
RECENSIONE:
Ci sono spettacoli che, per come sono stati concepiti e realizzati, sono destinati a durare nel tempo. Questo è uno di quel genere di spettacoli.
All’aprirsi del sipario appare il palcoscenico ingombro di attrezzature perlopiù metalliche, quelle che solitamente vengono usate per allestire gli scenari di una rappresentazione: scale alte fino al soffitto provviste di ruote, travi, carrelli, tralicci, tavoli. Arrivano persone lì convocate per iniziare le prove del “Re Lear” di Shakespeare e si lamentano, prima di tutti la ragazza che dovrà sottoporsi a un provino per la parte di Cordelia, a causa del ritardo del capocomico. Che arriva con aria prevaricatrice e, dopo aver fatto un breve provino alla ragazza che non lo convince, informa tutti che lo spettacolo che andrà in scena non sarà il dramma di Shakespeare ma la storia di “Moby Dick” di Melville. E tuttavia si rende conto che, essendo quella una vicenda che si svolge prevalentemente nell’oceano, appare irrappresentabile a meno che gli spettatori che vede presenti in quel momento in sala non collaborino immaginando le scene di mare aperto e quant’altro è descritto nel testo di Melville. Così a essi si rivolge direttamente dal proscenio ricorrendo alle parole prese dal prologo dell’ “Enrico V” di Shakespeare: “saranno i vostri pensieri adesso a dover adornare il nostro palcoscenico”.
È in questo modo che inizia “Moby Dick alla prova” scritto da Orson Welles e portato in scena per la prima volta nel 1955 al Duke of York’s Theatre di Londra e che il Teatro Elfo Puccini aveva adattato prevalentemente in versi sciolti nella traduzione di Cristina Viti e portato al debutto con enorme successo l’11 gennaio 2022. Ora è stato riproposto nella sede storica del Teatro dal 13 febbraio scorso con repliche fino al 3 marzo cui seguirà una lunga tournée in vari teatri italiani.
Gli attori e capocomico si trasformano da quel momento da quelli che sarebbero stati personaggi del “Re Lear” a marinai al servizio del capitano Achab (Elio De Capitani) con tutto quello che è descritto nel romanzo. L’enorme capodoglio bianco, che per questa particolarità del colore è chiamato Moby Dick, aveva strappato una gamba ad Achab il quale ora, con rabbioso desiderio di vendetta, lo insegue senza freni lungo i mari dove l’animale risulta essere stato avvistato. I marinai della baleniera Pequod, presi dal carisma del capitano, sono esaltati dalle sue grida di incoraggiamento e diventano essi stessi violenti nella caccia. Solo il primo ufficiale Starbuck (Marco Bonadei) cerca di far capire al capitano che il suo desiderio di vendetta contro un animale che aveva agito solo per difesa è ingiustificato ma le sue parole non solo non sono ascoltate ma vengono accusate di essere ritenute elementi di insubordinazione. Altri personaggi presenti nel romanzo di Melville fanno sentire la loro voce, come Ismaele (Angelo Di Genio) che sarà l’unico a salvarsi dopo l’affondamento della Pequod e che sarà il narratore di quanto è accaduto, o Pip (Giulia Di Sacco) il ragazzo di colore, piccolo di statura e impazzito a seguito di una caduta nell’oceano da dove era stato tratto in salvo dopo ore. Questi è l’unico personaggio caro ad Achab che lo vede come un figlio e verso il quale l’uomo sa mostrare qualche segno di tenerezza. E poi Il cambusiere (Cristina Crippa), commovente specialmente nel secondo tempo quando descriverà la vita dei piccoli dei capodogli che vivono nelle profondità dei mari e suggono il latte materno, o Stubb (Enzo Curcurù) dall’aria allegra e all’apparenza indifferente alle minacce.
Sul palcoscenico un impianto scenotecnico con teloni mobili sui quali sono proiettate immagini suggestive e occupato interamente da macchinari di metallo che vengono mossi in lungo e in largo dagli attori stessi che indossano semplici costumi propri delle persone di teatro alle prove e nello stesso tempo della gente di mare ideati da Ferdinando Bruni. Sul tutto vengono fiondate le luci di Michele Ceglia che, grazie all’effetto delle onde marine create da lenzuola mosse vorticosamente a simulare prima onde normali e poi tempeste vorticose che tutto sommerge, creano un effetto visivo sensazionale. E ciò acquista ulteriore valore espressivo anche grazie alle musiche eseguite dal vivo di Mario Arcari, anche attore nella pièce, e al suono di Gianfranco Turco tanto da indurre gli spettatori a contravvenire alle indicazioni fornite dal capocomico all’inizio dello spettacolo: non è necessario immaginare con la mente uno scenario marino perché questo è visibile sulla scena con incredibile naturalezza. Ottima equipe nella realizzazione di uno spettacolo fuori dall’ordinario. E naturalmente in un tale contesto non si poteva fare a meno di un cast che ne fosse all’altezza. con Elio De Capitani in primis, regista e attore instancabile che oltre a interpretare il capocomico della compagnia mentre prova il Re Lear, è un Achab ossessionato dall’idea di uccidere quel nemico dalla “forza oltraggiosa e malvagia” e per le quali si sente insultato al punto di fargli urlare “Io colpirei anche il sole se lui osasse insultarmi!”. A fargli da coro, anche in termini musicali con canti marinareschi, dieci ottimi compagni di avventura, tutti molto affiatati nelle parti dei marinai che non temono di affrontare gli sforzi fisici ai quali si sottopongono nello spostamento delle pesanti strutture mobili e che dimostrano agilità nell’arrampicarsi velocemente nelle alte scale e questo con una maggiore rapidità nel secondo tempo quando l’azione diventa più convulsa. Di rilievo particolare le prestazioni di Marco Bonadei, che si è anche occupato delle maschere che in un momento dello spettacolo vengono indossate dalla Compagnia, di Angelo Di Genio, di Giulia Di Sacco, (che oltre a impersonare Pip interpreta anche l’attrice giovane che all’inizio si sottopone al provino per interpretare Cordelia) e di Cristina Crippa.
Lo spettacolo rimarrà in scena fino a domenica 3 marzo e se ne consiglia vivamente la visione secondo quanto ho già scritto in premessa.
Visto il giorno 27 febbraio 2024
(Carlo Tomeo)
13 febbraio > 3 marzo | sala Shakespeare
Moby Dick alla prova
di Orson Welles
adattato – prevalentemente in versi sciolti – dal romanzo di Herman Melville
traduzione Cristina Viti
uno spettacolo di Elio De Capitani
costumi Ferdinando Bruni, musiche dal vivo Mario Arcari, direzione del coro Francesca Breschi
maschere Marco Bonadei, luci Michele Ceglia, suono Gianfranco Turco
con Elio De Capitani e Cristina Crippa, Angelo Di Genio, Marco Bonadei, Enzo Curcurù, Alessandro Lussiana, Massimo Somaglino, Michele Costabile, Giulia Di Sacco, Vincenzo Zampa, Mario Arcari
produzione Teatro dell’Elfo, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
Lo spettacolo è dedicato alla memoria di Gigi Dall’Aglio
IN TOUR A:
Pordenone, 5 > 6 marzo, Teatro Verdi
Cormons, 9 marzo, Teatro Comunale
Reggio Emilia, 12 > 13 marzo, Teatro Ariosto
Mestre, 19 > 21 marzo, Teatro Toniolo
Carpi, 23 > 24 marzo, Teatro Comunale
Bari, 4 > 7 aprile, Teatro Piccinni
Pisa, 13 > 14 aprile, Teatro Verdi
Como, 16 aprile, Teatro Sociale
Monza, 19 > 21 aprile, Teatro Manzoni
Teatro Elfo Puccini, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano
Orari spettacolo: giovedì e sabato ore 20.30
venerdì ore 19.30 | domenica ore 16.00
Durata spettacolo: 2h 20 minuti con intervallo
Prezzi: intero € 34 / <25 anni € 15 / >65 anni € 18 / online da € 16,50
Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021
Acquisti online: mStepTracking=true”>https://ticket.elfo.org/selection/event/date?productId=10228544645081>mStepTracking=true
