“La pulce nell’orecchio” al Piccolo Teatro Strehler – Recensione

(Foto di Luca Del Pia)

(Foto di Luca Del Pia)

Se elemento fondamentale del teatro di Feydeau è costituito dalla presenza in scena di porte attraverso le quali entrano ed escono velocemente i personaggi delle sue commedie e dal commediografo opportunamente create per rendere dinamiche le azioni (egli non si limitava solo a scrivere le sue commedie ma ne curava anche la regia e prestava un attenzione particolare anche alle scenografie), Carmelo Rifici ha sostituito quelle porte con cubi e parallelepipedi in gommapiuma di varie dimensioni e colorati con diverse cromature pastello e disposti per tutto il palcoscenico. L’unica porta presente sul fondale è quella di un armadio che in alcune occasioni funge anche come porta d’ingresso di casa Chandeboise. Il tutto è montato su una struttura girevole che descrive i diversi ambienti dove si svolgono le azioni. Questi unici elementi di arredo non costituiscono una scelta scenografica fine a sé stessa ma hanno una funzione fondamentale perché, permettendo agli attori veloci rimbalzi e capriole oltre a opportuni nascondigli, seguono meglio la chiave di lettura che il regista ha voluto dare alla commedia: uno spettacolo che utilizza le azioni del burlesque portate alla massima velocità vicino a quel genere di film comici muti di inizio del secolo scorso. E non a caso il volto di Tindaro Granata, che interpreta in modo magistrale il personaggio di Camillo, nipote di Vittorio Emanuele che ha un difetto vocale che non gli permette di pronunciare le consonanti, ha baffetti alla Charlot e pantaloni alla Ridolini. Altro elemento importante sul quale è opportuno soffermarsi è il tema dell’incomunicabilità dei personaggi che più che essere una condizione esistenziale è dovuta alla menzogna e quindi alla mancanza di una comunicazione veritiera perché preoccupati di nascondere i loro segreti e camuffare le loro azioni. Numerosi i momenti nei quali prevale un aspetto surreale che aggiunge comicità a tutto l’assetto come avviene per esempio quanto accade al personaggio di Maria Antonietta alla quale basta indossare un abito elegante per sentirsi la regina di Francia consorte di Luigi XVI che declama la famosa frase inerente alle brioches che la rese famosa.

(Foto di Luca Del Pia)

Altra importante interpretazione scelta da Rifici per questa messa in scena è quella riferita al linguaggio come riferisce nelle sue note di regia: “Negli anni recenti il mio lavoro di indagine registica si è focalizzato sul tema del linguaggio e sulle sue ambiguità. La pulce nell’orecchio, in un certo qual modo, è una farsa sul linguaggio o, meglio, una farsa di linguaggi. Come con le grandi commedie di Shakespeare, siamo di fronte alla rappresentazione dei rapporti umani costruiti sulla sagacia delle parole ma, a differenza del grande autore inglese, Feydeau impone allo spettacolo una macchina comica perfetta. Un orologio di rara precisione che porta i suoi personaggi e il loro modo di parlare oltre il ‘gioco’ linguistico fine a sé stesso, di puro intrattenimento ed evasione, con lo scopo di estrapolarne il massimo potenziale teatrale e la massima ridicolaggine umana”. E questo appare anche nelle scene in cui non è presente il parlato ma è attiva l’azione perché anche il tacere e agire sono una forma di linguaggio. Oppure quando alcuni personaggi parlano con accento romanesco come è il caso delle cameriere Maria Antonietta ed Elide.

(Foto di Luca Del Pia)

Nel complesso Rifici prende il testo di Feydeau e, pur attenendosi all’originale, lo rivolta come un calzino e lo rende più sapido apportandovi ulteriore brio e facendolo suo. Sostituisce i nomi del teatro dove sarebbe avvenuto l’innamoramento della sconosciuta per Vittorio Emanuele e quello dell’albergo rispettivamente con quelli del Piccolo Teatro e dell’hotel Feydeau. Inoltre, trattandosi di un vaudeville, pur affidandosi alle musiche di Zeno Gabaglio, inedite e composte per la commedia ed eseguite con strumenti quotidiani, non dimentica, per meglio attenersi a quel genere teatrale, di aggiungerne altre come “vaudevilles” prese dal repertorio attuale eseguite dagli attori i quali alternativamente sanno bene adoperarsi con voce, tromba, tastiera, batteria e chitarra. Si ascoltano così brani che fanno parte dei nostri anni come “Girls Just Want To Have Fun” di Cindy Lauper o “L’addio” di Franco Battiato. Mentre il dottore en travesti, il bravo Fausto Cabra, per meglio affermare la sua natura, si improvvisa novella Jeanne Moreau e accenna con voce tra il dolente e il grottesco la canzone “Each man kills the thing he loves”. Notevole la messa in scena che si giova di una compagnia di attori collaudata, ben assortita, che oltre alla recitazione verbale possiede capacità mimiche e agisce sul palcoscenico con singolare dinamismo fisico. Suggestiva la scenografia firmata da Guido Buganza e studiata in ogni singolo dettaglio e che si avvale anche del sapiente disegno luci di Alessandro Verazzi. In carattere i costumi moderni creati da Margherita Baldoni. Alla sera della prima un pubblico attento e molto divertito ha applaudito con entusiasmo. Repliche fino al giorno 26 novembre.

Vista il giorno 14 novembre 2023

(Carlo Tomeo)

(Video del Piccolo Teatro di Milano)

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza), dal 14 al 26 novembre 2023

La pulce nell’orecchio

PRIMA NAZIONALE

di Georges Feydeau

traduzione, adattamento e drammaturgia Carmelo Rifici, Tindaro Granata

regia Carmelo Rifici

scene Guido Buganza – costumi Margherita Baldoni – luci Alessandro Verazzi – musiche Zeno Gabaglio – assistente alla regia Giacomo Toccaceli

con (in ordine alfabetico) Fausto Cabra, Alfonso De Vreese, Giulia Heathfield Di Renzi, Ugo Fiore, Tindaro Granata, Christian La Rosa, Marta Malvestiti, Marco Mavaracchio, Francesca Osso, Alberto Pirazzini, Emilia Tiburzi, Carlotta Viscovo

produzione LAC Lugano Arte e Cultura, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Orari: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16. Lunedì riposo.

Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro

Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org

Categorie RECENSIONI

4 pensieri riguardo ““La pulce nell’orecchio” al Piccolo Teatro Strehler – Recensione

  1. Avatar di Roberta

    Spettacolo inguardabile. Senza trama. Solo un susseguirsi di tradimenti. Comicità per infanti. Abbandonato dopo il primo tempo.

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    1. Avatar di Carlo Tomeo

      Un Feydeau inedito, fuori dagli schemi tradizionali: lo spettacolo andava visto per intero per coglierne l’originalità.

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