
“Elena Guerrini è una fata che di ogni oggetto fa poesia”. È così che viene definita l’attrice nella nota di presentazione dell’installazione “Può sempre servire, non si sa mai” in scena in un angolo del foyer del Teatro Strehler fino a questa sera nell’ambito del Festival “Immersioni” 2024. E sono proprio gli oggetti accumulati in uno spazio che riproduce in piccolo l’antica casa di famiglia dell’attrice a essere i protagonisti della performance nella quale lei accoglie sei spettatori per volta in uno slot di trenta minuti.

Tanti sono gli oggetti che nello scorrere del tempo si ha timore di buttare via perché “possono sempre servire”. In realtà si sa che il pensiero che possano ancora essere utilizzati è pretestuale perché ciò che veramente impedisce di separarsi da un oggetto in disuso non è la ragione ma un più recondito sentimento: essi con la sola loro presenza riportano alla nostra mente episodi del nostro passato facendo affiorare nella nostra mente la nostalgia di un vissuto che a distanza ci sembra bellissimo e ci commuove indipendentemente dal fatto che fosse stato tutto realmente e sempre armonioso.

E così Elena ricorda i suoi ricordi d’infanzia materializzandoli attraverso gli oggetti e li racconta al suo pubblico. C’è di tutto in quella piccola casa. C’è l’angolo del salotto con un grosso divano dietro il quale i bambini usavano nascondersi coperti da un telo per creare la loro casetta esclusiva, ci sono il tavolo e le sedie della sala da pranzo che, a differenza dei giorni feriali nei quali si mangiava in cucina, veniva utilizzata solo di domenica e i pasti erano costituiti dalle tagliatelle al ragù oppure dai tortellini in brodo seguiti dal pollo per secondo. E questo avveniva non prima che si recitasse la preghiera voluta dalla nonna rendendo impazienti i bambini.

Ci si muove a fatica in quello spazio tanto numerosi sono gli oggetti sparsi in ogni angolo: lampade, collanine, catenine per recitare il rosario, oggetti da cucina, libri, quaderni di scuola, spartiti, strumenti musicali, c’è un minuscolo televisore e c’è un magnetofono ancora funzionante con le sue musicassette (si sentono canzoni degli anni ’60 “Il cielo in una stanza”, “Il cane di stoffa”…). Ci sono mobili come una cassapanca aperta in cui sono fissati santini, una scrivania, poltroncine…

Un angolo la fa da padrone perché completamente occupato da innumerevoli peluche, mentre vestiti evocativi di mode di anni diversi sono appesi qua e là alle loro grucce. E poi merletti, tanti, dappertutto, che adornano il vestito di Elena e che fanno anche d’apertura alla porta d’ingresso mentre su una parete esterna formano una cornice dove è possibile farsi fotografare (e io l’ho fotografata, Elena, che appare insieme alla scrittrice Daniela Faggion, autrice del libro “Tutto a posto!”, il cui tema è paradossalmente tutto il contrario di quanto appare all’interno della casa appena visitata).

Elena ha raccontato dei suoi genitori, di come si erano conosciuti, di quanto le hanno insegnato della vita e avrebbe avuto ancora tanto da narrare, nel suo eloquio appassionante e divertente e noi spettatori pendevamo dalle sue labbra, desiderosi di saperne ancora di più degli episodi della sua vita, come avviene ai bambini quando ascoltano incantati le fiabe. E del resto per un tempo brevissimo siamo tornati in qualche modo bambini, specialmente quelli che hanno vissuto ricordi simili durante quelli che ora ci sembrano siano stati i nostri anni migliori.

Sì, Elena aveva ancora voglia di continuare a parlarci perché era palese che tanti altri episodi del suo passato affioravano alla sua mente, ma fuori c’era l’altro gruppo che aspettava d’entrare e così ha dovuto terminare la performance che merita comunque di essere ripresa in una nuova circostanza, magari ampliandola come durata. Intanto nei giorni di presenza allo Strehler ha fatto sempre il sold out e questo è sicuramente un buon segno!
Visto il giorno 15 settembre 2024
(Carlo Tomeo)

Elena Guerrini in “Può sempre servire non si mai…” (installazione poetica e abitata ideata da Elena Guerrini) – Compagnia Creature Creative – Drammaturgia Elena Guerrini – Cura del del ben-essere Andrea Amerighi – Immagine Dario Arrighi – Cura dei numeri Yuna Canti – Scenografia Laura Claus – Costume Piero Marchionni – Cura dell’abitare Elena Piscitilli – Ingresso libero e gratuito per massimo 6 persone con slot ogni 30′ – dal 10 al 15 settembre 2024 Corner – Foyer Teatro Strehler – © Carlo Tomeo
La performance poetica abitata di Elena Guerrini sarà visibile ancora sabato 28 settembre dalle ore 19 alle ore 24 a Grosseto al Polo Culturale le Clarisse in via Chiasso delle Monache per La notte visibile delle cultura per cinque spettatori per volta in uno slot di trenta minuti.
