
Lunedì 3 e martedì 4 giugno | sala Shakespeare
ore 20.30
Pagliacci all’uscita
di e con Roberto Latini
da Leoncavallo e Pirandello
e con Elena Bucci, Ilaria Drago, Marco Sgrosso, Marcello Sambati
musiche e suono, Gianluca Misiti
luci e direzione tecnica, Max Mugnai
produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, Compagnia Lombardi Tiezzi
Il nuovo, applaudissimo spettacolo di Roberto Latini approda all’Elfo Puccini per due sole repliche.
L’autore, performer e regista fonde la celebre opera di Leoncavallo con All’uscita di Pirandello.
«Pagliacci, dal libretto dell’opera di Ruggero Leoncavallo, con debutto a Milano nel 1892 e All’uscita, l’atto unico che Pirandello definisce ‘mistero profano’, andato in scena a Roma per la prima volta, nel 1922. Sono due testi molto diversi per stile e contenuto, ma capaci di una comune sensazione che li rende profondamente accostabili: il primo è immerso nel Verismo di fine ‘800, nella trama spietata del delitto d’onore e d’amore, il secondo è una parabola metafisica, quasi filosofica.
Sembrano, per struttura e doti, collocabili da una parte all’altra di un ponte ideale, fondamentale per la letteratura teatrale, che a cavallo dei due secoli, riesce a trasformare i percorsi sintattici in prospettive drammaturgiche; uno accanto all’altro, creano un terzo materiale, indipendente, per evocazione e compromissione: il sipario metateatreale che Pirandello aprirà sul nuovo secolo, viene scucito da Leoncavallo nel suo Pagliacci. Insieme, sono una dichiarazione d’indipendenza tra il Verismo e il teatro borghese. Il Teatro nuovo è all’indomani di una giornata di sole e coltello e di un notturno di cimitero e ombre. All’uscita da Pagliacci, è il vero appuntamento. (O da dove abbiamo mosso il nostro mare).
Quanto le scritture sceniche semineranno e raccoglieranno da lì in poi, nei nuovi cicli del Teatro, dei Teatri, sarà ciò che ci porterà nelle traiettorie del contemporaneo e in quel concetto di drammaturgia che oggi vanta una prossimità col linguaggio, più della regia stessa, o dell’occhio esterno, come indicato in tanti casi.
La drammaturgia, allora, l’occhio interno, è quanto effettivamente in esplorazione, in esplosione. Lo abbiamo imparato sezionando il concetto, la funzione, le sfumature e le possibilità. Abbiamo moltiplicato l’occasione e l’abbiamo sollecitata, in lungo e in largo.
Abbiamo ammesso i concetti di drammaturgia del testo, del suono, della scena.
Abbiamo riscritto le parole originali e riscritto anche le riscritture.
Ci siamo dotati di nuovi strumenti per cercare di definire l’indefinito e lo abbiamo fatto portandoci in proscenio, dove finisce il palco e comincia il Teatro.
Nella frequentazione del confine, la prassi è il centro e la sua periferia.
Vorremmo comprometterci, letteralmente, oltre le barriere di genere che abbiamo costruito o contribuito a creare, per necessità o politica, ridefinendo il punto di vista, attraverso il punto dello sguardo. Fluidamente.» (Roberto Latini)
Dalla rassegna stampa
Eppure lo sguardo di Roberto Latini, attore, regista e drammaturgo, riesce a fondere le due opere per creare qualcosa di nuovo, a reinventare – rimanendo tutto sommato fedele alle parole degli autori – attraverso un’immaginazione potente e sconfinata. (…) Fantasmi, giochi metateatrali, sconfinamenti tra finzione e realtà sono infatti la linfa di questo spettacolo, che lascia scivolare i suoi personaggi su un tappeto d’acqua per riflettere vite e stati d’animo, forse anche nostri. In scena un cast straordinario di attori. (Francesca De Sanctis, l’Espresso)
(…) Altrettanto eccezionale è lo spettacolo di Roberto Latini, e grande è l’interpretazione sua e dei suoi attori, Elena Bucci, Ilaria Drago, Marco Sgrosso e Marcello Sambati, uno dei pochi sopravvissuti di quella che fu l’avanguardia romana, l’avanguardia delle cantine. Latini ne è un degno erede: nello spettacolo c’è persino un momento in cui sentiamo risuonare la voce di Carmelo Bene. Latini non gli sarà mai pari perché non è e non vuole essere un personaggio, ma di sicuro pari gli è in teatro ; anzi più sottile, più raffinato. (Franco Cordelli, Corriere della Sera)
Teatro Elfo Puccini, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano
Durata spettacolo: 1 h 20
Prezzi: intero € 34 / <25 anni € 15 / >65 anni € 18 / online da € 16,50
Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021
