“Estate in dicembre” al Teatro Menotti – Recensione

Una madre dal nome Teresa, e questo nome, come si evince da una battuta durante la rappresentazione, appare denso di significato, e le sue tre figlie, Paloma (debole, introversa, e che, in contrasto con il suo nome, ha paura di volare), Carmen (calciatrice, all’apparenza sicura di sé, madre single della bambina Zoe tenuta lontana dalla nonna perché non venga influenzata dalle problematiche della famiglia), Alicia (pittrice dai risultati modesti e legata sentimentalmente a un uomo sposato). C’è una quarta figlia, Noemi, che vive in Argentina e che sembra essere l’unica a condurre una vita appagante corollata da una felice storia sentimentale. E poi in casa c’è la nonna Martina, suocera di Teresa, e affetta da Alzheimer. Sono le protagoniste della commedia “Estate in dicembre” della drammaturga spagnola Carolina África Martín Pajares che ha raggiunto la notorietà proprio con questo testo con il quale ha vinto il Premio Calderón de la Barca nel 2012. Unici arredi a riempire la scena vuota (ma alimentata egregiamente dalle luci disegnate da Luigi Mantovani) sono cinque sedie spostate dalle stesse attrici e, a seconda di come vengono posizionate, hanno anche la funzione di altri elementi, quali poltrone, letti, persino un water, oltre a rappresentare ambienti diversi.

Le cinque donne vivono un freddo dicembre scontrandosi nelle diverse problematiche che affliggono il loro quotidiano. Accanto a una madre che rimpiange di non essersi rifatta una vita dopo la morte del marito si muovono le sue tre figlie tutte affezionate alla nonna che peggiora con il suo male di giorno in giorno e che deve essere osservata a vista perché affetta anche da un cancro al naso che lei, stuzzicandosi le narici con le dita, provoca copiose epistassi da richiedere in quei casi l’intervento di un’ambulanza. Chi se ne occupa più attivamente è però Paloma perché le altre due sono troppo impegnate a inseguire i propri sogni artistici (Alicia) e l’educazione della figlia (Carmen). Chiuse in un ambiente in cui la malattia rende difficile i rapporti, il lamento e le recriminazioni di apparenti torti subìti ma sentiti per tali sembrano essere le uniche modalità di comunicazione, che arrivano a essere impetuose. Anche la nonna riesce a comunicare alla sua maniera la sua angoscia nei pochi momenti di lucidità. Il ricordo di un passato felice vissuto solo nei sogni incombe nel presente scialbo, in cui appare impossibile ipotizzare un futuro sereno. In un ambiente asfittico tutto sa di stantio, persino le cibarie si rivelano scadute e il conflitto che coinvolge tre generazioni si manifesta in modalità diverse che è più sentito nel rapporto tra madre e figlie e meno aggressivo in quello tra le sorelle e la nonna. Alternativamente, in un immaginario ring che le vedono protagoniste e combattenti, le donne si rinfacciano offese e angherie dalle quali ritengono di essere state vittime pur sapendo che in realtà quello è solo un sistema per colpevolizzare l’altra del proprio scontento. Eppure quella sorta di immobilismo cechoviano da cui sono affette non sembra indicare la strada per fuggire dal presente abulico e raggiungere un futuro luminoso.

Giunge il momento, però, che le sorelle troveranno la forza di parlarsi seriamente e ciascuna di esse avrà da rivelare un segreto che aveva tenuto nascosto. E infine ci penserà Noemi, la quarta sorella, a portare l’estate nel loro dicembre. Non prima, però, dell’intervento di un prefinale coinvolgente del quale non appare opportuno scrivere pena spoiler.

I difficili rapporti intercorrenti tra i membri di una famiglia, i conflitti generazionali, gli affetti, le incomprensioni, la malattia, la morte sono i difficili temi trattati in questa commedia che Carolina Africa Martin Pajares affronta con una vivacità insolita usando battute che ironizzano le situazioni anche le più incresciose, non disdegnando neppure una dose di surrealismo fino a toccare una comicità prorompente ben consapevole che anche negli argomenti emotivamente più difficili esiste una punta di spirito umoristico.

Le affiatate bravissime attrici dall’eloquio molto coinvolgente, che comprendeva non solo i dialoghi ma anche le didascalie presenti nel testo, sono state guidate dal regista Andrea Collavino il quale ha saputo conferire ritmo e dinamismo alla commedia conducendola per 80 minuti senza soluzione di continuità. Funzionale la scelta delle musiche che spaziano dal country di un banjo a una sonata di Mozart eseguita al pianoforte.

Alla sera della prima milanese, presente anche l’autrice del testo, il pubblico ha riso parecchio alle sagaci battute e ai momenti più esilaranti in una sala sold out. Repliche fino a domenica 5 maggio.

Vista il giorno 30 aprile 2024

(Carlo Tomeo)

(Video del Teatro Nazionale di Genova)

ESTATE IN DICEMBRE 

di Carolina África Martín Pajares

versione italiana Antonella Caron

con Fiammetta Bellone, Elsa Bossi, Sara Cianfriglia, Elena Dragonetti, Alice Giroldini

regia Andrea Collavino

luci Aldo Mantovani

foto Patrizia Lanna 

Produzione Teatro Nazionale di Genova dal 30 aprile al 5 maggio 

TEATRO MENOTTI  Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611    biglietteria@teatromenotti.org 

ORARI SPETTACOLI: dal martedì al sabato ore 20 – lunedì riposo

PREZZI: Intero – 32.00 € + 2.00 € prevendita Ridotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita Link d’acquisto: https://www.vivaticket.com/it/Ticket/estate-in-dicembre/212147

Categorie RECENSIONI

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