“Zio Vanja (scene di vita)” alle MTM Teatro Litta – Recensione

La vita vissuta dagli attori durante l’attività teatrale è costituita non solo dalla recitazione che viene svolta sul palcoscenico ma anche dalla comunicazione mentale e fisica che intercorre tra loro, soprattutto se la formazione lavorativa è avvenuta nella medesima scuola che li ha formati, tanto che possono sentirsi appartenenti a una grande famiglia specialmente nel momento in cui sono chiamati ad agire in uno spettacolo la cui trama vede protagoniste persone accomunate nell’esistenza. Ma il sottoporsi ogni sera a indossare camaleonticamente ruoli estranei alla loro singola personalità, cosa comunque naturale nell’attore, può acquistare una maggiore resa spettacolare derivante dalla complicità che da tempo li lega? Ci ha pensato Antonio Syxty a sperimentare questo aspetto chiedendosi se quella che lui chiama “la vita vera, condivisa attraverso il teatro come destino, pratica e lavoro” da un gruppo di attori fosse utilizzabile sulla scena dove è protagonista una famiglia che vive da anni sotto lo stesso tetto. E per verificare al meglio tale aspetto ha voluto un testo che privilegiasse la parola scegliendone uno di Cechov che proprio del teatro della parola è maestro. I suoi drammi, come è noto, sono costituiti da dialoghi, da pensieri espressi ad alta voce, dove l’azione è quasi assente, e per questo veniva biasimato da Tolstoj che pur lo apprezzava come narratore di racconti.

Syxty per realizzare il progetto ha riunito un gruppo di quattro attori e insegnanti di Quelli di Grock, la scuola di teatro fondata nel 1974 e poi dal 2015 confluita all’interno delle Manifatture Teatrali Milanesi. Ai quattro si sono aggiunti gli attori Gaetano Callegaro e Margherita Caviezel. Al progetto si è unito Claudio Orlandini per lavorare a una regia a quattro mani. Ne è nata una rappresentazione in cui la recitazione è vibrante e dove la psicologia dei personaggi è stata “contaminata” da quella degli attori ai quali è stato chiesto di seguire comunque e rigorosamente il testo in una resa naturalista. La vicenda si svolge nella casa di campagna di una località rurale lontana dalla città dove vivono gli eredi di una famiglia un tempo benestante e ora caduta in disgrazia economica. A sconvolgere la loro vita monotona sarà l’arrivo dell’anziano professore in pensione Serebrjakòv e della giovane moglie Elena che sarà presto oggetto di desiderio di Vanja, il capofamiglia della casa, e dell’amico dottor Astrov. Syxty ha raggruppato i quattro atti del testo originale di Cechov in un’unica parte senza interruzioni, segnalandone però gli inizi attraverso la voce di Fernanda Calati, e ha affidato allo scenografo Guido Buganza la composizione della scenografia costituita da pochi arredi essenziali e da una vetrata trasparente che diffonde una calda luce e permette di intravedere i personaggi che stanno per entrare in scena attraverso un’entrata posta sullo sfondo. Su una penisola che si estende, per chi guarda, sulla sinistra del proscenio è collocato un pianoforte verticale che è in uso da Fernanda Calati sia all’ingresso degli spettatori nella sala sia poi in vari momenti della recita. La stessa bravissima Calati canta in alcuni punti piccole melodie popolari, recita anche le didascalie del dramma, sottolineando le pause, spostando oggetti così come indicato nel testo dall’autore, assumendo simbolicamente il ruolo di Cechov che fa da regista. I sei personaggi protagonisti della pièce (ne mancano due presenti nel testo originale e che non sono stati inseriti essendo figure marginali e di poca influenza), sono formati da due gruppi che interagiscono fra di loro ma che vivono esperienze del tutto diverse l’uno dall’altro. Per questo motivo Syxty ha voluto che i quattro attori del primo gruppo, e che interpretano gli abitanti e frequentatori assidui della casa, fossero quelli provenienti dalla stessa realtà quasi a costituire una famiglia, mentre ha scelto per il secondo gruppo gli attori Gaetano Callegaro e Margherita Caviezel estranei alla famiglia e simbolicamente “disturbativi”. E tale è veramente il personaggio Serebrjakòv, saccente, sussiegoso, egoista, assimilabile per carattere ai personaggi negativi di altri due famosi drammi di Cechov: il vanesio Tigorin de “Il gabbiano” e l’ambizioso affarista Lupachin de “Il giardino dei ciliegi”, figure maschili sempre presenti in misura diversa nei drammi cechoviani. Ma disturbativa è anche la volitiva moglie Elena quando, pur dichiarando di aver sposato l’uomo per amore, nonostante la forte differenza d’età, sfugge alle profferte amorose di Vanja mentre, pur mostrando di non essere insensibile a quelle del dottor Astrov, lo allontana, gettando l’uno nel dolore e l’altro nello sconforto. Il vero protagonista della pièce si rivela quindi proprio Serebrjakòv, l’unico a movimentare il grigiore e la piattezza della vita di campagna a lui sono affidati i destini degli abitanti della casa che vorrà vendere per fare quattrini, è con lui che vorrà combattere Vanja per sfuggire al suo triste destino e conquistare Elena, è lui che opprime con i suoi capricci di malato immaginario il dottor Astrov chiamato a correre quotidianamente al suo capezzale ed è sempre lui a pretendere i servigi della figlia Sonja senza che la donna ne riceva gratificazione. Gaetano Callegaro lo interpreta magistralmente rendendone persino divertente l’immoralità, e riesce in questo modo a riempire da solo la scena. Sicuramente meno divertenti sono gli interventi di Vanja, e come potrebbero esserlo considerando il suo amore non corrisposto? È goffo, lamentoso, sente gravare sulle spalle gli anni non più giovanili, è un uomo destinato a perdere, chiamato “bislacco” dal dottore e Pietro De Pascalis sa far bene risaltare queste caratteristiche. Diversamente da Vanja si muove Astrov (uno strepitoso Maurizio Salvalalio) che, con i suoi discorsi disincantati al limite del nichilismo, assume atteggiamenti clowneschi, provocatori, salvo poi dimostrare una natura sentimentale. Sonja, la nipote di Vanja e figlia di Serebrjakòv è la più infelice della casa. È oberata dal lavoro, innamorata non corrisposta dal dottore, eppure sarà lei a trovare parole di conforto in risposta allo zio deluso: “Vivremo una lunga sequela di giorni, di interminabili sere”…”E quando arriverà la nostra ora moriremo con rassegnazione”…” E Dio avrà compassione di noi e noi due vivremo una vita limpida, bella, armoniosa…” La interpreta con dolente partecipazione la capace Debora Virello. A completare il cast Margherita Caviezel che sa rendere con padronanza il personaggio di Elena, una giovane donna allegra, consapevole del suo fascino, indifferente a quanto le capita intorno mentre cova dentro in sé una passionalità a volte malcelata.

Antonio Syxty ha ideato uno spettacolo che si rivela stimolante per le idee che lo hanno generato e dalla messa in scena sontuosa in ogni dettaglio. Sul palco sei attori in stato di grazia che hanno recitato con passione e dotati di capacità tali da far arrivare allo spettatore momenti di sincera commozione. A dirigerli lo stesso Syxty e Claudio Orlandini. Repliche fino al giorno 28 gennaio. Da non mancare!

Visto il 12 gennaio 2024

(Carlo Tomeo)

MTM Teatro Litta – dall’11 al 28 gennaio 2024

Zio Vanja (scene di vita) di Anton Cechov

traduzione e adattamento Fausto Malcovati da un’idea di Antonio Syxty

regia di Antonio Syxty e Claudio Orlandini

con Fernanda Calati, Gaetano Callegaro, Margherita Caviezel, Pietro De Pascalis, Maurizio Salvalalio, Debora Virello

scene Guido Buganza – costumi Valentina Volpi – quadri in scena di Aurelio Gravina

disegno luci Fulvio Melli

direzione di produzione Elisa Mondadori – produzione Manifatture Teatrali Milanesi

durata: 120 minuti

Teatro Litta

martedì/sabato ore 20.30 domenica ore 16.30

Info e prenotazioni biglietteria@mtmteatro.it – 02.86.45.45.45 – Scarica l’App di MTM Teatro e acquista con un clic.
Prezzi: intero € 30,00 – convenzioni € 24,00 – ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) € 24,00 – Under 30 e Over 65 € 17,00 – Università € 17,00 – scuole di Teatro € 19,00 – scuole civiche Fondazione Milano, Piccolo Teatro, La Scala e Filodrammatici € 11,00 – Scuole MTM € 10,00 – ridotto DVA € 15,00 tagliando Esselunga di colore ROSSO – Invito a Teatro Manifatture Teatrali Milanesi –

Abbonamenti: MTM Serendipity, MTM Serendipity Over 65, MTM Serendipity Under 30 x2, MTM Serendipity Under 30 x4, MTM Il piacere di sorridere. Biglietti sono acquistabili sul sito www.mtmteatro.it e sul sito e punti vendita vivaticket.it. I biglietti prenotati vanno ritirati nei giorni precedenti negli orari di prevendita e la domenica a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

Da qui il sottotitolo che perde il riferimento alla campagna e diventa Scene di vita?
«Esatto, perché solitamente un cast è composto da attori che non si conoscono e devono stabilire una serie di relazioni. Nel nostro caso le relazioni c’erano già e questo rende unica la messa in scena. In questa tenuta di campagna ci sono persone che si conoscono davvero. È una cosa che lo stesso Cechov consente essendo così profondo e puntuale nella conoscenza dell’animo umano».

Categorie RECENSIONI

Un pensiero riguardo ““Zio Vanja (scene di vita)” alle MTM Teatro Litta – Recensione

  1. Avatar di layladimaria

    Quanto visto e quanto qui letto a sottolineare la meritevole interpretazione di ogni attore sul palcoscenico. A conferma di non mancarne la visione. Applausi!!!

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