
RECENSIONE:
È stata presente per una settimana al Teatro Menotti la Compagnia Stivalaccio Teatro con la sua più recente opera che ha debuttato nel 2023 e che continua la sua tournée nelle varie città italiane non senza tralasciare una puntata in Francia. Lo spettacolo è prodotto dalla Compagnia stessa insieme al Teatro Stabile del Veneto, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile di Verona, con il sostegno della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e della Fondazione Teatro Civico di Schio. “Arlecchino muto per spavento” è tratto da un canovaccio della commedia dell’arte di Luigi Riccoboni molto famoso nel teatro comico francese dell’inizio 700: “Arlequin muet par la crainte”. Pare che il titolo derivasse dal fatto che l’attore interprete della parte di Arlecchino non conoscesse la lingua francese e quindi Riccoboni, pur di averlo in compagnia perché era all’epoca uno dei migliori attori sulla piazza, gli fece imparare a memoria un monologo nella lingua locale e poi gli impose di recitare solo a gesti. Il regista, nonché protagonista della maschera di Arlecchino, Marco Zoppello ha riscoperto quella commedia molto apprezzata dai francesi e l’ha riproposta per come era rappresentata allora adottando tutti i meccanismi e la recitazione della commedia dell’arte. Nove attori in scena a interpretare i personaggi tipici di quel genere teatrale: donne e uomini in borghese e naturalmente le maschere che interagiscono tra loro tra frizzi e lazzi, equivoci e paradossi, maneggi e complotti, di truffe e baruffe, il tutto condotto con un andamento veloce e ricco di sorprese. E queste sono appannaggio del pubblico che viene più volte chiamato in causa. E del resto, se ci si muove nell’ambito della commedia dell’arte, alla fine tutto diventa inevitabile, anche che uno dei personaggi tolga la giacca a uno spettatore per indossarla lui stesso.
La storia si svolge in gran parte a Milano dove arriva sotto mentite spoglie il giovane Lelio per incontrare Flamminia di cui è follemente innamorato e ricambiato. Ma la fanciulla è stata promessa da suo padre Pantalone De’ Bisognosi a Mario, il figlio della ricca commerciante Stramonia, e a sua volta innamorato di Silvia. Ai quattro infelici innamorati che vedono difficile il coronamento del loro sogno d’amore si uniscono Arlecchino, servitore di Lelio, e Violetta, la serva di Stramonia. Tutta la commedia si svolge nell’accumularsi di manovre segrete da parte degli innamorati che devono combattere contro la volontà di Pantalone e di Stramonia. E intanto Arlecchino, impaurito dal maleficio lanciatogli dal suo padrone perché non rivelasse il segreto della sua presenza a Milano, rimane muto per lo spavento. Alla fine ogni cosa sarà risolta con piena soddisfazione di tutti e la celebrazione di tre matrimoni metterà fine alla vicenda. Una trama semplice, dal taglio tradizionale, che però si rivela ricca di sorprese e di colpi di scena inaspettati, battute esilaranti, tripudio di dialetti che aggiungono colore: il bergamasco di Alecchino, il napoletano dell’oste Trappola, il romanesco di Valentina, il veneto di Pantalone e di Stramonia. E per finire la stessa Flamminia non disdegna di pronunciare qualche frase in francese, un po’ in omaggio al paese che per primo ospitò la commedia. Il tutto in un crescendo di situazioni comiche che travolge gli spettatori. Due ore e mezza che trascorrono in un fiat dove non c’è un solo attimo di noia. Fa davvero piacere lasciarsi travolgere ogni tanto in una rappresentazione di tal fatta dove ogni attimo è stato studiato alla perfezione e nel quale non esistono punti morti, cosa che a volte può succedere in uno spettacolo comico di una certa lunghezza.
Tutti bravissimi gli attori in scena e lo sono non soltanto nella recitazione verbale ma anche come musicisti e cantanti (particolarmente avvincente è il canto iniziale a cappella dove gli attori non sono ancora entrati nel personaggio) e poi nella movimentazione come la sorprendente agilità fatta di capriole e di finte cadute di Marco Zoppello nei panni di Arlecchino o il flemmatico andamento di Pantalone (Stefano Rota) e Stramonia (Anna De Franceschi) anch’essi in maschera, i saltelli impetuosi di Violetta (Sara Allevi), l’incedere elegante di Flamminia (Zelia Pelacani) i movimenti nervosi della donna milanese di cui non viene fatto il nome (Maria Luisa Zaltron) e l’andamento mellifluo da furbetto di Trappola (Pierdomenico Simone). Completano magnificamente il cast Fabio Gorgolini e Michele Mori. I ricchi costumi molto accurati di Licia Lucchese insieme alle maschere di Perocco di Meduna sono bene inseriti nella bella e funzionale scena di Alberto Nonnato realizzata in una struttura semovente e riportante due panche ai lati, utili a ospitare gli attori che cantano e utilizzano strumenti che producono musiche e anche rumori sottolineanti particolari momenti delle azioni.
Le festose accoglienze da parte del pubblico sia a scena aperta che al termine dello spettacolo hanno sancito il pieno successo della serata.
Visto il giorno 10 maggio 2024
(Carlo Tomeo)
STIVALACCIO TEATRO
ARLECCHINO MUTO PER SPAVENTO
Rappresentata al Teatro Menotti in prima Milanese dal 7 al 12 maggio 2024
Ispirato al canovaccio Arlequin muet par crainte di Luigi Riccoboni
Produzione Stivalaccio Teatro in coproduzione con Teatro Stabile di Bolzano /Teatro Stabile del Veneto / Teatro Stabile di Verona Con il sostegno della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e Fondazione Teatro Civico di Schio
Con Sara Allevi, Anna De Franceschi, Fabio Gorgolini, Michele Mori, Zelia Pelacani, Stefano Rota, Pierdomenico Simone, Maria Luisa Zaltron, Marco Zoppello
Scenografia Alberto Nonnato – Costumi Licia Lucchese
Maschere Stefano Perocco di Meduna
Durata spettacolo 150’ con intervallo
TEATRO MENOTTI Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 –
Arlecchino muto per spavento – trailer – YouTube
(Il trailer è della Compagnia e ripreso da You Tube)
