
Il Piccolo Teatro di Milano raccoglie l’appello di Marco Paolini e si unisce alla cordata di teatri coordinati dal comitato promotore La Fabbrica del Mondo
Lunedì 9 ottobre, alle ore 20.30, sul grande palcoscenico dello Strehler andrà in scena VajontS 23 racconto corale partecipato per onorare la memoria di quella comunità montana spazzata via, in una manciata di minuti, dalla faccia della storia e dalle mappe geografiche. Per riflettere su alcuni temi oggi cruciali, quali il dissesto idrogeologico, l’acqua come bene comune e il cambiamento climatico, le cui ferite la stessa Milano e la Lombardia hanno recentemente sperimentato sulla propria pelle, il Piccolo ha chiamato a raccolta, al fianco di Paolini – che trent’anni fa diede, per la prima volta, voce e corpo a Il racconto del Vajont –, personalità della società civile, del mondo della cultura, delle realtà impegnate sui temi dell’ambiente.
I narratori e il coro
Il testo del Racconto del Vajont, firmato allora da Marco Paolini, insieme a Gabriele Vacis, si fa oggi azione corale di teatro civile, si fa racconto, anzi cento racconti di acqua e di futuro. Nell’adattamento, curato dallo stesso Paolini insieme a Marco Martinelli, drammaturgo e regista del Teatro delle Albe, appositamente pensato per questa inedita costruzione collettiva e declinato artisticamente per il Piccolo Teatro dalle immaginazioni di Michele Dell’Utri, si snoderà una sorta di lettura a staffetta, interpretata da 20 narratori. In scena, accanto a Marco Paolini, al Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a Francesca Caruso, Assessore alla Cultura della Regione Lombardia, che porterà i saluti del Presidente Fontana, saranno presenti rappresentanti delle comunità colpite dal disastro, come Samanta Cornaviera dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, il musicista Lorenzo Manfredini, in scena con Paolini anche in Boomers (allo Strehler dall’11 al 22 ottobre), attrici e attori – Sandro Buzzatti, Marta Cuscunà, Marco D’Agostin, Federica Fracassi, Lino Guanciale, Arianna Scommegna –, scrittrici e scrittori, giornaliste e giornalisti – Marco Balzano, Claudia De Lillo, Loredana Lipperini, Federico Taddia, Benedetta Tobagi –, personalità della società civile, del volontariato e dell’impegno ambientalista – Don Colmegna, Don Rigoldi, Caterina Sarfatti, Pierluigi Stefanini. A queste voci farà da controcanto un coro di 200 persone provenienti da istituzioni, realtà, associazioni, attive sul territorio o a livello nazionale, da tempo in dialogo con il Piccolo o frutto di nuove intersezioni, accomunate dalla sensibilità e dall’impegno con cui attraversano il presente e cercano di immaginare e costruire un futuro sostenibile (C40, Fridays For Future, ASviS, Protezione Civile, ANPI, Italia Nostra, Casa della Carità, Comunità Nuova, Casa delle Donne, Croce Rossa Italiana – Comitato di Milano, Vigili del fuoco – Comando di Milano, Centro Milanese di Psicoanalisi, Scuola di Teatro del Piccolo e Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, Associazione Cori Lombardia, Comunità di Longarone, biblioteche, ma anche studentesse e studenti delle scuole secondarie, delle accademie e degli atenei milanesi, docenti e animatori, cittadine e cittadini, gli stessi spettatori, una parte dei quali saranno seduti in scena come testimoni o portavoce della parte in platea). Ad armonizzarle, nel ruolo di corifeo, l’attrice Diana Manea. Il racconto a più voci seguirà il movimento dell’acqua, che sale e scende costantemente prima di esondare: artisti scenderanno quasi in platea, cittadini e rappresentanti istituzionali saliranno sulla scena, creando una corrente di voci singole e corali che emergeranno e spariranno continuamente nel più ampio flusso della narrazione. Alle spalle del coro, una parete di cemento, altissima, che si riempie di nomi, date, fatti (videoproiezioni di Riccardo Frati) per fissare momenti e dettagli della storia del Vajont, per disegnare le trasformazioni della natura, anche pionieristiche, ad opera dell’uomo e i presagi di equilibri violati. Una lavagna in cui dialogano passato e presente, elementi naturali ed esseri umani, su cui prendere nota dei segni che hanno annunciato la catastrofe e che ammoniscono, in un tempo della narrazione che si fa tempo presente, a non aspettare più, ad agire ora, come ha detto recentemente, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, Sergio Mattarella.
La mostra
Nei foyer del Teatro Strehler, dal 9 ottobre, sarà allestita la mostra fotografica Vajont, per non dimenticare, a cura della Pro Loco Longarone, organizzata dalla Famiglia Milanese Associazione Bellunesi nel Mondo. Il percorso fotografico è un excursus storico che racconta, attraverso immagini d’epoca, la Longarone agli inizi del ‘900, la progettazione, costruzione, realizzazione della Diga del Vajont, il disastro del 9 ottobre 1963, le opere di soccorso, la ricostruzione urbanistica, la fase processuale e la ricostruzione della cittadina attuale. La mostra sarà visitabile, in occasione degli spettacoli, fino al 16 ottobre, giornata nella quale tornerà in scena lo storico spettacolo di Marco Paolini. Il racconto del Vajont, rappresentato per la prima volta nel 1993 e trasmesso in diretta televisiva, proprio dai luoghi del disastro, in una storica serata di ottobre del 1997.
Prima Dopo Vajont
Un dialogo politecnico a 60 anni dalla catastrofe
Sempre lunedì 9 ottobre, alle 16.30, al Politecnico di Milano (Via Bonardi 13, edificio Trifoglio – Aula T.2.2), una conversazione tra Renzo Rosso, già Professore Ordinario di Idrologia e Costruzioni Idrauliche Politecnico di Milano, e Giovanni Beretta, Professore Ordinario di Geologia Applicata presso l’Università degli Studi di Milano, tornerà sulle ragioni e le responsabilità tecniche e civili all’origine del fatto, interrogandosi su come oggi la cultura tecnica, civile e politica si rapporti con condizioni di fragilità territoriale, di rischio e pericolosità legate ai grandi invasi. Conduce e modera il dialogo, Valeria Fedeli, Coordinatrice DASTU Progetto Dipartimento di Eccellenza sulle Fragilità Territoriali 2023-2027. Introduce Massimo Bricocoli, Direttore DASTU, Dipartimento di Architettura e studi Urbani. Il dialogo sarà accompagnato da Letture da VajontS 23 a cura degli allievi della Scuola di Teatro “Luca Ronconi”. In collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa in occasione di VajontS 23 – Azione corale di teatro civile, un progetto di Marco Paolini per La Fabbrica del Mondo. L’iniziativa, si inquadra nelle attività del Dipartimento di Eccellenza DASTU sulle Fragilità Territoriali ed è promossa e coordinata da Antonio Longo (DASTU). In collaborazione con i Laboratori di Analisi della Città e del Territorio del Corso di Laurea in Urbanistica Città Ambiente e Paesaggio Scuola AUIC Politecnico di Milano, Docenti: Elena Granata e Stefano Zenoni; Valeria Fedeli e Gabriele Rabaiotti.
Piccolo Teatro Strehler
(largo Greppi – M2 Lanza)
Lunedì 9 ottobre, ore 20.30
in contemporanea con oltre 100 teatri
VajontS 23
Azione corale di teatro civile
Un racconto, cento racconti di acqua e di futuro
curato da Marco Paolini con la collaborazione di Marco Martinelli
con Marco Paolini e personalità della società civile e del mondo della cultura
coordinamento artistico Michele Dell’Utri
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
un progetto di Marco Paolini per La Fabbrica del Mondo
realizzato da Jolefilm in collaborazione con Fondazione Vajont
La mostra fotografica Vajont, per non dimenticare, ha ricevuto il patrocino da
Comune di Milano, Comune di Longarone, Fondazione Vajont,
ABM Associazione Bellunesi nel Mondo, Regione Veneto, Provincia di Belluno.
Per maggiori informazioni e per l’elenco dei teatri aderenti lafabbricadelmondo.org
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su piccoloteatro.org
