“Forbici e Follia” alle MTM Teatro Leonardo – Recensione

Un negozio di parrucchiere il cui proprietario è un simpatico gay, con abito e atteggiamenti molto coloriti, e dove una shampista si affanna a preparare attrezzi di lavoro, risponde al telefono, accende la radio dalla quale si diffondono notizie e canzoni in voga. Si assiste all’arrivo dei primi clienti: un uomo che sostiene essere un antiquario con una valigetta che desta curiosità (si verrà a sapere poi il perché), due uomini entrati per farsi fare barba e capelli e che si scoprirà essere un commissario e il suo assistente, la moglie di un politico dal parlato affettato e forbito ma che nel momento in cui avvertirà pericolo userà un linguaggio colorito con inflessioni dialettali rivelando le sue origini da popolana. Proviene dal piano di sopra la musica di un pianoforte suonato da un’anziana signora e il cui suono ad alto volume è un vero tormento per gli astanti, in particolare del coiffeur che, costretto a subirla per tutto il giorno, si lascerà scappare ad alta voce intenti omicidi nei confronti della pianista. E all’improvviso, preceduto da un urlo agghiacciante, l’omicidio della signora avverrà veramente. Sarà la shampista a rinvenirne il cadavere insanguinato quando si sarà precipitata nel piano di sopra per verificare il motivo di quell’urlo. Il commissario e il suo assistente prenderanno in mano la situazione e ingiungeranno ai presenti di non lasciare il salone perché uno di loro potrebbe essere l’assassino. Per scoprirlo oltre a procedere agli interrogatori bisognerà ricorrere alle dichiarazioni dei testimoni che potrebbero aver colto indizi all’apparenza trascurabili ma fondamentali per ricostruire l’andamento del crimine. E i testimoni sono parecchi essendo costituiti dagli spettatori presenti in sala.

Durante l’intervallo tra i due tempi gli attori non restano fermi per fare pausa. Alcuni offrono caffè, altri si avvicinano agli spettatori che si dichiarano disponibili a proporre la loro testimonianza per sciogliere la matassa dell’intricata vicenda (e meno male, vien da dire, che gli indagati sono solo quattro che poi si ridurranno a tre). Nel secondo atto il commissario esamina la maggior parte delle testimonianze di azioni che erano passate senza rilievo nell’atto precedente imponendo agli indagati di eseguirle fisicamente. E qui si aggiunge ulteriore ilarità a quella già cospicua del primo atto. Alla fine è il pubblico a indicare per alzata di mano il colpevole che confesserà il delitto e il motivo che l’aveva spinto a compierlo.

È questo che accade nella commedia “Forbici e follia” dove le forbici sono l’arma del delitto e la follia potrebbe essere sia quella che ha colpito l’assassino all’atto dell’omicidio sia l’andamento travolgente della vicenda. Ed è risaputo che ogni giallo può avere uno svolgimento lineare solo all’apparenza altrimenti contravverrebbe alle regole principale del genere. Se poi la si propone in chiave comica con episodi surreali il risultato aggiunge sale e ne determina l’originalità. Ben lo sapeva Paul Pörtner che scrisse questa commedia e che è portata in scena da decenni con immutato successo.

L’adattamento di Marco Rampoldi e Gianluca Ramazzotti, con il primo che ha curato anche la regia, è la carta vincente per una resa esilarante sia della trama come appare sul palcoscenico sia per il coinvolgimento del pubblico che è stimolato a partecipare non forzatamente ma solo volontariamente tanto che tutto è risolto in una grande festa dove l’intervallo non ha meno rilievo dei due atti. A contribuire alla riuscita è l’ottimo cast affiatato: Nino Formicola (nel ruolo di un convincente commissario), Mario Pisu in quello del coiffeur (con la sua irresistibile caricatura del gay), Giancarlo Ratti (bravissimo nella parte dell’antiquario equivoco che sembra avere molto da nascondere), Lucia Marinsalta (nei panni di Samanha Germanotta, che con il suo accento romanesco vivacizza il personaggio della shampista e il cui cognome, vista anche la pettinatura sfoggiata, non sembra essere stato scelto a caso), Giorgio Verducci (l’agente che accompagna il commissario nelle indagini) e Roberta Petrozzi (nel ruolo della sofisticata signora Beatrice Brigitta Schubert). Coloratissimi e vivaci sono la scena e i costumi rispettivamente di Alessandro Chiti e di Adele Bargilli. Ad accompagnare il tutto diverse canzoni dell’ultimo festival di Saremo provenienti da una radio come si conviene in un negozio da parrucchiere e che sono inframmezzate da brevi notiziari nei quali si parla del delitto.

Un vivace spettacolo nel quale la risata la fa da padrona e per tutta la sua durata accompagna il pubblico che, oltre a divertirsi per la vicenda in sé, è stimolato anche nella partecipazione alla soluzione del caso di omicidio che si presta a tre soluzioni diverse.

Ultime quattro repliche da stasera (ore 20,30) e fino a domenica (ore 16,30). Ed è da non perdere nella maniera più assoluta!

Visto il giorno 20 febbraio 2024

(Carlo Tomeo)

MTM Teatro Leonardo – dal 7 al 25 febbraio 2024

FORBICIv e FOLLIA – nuova versione

con Max Pisu, Nino Formicola, Giancarlo Ratti,

Lucia Marinsalta, Roberta Petrozzi, Giorgio Verduci

di Paul Pörtner
allestimento originale americano di Bruce Jordan e Marylin Abrams
versione italiana Marco Rampoldi e Gianluca Ramazzotti
regia Marco Rampoldi

scene Alessandro Chiti, costumi Adele Bargilli

produzione a.ArtistiAssociati-Centro di Produzione Teatrale

in collaborazione con RARA produzione

Teatro Leonardo

da martedì a sabato ore 20.30 – domenica ore 16.30 – mercoledì 21 febbraio riposo
intero € 30,00 – convenzioni € 24,00 – ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) € 24,00 – Under 30 e Over 65 € 17,00 – Università € 17,00 – scuole di Teatro € 19,00 – scuole civiche Fondazione Milano, Piccolo Teatro, La Scala e Filodrammatici € 11,00 – Scuole MTM € 10,00 – ridotto DVA € 15,00 tagliando Esselunga di colore ROSSO

Categorie RECENSIONI

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