà, sarà molto frequentato e che ha alla base una gigantografia di Groucho Marx, attore molto amato da Allen e anche citato dalla donna durante un suo dialogo. Phyllis è nervosa, si muove con agitazione: suo marito Sam (Claudio Morici Maria) ha deciso di separarsi da lei perché è innamorato di un’altra donna. Ha lasciato la sua valigetta contenente documenti di lavoro con l’intento di tornare a prenderla più tardi. Il campanello d’ingresso suona ripetutamente, e con insistenza, fino a che la donna si decide ad aprire la porta aldilà della quale appare Carol che aveva ricevuto dall’amica un messaggio con la richiesta d’aiuto. Quando Phyllis le rivela ciò che le è accaduto, un’ambigua agitazione coglie la donna. Si scoprirà a breve che è lei l’amante segreta di Sam. La conversazione tra le due diventa convulsa e si complica quando arriva Howard, reduce dal ricovero del padre anziano e malato in una casa di cura e lì sopraggiunto per riaccompagnare la moglie a casa. A buttare benzina sul fuoco è l’arrivo di Sam, venuto a riprendersi la valigetta. E qui una sarabanda di accuse e rivelazioni sulle numerose avventure vissute dal fedifrago gettano ulteriore scompiglio fra i quattro. Battute esilaranti e paradossali tipiche di Woody Allen, e qui pronunciate principalmente da Howard, si susseguono a un ritmo incalzante. Sarà l’arrivo a sorpresa della giovane Juliet (Angelica Duccilli) a dare un corso imprevisto alla vicenda.

La pièce messa in scena da Antonello Avallone è metafora (e critica sottilmente feroce) della vita condotta nella nostra epoca da persone di mezza età appartenenti alla ricca borghesia che conduce un’esistenza appagata solo all’apparenza, mentre è vittima d’infelicità, e che ricorre a palliativi per riempire il vuoto esistenziale del quale è affetta. E in questo Woody Allen è maestro esemplare nel descriverne gli esemplari il cui rappresentante tipico è un modello, che è il personaggio principale dei suoi lavori e ai quali sovente lui stesso ha dato volto. E lo fa come è noto con l’ironia tipica dell’uomo ebreo trapiantato nella New York del benessere perché l’ironia, come la satira, è la migliore arma per raggiungere il bersaglio. Antonello Avallone porta in scena questa tipologia usando la chiave interpretativa di Allen sia nell’eloquio che nella gestualità, senza cadere nell’imitazione ma mantenendo la sua precisa impronta personale e questo è sicuramente più che lodevole. In tal senso momenti particolarmente riusciti di questa commedia sono quelli della mimica di Howard che si spaventa allo sparo inaspettato di una pistola o il modo di come si svolge una telefonata con la signorina che lui crede essere un’interlocutrice del pronto soccorso o ancora quando accampa amicizie importanti del mondo del cinema per conquistare la giovane Juliet. Perché, bisogna riconoscerlo, Howard/Woody Allen non è meno sensibile di Sam al fascino femminile e, mentre l’amico ricorre alla sua prestanza fisica per conquistare il suo oggetto di desiderio, lui usa la colta parlantina per raggiungere analogo risultato.

Accanto a un formidabile Avallone, che oltre a essere il personaggio chiave della vicenda si dimostra anche ottimo regista (bisogna ricordarlo, lui è il massimo rappresentante in Italia dei lavori di Woody Allen), sono da citare in primis le interpretazioni delle due attrici coprotagoniste, Elettra Zeppi e Flaminia Fegarotti. La prima nella parte di una nervosa, isterica donna che non risparmia sagaci battute feroci oltre che alla rivale anche al marito di questa, definito uomo flaccido e inutile. La seconda che si distingue per la sua doppia personalità esibendo bontà d’animo a fronte di un egoismo congenito. Molto bravo Claudio Morici Maria che veste i panni di Sam, l’uomo cinquantenne in crisi che vuole rincorrere attraverso le conquiste sentimentali la giovinezza passata, riuscendo comunque a rendere simpatico il personaggio che per i suoi comportamenti sarebbe esecrabile secondo la morale corrente. Encomiabile la prestazione, anche se breve, della giovane Angelica Duccilli.

La commedia, eseguita in atto unico, e questo è apprezzabile perché il ritmo non si è frammezzato, donando alla vicenda maggiore resa, ieri sera era in prima milanese ed è piaciuta molto agli spettatori che hanno gremito la sala e hanno applaudito più volte anche a scena aperta. Le uniche due repliche sono previste per questa sera alle 20:00 e domani alle ore 16:00. In calce all’articolo i crediti e le info per l’acquisto dei biglietti.

Vista il giorno 15 novembre 2024

(Carlo Tomeo)

CENTRAL PARK WEST di Woody Allen, regia Antonello AvalloneCompagnia delle Arti (Antonello Avallone, Elettra Zeppi, Flaminia Fegarotti, Claudio Morici Maria, Angelica Duccilli)

15-16 novembre ore 20 – 17 novembre ore 16 al Teatro San Babila:

BIGLIETTI: Intero 25 – Under/over 20 – 15-16 novembre ore 20 – 17 novembre ore 16

ORARI BIGLIETTERIA da martedì a venerdì dalle ore 14 alle ore 17 e un’ora prima di ogni spettacolo

TEATRO SAN BABILA Corso Venezia 2/A – 20121 Milano -Telefono 02 46513734

info@teatrosanbabilamilano.it http://www.teatrosanbabilamilano.it

Categorie RECENSIONI

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