“Chiostri Suite” ai Chiostri Bramanteschi del Teatro Fontana

Rassegna di tre appuntamenti programmati all’interno dei Chiostri Bramanteschi adiacenti al Teatro Fontana

La stagione del Teatro Fontana riparte, come da tradizione, con la rassegna Chiostri Suite pensata all’interno degli adiacenti Chiostri Bramanteschi e riservata ad un massimo di cinquanta spettatori a replica.
Il primo appuntamento, dal 12 al 14 settembre, è con Patrizia Punzo, interprete di In nome della madre, monologo tratto dall’omonimo romanzo di Erri De Luca per la regia di Danilo Nigrelli.
Si prosegue con La monaca di Monza di Giovanni Testori, in programma dal 18 al 21 settembre per la regia e interpretazione di Ivonne Capece, per chiudere dal 25 al 28 settembre con Federica Rosellini in Hildekurt, reading elettronico dell’artista due volte Premio Ubu sulla monaca Ildegarda di Bingen in un’originale fusione con Kurt Cobain, leader dei Nirvana.

12_14 settembre ore 21.00

IN NOME DELLA MADRE

di Erri De Luca

regia Danilo Nigrelli

con Patrizia Punzo

disegno luci Luigi Biondi e Marco Maione

assistente alla regia Silvia Scotto

drammaturgia Patrizia Punzo Danilo Nigrelli

Spettacolo vincitore del bando I Teatri del Sacro

Produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale

(Foto in copertina)

La grazia non è unandatura attraente, non è il portamento elevato di certe nostre donne bene in mostra. È la forza sovrumana di affrontare il mondo da soli senza sforzo, sfidarlo a duello tutto intero senza neanche spettinarsi. (E. De Luca, In nome della madre)

In nome della madre è la storia di Maria, in ebraico Miriàm, la madre di Gesù. Non si tratta di una ricostruzione biografica della sua vita ma esclusivamente dei nove mesi che vanno dal concepimento alla nascita del figlio. La vicenda la conosciamo bene o, almeno, crediamo di conoscerla. È uno dei momenti fondanti della religione cristiana. L’angelo, i pastori, la stella cometa, il bue e l’asinello sono parte di un immaginario condiviso da tutti, credenti e non, ma qui vengono presentati in una forma totalmente inedita dal momento in cui De Luca sceglie di affrontare la vicenda dal punto di vista di Maria stessa, una ragazzina alle prese con un evento molto più grande di lei.
L’autore, profondo conoscitore dell’ebraico antico e delle Sacre Scritture nonché ateo dichiarato, si mette nei panni di un’adolescente vissuta più di duemila anni fa per farne un ritratto intimo, rispettoso e amorevole, che mette in risalto tutta la sua forza, tenacia e fede.
In nome della madre è un testo poetico ed evocativo che apre diversi spunti di riflessione: all’amore tra Maria e Giuseppe che emerge come sentimento tenero e allo stesso tempo molto terreno, fanno da contrappunto la discriminazione e l’esclusione sociale subite dalla Sacra Famiglia per eccellenza, percepita dai suoi contemporanei come strana, inaccettabile, fuori dalla legge: lei è considerata un’adultera, lui uno stupido, il bimbo il frutto del peccato. Una strana Famiglia che con le proprie scelte si è posta fuori dalla comunità dove è sempre vissuta, diventando extra-comunitaria, diversa.

NOTE DI REGIA

Lopera di De Luca non nasce come testo teatrale ma sembra avere già in sé una forza drammaturgica. Proprio perché è Maria a parlarci direttamente, a descrivere gli stati danimo suoi e di chi la circonda, è lei a condurci da Bethléem a Nazareth, è lei che ci presenta” Gesù appena nato.
La scenografia è essenziale: due sedie e due teli di stoffa. Non serve altro per raccontare questa storia.
Serve unattrice, però. Unattrice istintiva e solida, ma soprattutto generosa. Unattrice come Patrizia Punzo. Unattrice non più ragazzina, madre lei stessa, donna del nostro tempo. Sembra così lontana da Maria, dalla sua vita, e il suo non poteva quindi essere un lavoro di immedesimazione. Sin dal principio il viaggio di Patrizia verso Maria è stato complicato, pieno di dubbi.siamo partiti proprio da quelli. I suoi dubbi sono diventati quelli di Maria, le nostre incertezze sono diventate la chiave per provare ad avvicinarci a questa storia e soprattutto per trovare il modo di raccontarla. Patrizia non ci mostra Maria, partecipa la sua tenacia, la sua semplicità, la sua Fede. E questo ormai avviene ogni volta che compie questo viaggioin nome della madre. Un piccolo miracolo di cui le sono enormemente grato. (Danilo Nigrelli)

18_21 settembre ore 21,00

LA MONACA DI MONZA

di Giovanni Testori

di e con Ivonne Capece

Produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale

Una lettura performativa di grande impatto emotivo su un’opera di Testori di straordinaria bellezza. Dal carcere familiare al carcere monastico, fino al carcere penale: la storia della monaca ribelle che divenne un mito letterario.
Lo scandalo di Suor Maria Virginia, ovvero la Monaca di Monza, ha alimentato l’immaginario collettivo: accusata di aver partecipato insieme al conte Gian Paolo Osio – suo amante e padre dei loro figli – all’orribile omicidio della conversa Caterina Cassina da Meda, si difenderà dicendo di essere stata chiusa in monastero contro la sua volontà, e nel 1610, come punizione, sarà murata viva con solo un foro nella parete per ricevere aria e cibo. A liberarla, dopo tredici anni è il cardinale Federico Borromeo, colpito a tal punto da lasciarne una testimonianza scritta alla quale si ispirerà Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi.
Giovanni Testori nel 1967, dopo la pubblicazione degli atti del processo, ne riscrisse la storia, facendola diventare una delle più controverse icone femminili del suo teatro e forse voce del suo travagliato rapporto con la religione, il desiderio e l’omosessualità.

25_28 settembre ore 21,00

HILDEKURT

reading elettronico

di e con Federica Rosellini

Cosa unisce una monaca medievale e una star rock dannata degli anni ‘90? Il trittico di Chiostri Suite dedicato a tre mistiche d’eccezione, si conclude con il reading performativo ed elettronico di Federica Rosellini sulla celebre monaca medievale Ildegarda di Bingen in una originalissima fusione con il mito e le parole di Kurt Cobain, leader dei Nirvana. Un reading, una riscrittura, un concerto, una danza. L’intimo Giudizio Universale dello “Scivias” di Hildegard von Bingen si muove strisciando come nel fondo di un pozzo e incontra la musica di Kurt Cobain.

Due vite lontanissime, due miti – uno dal remoto passato e uno dal passato prossimo della nostra cultura – si fondono in un unico corpo androgino. Un dittico in due serate (seguibili separatamente o insieme) per due anime in fiamme, un’installazione selvatica in un mosaico di luci in movimento. Un inedito a solo di parole e musica elettronica suonato live da Federica Rosellini, che firma una nuova traduzione dello Scivias, performer due volte premio Ubu under35, regista e drammaturga, illustratrice e musicista.

INFORMAZIONI

DURATA SPETTACOLO 60 minuti

PREZZI

Intero 25 € – Under30 18 € – Over 65 / Under 14 12 €

Giovedì sera 22 € – Convenzioni 20 € – Scuole di teatro 12 €

Prevendita e prenotazione 1 €

Info e prenotazioni +39 0269015733 biglietteria@teatrofontana.it

www.vivaticket.com

Categorie comunicato stampa

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