“La ragazza sul divano” al Piccolo Teatro Strehler – Recensione

© Virginia Mingolla

Dopo la prima nazionale avvenuta al Carignano di Torino è ora presente al Teatro Strehler per questa settimana Valerio Binasco con il suo nuovo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e dal Teatro Biondo Palermo, la cui direttrice Pamela Villoresi fa anche parte del cast. “La ragazza sul divano” di Jon Fosse, premio Nobel per la letteratura, è la sesta messa in scena che Binasco ha tratto dall’opera teatrale dello scrittore norvegese (l’ultima, “Sogno d’autunno” risale al 2017), esempio questo di particolare attenzione da parte del regista alle tematiche trattate da Fosse nella sua cospicua produzione letteraria e teatrale. Scritta nel 2002 la commedia fu rappresentata per la prima volta e nello stesso anno presso il Royal Lyceum Theatre di Edimburgo riscuotendo un’ottima accoglienza tanto da renderla popolare nel resto d’Europa. Argomento della pièce è una storia famigliare fatta di abbandoni, di solitudini, di inadeguatezza nel vivere, di desideri inappagati nella realizzazione di un’opera artistica (in questo caso si tratta della pittura, forma d’arte che ricorre spesso nell’opera di Fosse, si pensi per esempio alla sua ultima realizzazione letteraria, i tre volumi della Settologia). La protagonista è una donna di mezz’età (Pamela Villoresi) che all’inizio della commedia è ossessionata dal desiderio di dipingere un quadro che non riesce a concludere, malgrado i continui tentativi, perché le immagini che il pennello disegna sulla tela appaiono senza vita. “Dipingo solo quello che si vede” dichiara, riconoscendo in lei l’incapacità di riuscire ad andare oltre il visibile per penetrare nell’animo del soggetto e scoprirne l’essenza. Accanto a lei c’è un uomo (Valerio Binasco), suo marito, che cerca invano di consolarla. Il soggetto che la donna si ostina a dipingere è una ragazza (Giordana Faggiano) che appare quasi sempre seduta su un divano, assorbita da un’aria dolente, perché sente la mancanza del padre marinaio, assente continuamente da casa e che fa sentire la sua presenza di tanto in tanto e solo attraverso una cartolina spedita dai vari paesi che tocca durante le soste della navigazione. Quella ragazza è la stessa donna come era da giovane e che è visibile sulla scena in contemporanea alla presenza della donna stessa e le azioni delle due sono in sincrono anche se non comunicano direttamente perché una è l’immagine del passato dell’altra. Altri personaggi che agiscono sulla scena sono la madre della ragazza (Isabella Ferrari), una persona nevrotica che diventerà l’amante dell’uomo (Michele Di Mauro), zio delle ragazze, la sorella maggiore (Giulia Chiaramonte), dal temperamento dinamico e sensuale e, alla fine, il padre (Fabrizio Contri). Nell’evolversi della storia si chiariscono meglio le dinamiche che spingono i vari personaggi all’azione, tutte vissute in un tempo passato, mentre l’oggi è presente attraverso il ricordo della protagonista e del suo interlocutore diretto. Ne forniscono testimonianza lo stile dei componenti costituiti da un frigorifero, una lavatrice, un tavolino e naturalmente un divano, in una scena ambientata in un tinello-cucina collocabile intorno alla metà degli anni ’60 (da un disco azionato attraverso un giradischi d’epoca si espande la voce di Leslie Gore nella canzone “You Don’t Own Me”). A completare la scena e il disegno luci di Nicolas Bovey merita citare Simone Rosset creatore del particolare fondale che si va riempendo con i colori di un quadro in elaborazione, in contemporanea con i gesti della Villoresi simulanti il lavoro di pittrice e che, illuminato, rappresenta un ulteriore scenario, quello di una camera da letto vista attraverso un telino trasparente.

© Virginia Mingolla

A proposito delle tematiche e della scrittura di Fosse il regista Binasco ha dichiarato “Ogni volta ho la sensazione di trovarmi dinnanzi a un grande affresco sull’umanità, ne percepisco fortemente il senso ma non riesco a metterlo a fuoco. È come se venissi costretto a guardare solo la luce o l’ombra che c’è tra una cosa e un’altra, tra una persona e un’altra. Fosse è un autore che istiga in modo irresistibile il mio bisogno di fare teatro con delicatezza, da ritrattista, un teatro da innamorato dei volti delle persone, dei loro occhi, del loro silenzioso e spesso inutile fluire attraverso la vita” E in questo senso si è mosso il regista in questa sua nuova messa in scena. Ad aiutarlo sono i bravi attori che sono stati impegnati nell’interpretazione di personaggi dall’animo complesso, raggiungendo un ottimo equilibrio tra sensibilità e capacità espressive.

La commedia è stata accolta molto favorevolmente dal pubblico della prima milanese. Prossime repliche fino a domenica 14 aprile.

Vista il giorno 9 aprile 2024

(Carlo Tomeo)

La ragazza sul divano di Jon Fosse 
traduzione Graziella Perin
regia Valerio Binasco 
con Pamela Villoresi, Valerio Binasco, Michele Di Mauro, Giordana Faggiano, Fabrizio Contri, Giulia Chiaramonte
e con Isabella Ferrari
scene e luci Nicolas Bovey 
costumi Alessio Rosati 
suono Filippo Conti
video Simone Rosset
assistente regia Eleonora Bentivoglio
assistente scene Eleonora De Leo
assistente costumi Rosa Mariotti
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro Biondo Palermo 
In accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di Colombine Teaterförlag 

Piccolo Teatro Strehler dal 9 al 14 aprile

Orari: giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16.

Durata: 80 minuti senza intervallo

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro –

Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.or

Categorie RECENSIONI

Lascia un commento

search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close