
Stagione 2023-24 di TEATRO LINGUAGGICREATIVI
EDIZIONE STRAORDINARIA
Teatro Linguaggicreativi presenta la sua 14esima Stagione intitolata “Edizione Straordinaria”, un’edizione diversa fuori dall’ordinaria programmazione, in cui sia dato veramente spazio ai diversi linguaggi artistici, un’edizione fatta di condivisione, apertura ed inclusione.
La Direzione Artistica di Simona Migliori e Paolo Trotti ha intrapreso un percorso di condivisione artistica con singoli artisti e con compagnie formate con il duplice obiettivo di lavorare su un nuovo pubblico, o meglio, quel pubblico che rimane sottotraccia, diviso nei vari eventi che la città propone, un pubblico sempre più formato ed esigente che vede nel teatro non solo la possibilità di trascorrere del tempo divertendosi – nell’accezione propria di divergere, cercare altrove, spostarsi – ma anche e soprattutto che cerca nel teatro uno specchio della nostra società che non sia solo imitazione – per quello ci sono le serie televisive – ma trasposizione della realtà.
In primis, Teatro Linguaggicreativi vuole proseguire l’operazione di scouting dedicata alle giovani compagnie non ancora emerse e per farlo da quest’anno condivide la direzione di una stagione dedicata alle compagnie under35 con la compagnia under35 ilturnodinotte, con l’intento di intensificare la sua funzione di trampolino di lancio per i giovani emergenti verso teatri e pubblici più grandi.
L’apertura al mondo della danza, dopo una prima edizione di festival dedicato lo scorso anno, prosegue con la condivisione della direzione artistica a Sara Fraschini – danzatrice giovane diplomata all’accademia – e a Diego Paul Galtieri, attore che fa parte della compagnia da anni e che si occupa di danza e lirica.
Condivisione è anche affidare a Michele Agrifoglio, esperto di musica, la creazione di una stagione musicale. Attraverso la collaborazione con importanti agenzie di booking, Michele Agrifoglio è riuscito ad intercettare musicisti che, in tournée in Italia ed in Europa, non hanno date su Milano ma vi passano per andare altrove, offrendo loro la possibilità di esibirsi in un luogo inusuale come lo è un piccolo teatro.
Nella proposta di linguaggi artistici differenti dal solo teatro a Linguaggicreativi torna Corpi sul Palco, la rassegna di performance diretta da Andrea Contin, curatore di performance e performer egli stesso.
Le stagioni
- Stagione prosa “Edizione Straordinaria”
Direzione Teatro Linguaggicreativi (Simona Migliori e Paolo Trotti)
“Il titolo inganna. Ingannano le parole. Straordinario è quello che, in realtà, dovrebbe essere ordinario. Eppure nel nostro paese, nella nostra città, nel nostro lavoro, condivisione apertura inclusione sono spesso solo parole. Parole, appunto, aria. Con questa quattordicesima stagione vogliamo rendere azione l’aria, la parola. Come dovrebbe fare il teatro.
L’abbiamo fatto perché ci crediamo, perché è un atto politico, un graffio, perché aprire una porta significa crescere ancora.
Abbiamo con-diviso l’intera stagione con altre direzioni artistiche a cui ci sentivamo vicini per poetica e umanità. Così ora Teatro Linguaggicreativi non ha una sola stagione ma cinque. Ognuna ha un colore diverso, ma tutte sono riconducibili alla ricerca che portiamo avanti da anni: essere umani è al centro. Il centro.
Lasciare spazio non significa fare un passo indietro, ma un salto – grande, bellissimo – in avanti: condivisione apertura inclusione. Azioni. Non aria.
Una stagione danza curata da Sara Fraschini e Diego Paul Galtieri, una stagione musicale curata da Michele Agrifoglio, una stagione dedicata alle giovani compagnie curata da Silvia Pallotti e Tommaso Russi della compagnia Il turno di notte, la Stagione di performance artistiche selezionate da Andrea Contin.
E poi ci siamo noi, Simona Migliori e Paolo Trotti.
Linguaggi che si mischiano e umanità che si incontrano, questo è, questo dovrebbe essere, il teatro. Straordinario. Stra-ordinario.”
- Stagione prosa under35 “un disperato entusiasmo. scritture dalla nuova generazione”
Direzione il turno di notte (Silvia Pallotti e Tommaso Russi)
Una rassegna di teatro under35 curata da una compagnia under35.
Sei spettacoli, tutte drammaturgie originali, che cercano di raccontare il mondo per com’è oggi, dal punto di vista della nuova generazione di artisti/e. Di vederlo meglio, o meglio di cambiare lo sguardo: rendendolo affilato, disincantato, folle, capace di innescare domande. Sei spettacoli che non a caso parlano di marginalità, disoccupazione, depressione, solitudine, resistenza. Parlano dai margini e dei margini, interrogando chi non riesce a stare dentro e chi dentro non ci vuole stare, chi cerca altri modi possibili, chi sfida il punto di rottura. Sei spettacoli che questa marginalità la combattono, la rivendicano, la scelgono. Sei spettacoli che, senza la pretesa di racchiudere la voce di un’intera generazione, condividono, nelle loro indagini sul mondo, un disperato entusiasmo.
Uo spazio per tutte queste nuove voci: per valorizzarle, per lasciare che guardino alla nostra mentalità, alla nostra cultura, alla storia e al presente del nostro Paese e non solo, al nostro futuro (possibile?) e ce ne diano la loro versione. Uno spazio per lasciare che, sfondando la quarta parete e guardandoci in faccia, ci si chieda, insieme: “ok, partiamo da qui, ma dove vogliamo andare?”
- Stagione musica “Rumorarmonio”
Direzione Michele Agrifoglio
Nel 1913, in piena epoca Futurista il compositore Luigi Russolo mette a punto l’Intonarumori, un generatore acustico grande quanto una stanza d’appartamento realizzato con leve, casse, lastre di metallo, ingranaggi e corde che attivati danno vita a suoni disarmonici e innovativi. 8 anni più tardi lo stesso Russolo ne perfeziona il congegno tecnologico/comunicativo inventando il “Rumorarmonio”, una specie di armonium in grado di regolare attraverso una tastiera e due pedali l’intonazione dei suoni e di moltiplicare gli effetti musicali creati dall’Intonarumore.
Con l’avvento del Rumorarmonio Si gettano dunque le basi per un nuovo pensiero musicologico fatto di atonalità e ritmo libero, una forma di liberazione dall’estetica tradizionale e una celebrazione dell’energia e della vitalità della modernità che impatteranno in modo significativo sulla musica e sull’arte del XX secolo.
L’idea che sta alla base di questa rassegna è proprio quella di raccogliere e riunire suoni differenti dentro un contenitore – Linguaggicreativi – capace di amplificare, arricchire, moltiplicare e intrecciare le diverse esperienze musicali e di cercare anche una connessione con le altre arti performative (il teatro, la poesia, le videoinstallazioni). E’ per questo che Le stesse aperture dei concerti rispetteranno tale idea di multidisciplinarietà: alcuni live saranno aperti da reading teatrali, altri da performance con un occhio di riguardo anche alla messinscena, fra drammaturgia e rappresentazione, in una continua ricerca di linguaggi differenti ma coesi.
- Stagione danza “Come una foglia portata dal vento”
Direzione Sara Fraschini e Diego Paul Galtieri
Corpi, gesti, azioni sono al centro della rassegna danza di Teatro Linguaggicreativi. Sono il mezzo per indagare la realtà che ci circonda.
Azioni confortanti e gesti misurabili che si rivelano essere fragili. Corpi racchiusi in un tempo ciclico, in un movimento incessante, spinti a diventare sempre più competitivi, sempre più efficaci, sempre più veloci. Corpi in relazione. In relazione tra loro, in relazione col tempo. Ricordi che affiorano in una quotidianità in crisi. Corpi che segnano confini, in una continua ricerca di identità, della propria identità e di quella degli altri. Che cosa vuol dire essere straniero?
- Stagione performance “Corpi sul palco”
Direzione Andrea Contin
Una rassegna di performance di Arti Visive a teatro, nata dall’incontro tra l’artista e curatore Andrea Contin con Simona Migliori, Paolo Trotti e Ilaria Piccardi di Teatro Linguaggicreativi di Milano.
Corpi sul palco ha esordito con le due serate sold-out della prima edizione andata in scena a Milano nel 2019 e, dopo l’inaspettato e improvviso arresto di ogni attività, ha continuato il suo percorso con il successo dell’evento online Corpi sul palco – performance da casa in tempo di quarantena in pieno lockdown, a cui è seguita l’importante mostra al MMSU – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Rijeka in Croazia come evento di Rijeka 2020 – Capitale europea della cultura, il ritorno ibrido a teatro con Corpi (non) sul palco nel 2021 e nel 2022, un formato inedito in cui gli artisti si sono esibiti in streaming dai loro luoghi d’origine sparsi per il mondo per essere proiettati in diretta per il solo pubblico in sala, e la riapertura del sipario con Corpi sul palco a teatro nel 2021 e 2022.
Il cartellone
12 ottobre 2023
gio h 20:45
Stagione musica
The MON opening LUCA VALISI
The MON è il progetto solista di Urlo, bassista e voce dei pesi massimi UFOMAMMUT, band italiana di culto della scena heavy-sludge internazionale. A differenza della band madre, la materia qui resta oscura ma cambia pelle trasformandosi in un flusso introspettivo di psichedelia e cantautorato che mescola pattern elettronici e atmosfere folk trovando la sua collocazione ideale in una dimensione più intima, evocativa e personale.

Il 12 Ottobre The mon presenterà a Linguaggicreativi il suo secondo album “EYE” uscito la scorsa primavera per Supernaturalcat records e impreziosito in alcuni brani da importanti collaborazioni come Steve Von Till (Neurosis), Colin H. Van Eeckhout (Amenra) e Sarah Pendleton (Subrosa, The Otolith). In apertura Luca Valisi, già chitarrista e bassista per “Mechanic for Dreamers”, “L’Ocean” e “Ludmilla”, che proporrà in veste solista un set per bozouki, loop e campioni in un’amalgama ipnotica che fonde minimalismo, ambient e psichedelia.
13.14 ottobre 2023
ven h 20:30 • sab h 19:00
Stagione prosa
Ti lascio perché mi fai salire il cortisolo
di e con Giulia Pont
regia e consulenza drammaturgica Carla Carucci
Se i divorzi sono in aumento, credere nella coppia non è un progetto fallimentare?
Come si fa a pensare di aver trovato l’anima gemella sotto casa, se siamo 7 miliardi?
Quanto è responsabile Mina delle nostre relazioni sentimentali disastrose?
Il cortisolo è noto per essere l’ormone dello stress. E avere livelli alti di cortisolo può essere un’ottima ragione per lasciare un partner che non ci rende felici!

“Ti lascio perché mi fai salire il cortisolo” racconta come la fine di un amore possa diventare un nuovo inizio. Un viaggio nel quale scoprire se stessi, emanciparsi dai canoni sociali che ci stanno stretti ed esplorare l’universo – spesso ancora tabù – del piacere femminile!
Un monologo comico sull’inizio di un nuovo amore, il più difficile, quello per se stessi.
19 ottobre 2023
gio h 20:45
Stagione musica
Josephine Foster
Cantautrice originaria del Colorado con all’attivo una ventina di album tra solisti e collaborazioni,
le sue canzoni oscillano tra Americana e tradizione folk, ma è il suo timbro da mezza soprano a fare la differenza, capace com’è di essere carezzevole e inquietante, seducente e primitiva e di tratteggiare un immaginario lontano e impalpabile, popolato da spettri e ricordi persi nel tempo. Il suo nuovo album “Domestic Sphere” è una raccolta di canzoni austere e delicate impreziosite dall’uso di field recordings, una “liturgia laica” che in punta di piedi ci fa entrare brano dopo brano nel suo universo parallelo tra presente e passato.
Evento in collaborazione con wakeupandream booking.
21.22 ottobre 2023
sab e dom h 19:00
Stagione prosa
Perle ai porci
di e con Paolo Faroni
assistente alla regia Elisabetta Misasi
Supervisione ai testi, scene e luci Massimo Canepa
produzione Blusclint
Lo spettacolo è composto da più pezzi auto-conclusivi su diversi argomenti: economia e politica, famiglia e religione, società e costume, ma anche considerazioni private e scampoli di autobiografia. Filo conduttore è il punto di vista satirico che li collega, proprio come il filo in una collana di perle. Una satira che gioca su più livelli: talvolta sottolineando le assurdità già presenti nella realtà – come il bambino che denuncia la nudità del re – talvolta sovvertendone i canoni per fare venire alla luce contraddizioni ai limiti del ridicolo.

Dopo decenni di impoverimento di questo genere ad opera dei media vecchi e nuovi, cosa vuol dire essere comico oggi? Nel tempo abbiamo abdicato alla comicità a teatro, cedendo alla visione semplicistica che la televisione e internet hanno diffuso. L’abbiamo data per spacciata e gli stessi attori e autori se ne sono per lo più tirati fuori, lasciando spazio agl’ improvvisati. Si può produrre ancora una comicità sufficientemente intelligente da lasciare interrogativi e riflessioni al pubblico? Una comicità che nasconda pensieri acuti capaci di resistere nella mente e nel cuore dello spettatore così che lo spettacolo non sia soltanto intrattenimento? Perle ai porci si chiede questo e cerca di dare una risposta.
Se state pensando che le perle siano i pezzi e i porci siano il pubblico, siete nel giusto. Chi ben comincia è a metà dell’opera.
27.28.29 ottobre 2023
ven h 20:30 • sab e dom h 19:00
Stagione prosa
Una mosca su Amleto
di e con Edoardo Ribatto
Amleto lo conosciamo tutti. Ma se ci pensiamo un attimo, cosa sappiamo davvero di lui?
Ci viene in mente un’immagine, sempre e solo quella: un giovane belloccio, pallido e pensieroso che, con un teschio in mano, dice: “essere o non essere, questo è il problema”… Bon. Non ne sappiamo altro. Eppure, da più di quattro secoli, Amleto continua a ispirare registi, attori, cineasti, danzatori, poeti, saggisti, pensatori… E’ il Teatro per antonomasia.
Perché?
Ho deciso di fare uno studio su Amleto spazzando via tutto ciò che ci hanno detto su di lui, e ripensandolo come un film da raccontare dal vivo. Il testo che ne è venuto fuori è composito: c’è ovviamente la storia di Amleto, con i suoi monologhi celebri; ma anche gli approfondimenti: parleremo di come e perché Shakespeare l’ha scritto, della struggente storia di suo figlio, del perché Amleto sia più simile a“Trono di spade” che alla maggior parte delle sue versioni teatrali, del fatto che sia tutt’ altro che un indeciso… Parleremo di cinema, poesia, letteratura di genere, serie televisive, fantasmi, psicanalisi… Ma, nonostante le “divagazioni”, la narrazione segue tenacemente Amleto, gli gira sempre intorno…Come una mosca.
10.11.12 novembre 2023
ven h 20:30 • sab e dom h 19:00
Stagione prosa
Hedda
Monologo, riscrittura contemporanea originale da Hedda Gabler di H.Ibsen
di e con Clio C. Buren
Suono Mario Autore
Produzione TLTA Produktion
Con il sostegno di Tedacà Bellarte Torino – Circuito Fertili Terreni, Scugnizzo Liberato Napoli, Ex Asilo Filangieri Napoli

“Storia del vizio assurdo di dover vincere, vincere, vincere. Ad ogni costo. E di quello che nel mezzo si perde. Senza rimpianto. Dritta, avanti tutta.” La storia di Hedda G. riscritta dal punto di vista della protagonista, calata nel nostro tempo, parla di noi, dei rapporti sociali inquinati dal vizio del successo ad ogni costo, e del naufragio dell’amore.
Fin dove siamo disposti a spingerci pur di vincere? Cosa siamo disposti a perdere? Di chi sono i nostri desideri? Come lo salviamo il nostro cuore, in questa corsa per la vittoria ad ogni costo? Questo è il tempo che esige che si sia “prodotto spendibile, efficace, vendibile sul Mercato”. E’ il tempo del buio dell’immaginazione, in cui al presente, continuiamo a suicidare umanità, rapporti e amore.
Hedda si presenta al pubblico come personaggio, che non riconosce più sé stessa, perchè da anni la sua vita ha cominciato “a rotolare giù per una discesa infinita”, cui sta provando a mettere un argine. Sono abbastanza le soluzioni che cerchiamo e proviamo a dare al nostro presente? Ci sono alternative, alla corsa per il successo a tutti i costi?
17 novembre 2023
ven h 20:30
Stagione prosa
Il cuore, la milza, il lago
di Iris Basilicata
Con Iris Basilicata e Edoardo Rivoira
Regia Vittorio Borsari
produzione Chronos 3

Dopo la perdita di un figlio cosa succede? È un figlio quello che da veramente nome alla nostra esistenza? Se lo chiede Lucia, madre in là con gli anni ma ancora luminosa, che riempie dolcemente il vuoto della sua casa con un acquario di pesci ma senza all’interno alcun animale, sperando forse un giorno di ritrovarci dentro il figlio nuotare felice come alcuni attimi prima di andarsene.
Giovanni e Lucia creano un loro mondo ideale in cui tentano con tutti loro stessi di instaurare un dialogo sano e puro: i due litigano, si amano, si odiano, si rivelano, finalmente senza filtri perché ormai liberi di poterlo fare.
Una madre e un figlio che si scoprono e si riscoprono confessandosi quello che nella vita non hanno avuto il coraggio di dirsi, continuando a portare avanti il loro rapporto, a parlare del futuro, a litigare per poi fare pace. Se però da una parte Lucia rivela al figlio che ogni tanto vorrebbe poter avere la libertà di sorridere ancora senza sentirsi successivamente in colpa, dall’altra Giovanni si lamenta del fatto che non potrà più realizzare i suoi sogni e addirittura non potrà più vedere svanite le sue paure.
Se è vero che i morti non ci lasciano mai allora possiamo sentirli all’interno del nostro corpo nel senso di più internamente possibile. In una intervista che il sito Vice ha effettuato ad una donna dopo aver perso per sempre la persona a lei più cara si legge “L’epidermide si rinnova completamente ogni 70 giorni. Quando l’ho letto, lui era morto da 21 giorni. Ho pensato: altri 49 giorni e la mia pelle non avrà mai toccato la sua”.
18 novembre 2023
sab h 20:45
Stagione musica
Satan is my brother + Sabbia
Una serata all’insegna della musica strumentale.

I milanesi “Satan is my brother” e I biellesi “Sabbia” si alterneranno sul palco di Linguaggicreativi Sabato 18 Novembre per presentare i loro rispettivi nuovi album “How far can you see?” (Dissipatio Records) e “Domomental” (Kono Dischi).
Vapori notturni che sembrano sprigionarsi da un Jazzclub metropolitano e nebulose psichedeliche si fondono tra loro mentre da lontano un ribollire di ritmiche invade i brani fino a farli collassare nel caos. Tra darkjazz, ambient, drone music e improvvisazione le traiettorie sonore di SIMB e Sabbia tratteggiano le linee di un’immaginaria colonna sonora che omaggia David Lynch e Raymond Chandler creando una spirale narcotica
Evento in collaborazione con Savana Concerti.
25.26 novembre 2023
sab e dom h 19:00
Stagione prosa
Alice & Loris
di Alice Redini e Loris Fabiani
con Alice Redini e Loris Fabiani

Alice e Loris, due comedian dallo stesso taglio di capelli, che decidono di ascoltare chi dice “perché non lavorate insieme voi due?” ed effettivamente provano a farlo. Loro due. Provano. Ma è difficile. Il fatto è che quando non fanno i loro pezzi da soli, quando sono insieme, non fanno altro che discutere. Hanno un sacco di problemi, forse dovrebbero lasciarsi. Che dire ancora? Speriamo bene dai. Ma qualcosa già scricchiola.
È un tentativo di convivenza su palco. Sì presenteranno con i loro pezzi, Alice la miserabile e Lunanzio il barocco, e insieme imbastiranno quello che potrebbe essere l’inizio di una coppia artistica.
1 dicembre 2023
ven h 20:30
Stagione performance
Corpi sul palco
A cura di Andrea Contin
Dopo l’esordio del 2019, torna anche quest’anno dal vivo Corpi sul palco, la rassegna di performance artistiche a Teatro Linguaggicreativi curata e presentata da Andrea Contin.
Gli artisti invitati appartengono a generazioni diverse e hanno modi espressivi eterogenei, così che l’evento possa offrire una visione non esaustiva ma sintomatica del mondo della performance nelle arti visive, in una visione tra pari e all’interno di un contesto diverso ma proprio per questo estremamente stimolante e denso di valenze simboliche e psicologiche.
2 dicembre 2023
sab h 20:45
Stagione musica
Laura Loriga
Cantautrice e pianista bolognese ma americana d’adozione, Laura Loriga dopo aver realizzato 3 album col progetto “Memes of Wine” torna nel 2022 con un nuovo disco a suo nome dal titolo “Vever” uscito per Ears and Eyes records e ispirato al libro “Divine Horseman: the living Gods of Haity” di Maya Deren.
Tra rarefazioni trip-hop alla Portishead e languidi ricami slowcore che rimandano alle sonorità dei LOW, “Vever” è una raccolta di oscure e ammalianti ballate per organo e voce di volta in volta impreziosite dal raffinato contributo di strumenti elettrici ed acustici (Viola, batteria, basso, Nichelharpa, dilruba).
L’appuntamento è fissato per il 2 Dicembre, ovviamente sul palco di Linguaggicreativi, cornice ideale per poter ascoltare dal vivo uno dei dischi di cantautorato migliori del 2022.
Evento in collaborazione con wakeupandream booking.
15.16.17 dicembre 2023
ven h 20:30 • sab e dom h 19:00
Stagione prosa under35
Preferisco il rumore del mare
Collettivo Balt
di Eleonora Paris e Francesca Mignemi
con Alessandro Balestrieri e Eleonora Paris
regia Alessandro Balestrieri
produzione Teatro della Caduta

Due figure di beckettiana memoria, si muovono incessantemente lungo i bordi di un quadrato appena visibile, secondo precise coordinate spaziali ed evitando sempre di attraversare il “centro”. Intanto da un lato il Lavoratore, pedina stremata del sistema capitalista, dall’altro la Disoccupata, tormentata dall’ansia dell’improduttività e incapace di godere anche solo di pochi giorni di vacanza, in un mondo che non fa che correre e competere.
Il lavoro occupa gran parte del nostro tempo, riempie le nostre giornate, si espande a macchia d’olio nelle nostre vite fino ad identificarsi con la vita stessa e a definirla in base al ruolo che ricopriamo. Perché stiamo al gioco? Quale vuoto cerchiamo di colmare?
13 gennaio 2024
Sab h 20:45
Stagione musica
MMMD
I Mohammad sono un duo greco (Niko Veliotis e ILIOS) attivi dal 2010. Il loro sound è un monolite dark-ambient che scava lentamente e inesorabilmente nell’inconscio, musica da camera per oscillatore e violoncello che incrocia aspirazioni classiche e droni rituali intrappolando chi ascolta nelle sabbie mobili del Tempo. Nel loro DNA potrebbe esserci lo zampino di Lovecraft ma anche di qualche occulta congrega religiosa e non è un caso infatti che i MMMD abbiano curato la colonna sonora dell’horror austriaco “Hagazussa”incentrato sul tema della stregoneria.
Il 13 Gennaio i MMMD presenteranno i brani del nuovo disco “Sidiroun Parapetasma” recentemente uscito per Antifrost records.
Evento in collaborazione con Cruel Machine booking.
14 gennaio 2024
Dom h 19:00
Stagione danza
From C. to you + Afterall
From C. to you
danzautore Giovanni Careccia
dramaturg Christian Consalvo
assistente di produzione Sara Gaboardi
musiche di Carrà, Piaf, Richter, Burdge e MacRae
con il sostegno di ArteMente, Centro di Alta Formazione per la Danza, FLIC – Festival Lanciano in Contemporanea – Festival Multidisciplinare riconosciuto dal MiC, lavoro supportato da Sanpapiè
“From C. to You” è un lavoro che indaga alcune delle figure che hanno segnato il corso degli eventi tragici del mondo. Caino – il primo sacrificatore, Maria – la sanguinaria, Dahmer – il collezionista di puzzle umani.
L’ambiente in scena apre al pubblico una serie di possibili letture. La leggerezza si alterna alla violenza in una narrazione senza senso di storie raccapriccianti che hanno segnato e segnano la realtà. La gestualità utilizzata nel lavoro pone il pubblico davanti a un’osservazione interessante posta dallo psicologo Gibson nel 1986: “Un osservatore vivente è in grado di avere una percezione oggettiva di ciò che sta osservando?”. Quante volte ci siamo chiesti: “E se succedesse a me?”, “E se fossi io?”. Chiunque potrebbe essere un potenziale assassino. Il mostro è negli occhi di chi guarda. E se guardi te stesso, riflesso, chi vedi? L’ucciso o l’uccisore?
Afterall
di Giovanni Careccia e Christian Consalvo
con Arianna Cunsolo e Giovanni Careccia
musiche di Lorenzo Mondelli
con il sostegno di ‘’ArteMente, Centro di Alta Formazione per la Danza’’

dal 2023 il lavoro è supportato da Sanpapié, Organismo di produzione della danza sostenuto dal MiC selezionato per la Vetrina della giovane danza d’autore – Anticorpi XL e Strabismi 2021
After All è un cerchio che non riesce a chiudersi, lo specchio di una relazione che si evolve, ma in fondo rimane sé stessa e torna alla ricerca delle proprie origini. Quando il rapporto si incrina e il contatto viene meno, quando la mancanza prevale, resta l’essenza del rapporto. Il pezzo nasce da una ricerca sul concetto del “dopotutto”, si concentra su quei momenti che lasciano un segno. Come orme sulla sabbia, in scena si susseguono gli istanti di un passato ancora fresco pronti a riportare alla memoria le immagini del legame tra i due interpreti. Con l’esigenza di raccontare una quotidianità messa a dura prova dai filtri della società contemporanea, il lavoro evoca nello spettatore sensazioni legate ad un passato essenziale e senza schemi. I danzatori lottano per sopravvivere alle mancanze e i loro sguardi lasciano un retrogusto di nostalgia e amarezza. Cosa resta quando le luci si spengono?
20-21 gennaio 2024
sab e dom h 19:00
Stagione prosa under35
Il canto del bidone
Sinigaglia/Patacchini
regia di Alice Sinigaglia
drammaturgia di Alice Sinigaglia e Elena C. Patacchini
con Caterina Rosaia, Davide Sinigaglia e Tommaso Pistelli
scenografie di Alice Sinigaglia e Alessandro Ratti
disegno luci di Alice Sinigaglia e Daniele Passeri
Produzione Gli Scarti

IL CANTO DEL BIDONE è una fiaba dimenticata in una discarica, una storia caduta a pezzi. È la storia della nascita e della crescita, dell’educazione e della diseducazione di una creatura che a tentoni evade dal buio e a cui la vita impone la luce del sole. Fuori dal pozzo, tra le cose del mondo, lo attendono due assurde figure, spietati fabbricanti di esseri umani pronti ad ogni passo a correggerlo e perfezionarlo. La procedura è lunga e la creatura è difettosa, ma a forza di provarci anche il mostro inizia a riempirsi di informazioni, aspettative, cose da fare, formule, progetti. È questa la felicità, questa la vita vera. Ma Pinocchio non riesce a capire.
Rinuncia, si svuota, scappa, non vuole evolvere nella sua ecologica scalata verso il successo. Peccato. Come se ad ogni passo una vocina dentro di lui gli chiedesse il vero motivo di tanto tentare. È quasi una canzone, un ritornello che incessante risuona nella sua testa. Recita “com’è beato chi ancor si sente vuoto” ed è lo stesso ritornello che rimbomba nella mente dell’umanità intera che a testa bassa procede nella sua sfilata incessante e di generazione in generazione studia, lavora, si sposa, progetta, compila, consuma, rompe, ripara, si ammala, va in pensione e finalmente muore.
Il Canto del Bidone è lo scarto di uno spettacolo che vuole rimanere tale e che dentro un gioco d’infanzia ha trovato un rifugio di fantasia e arredato una casa senza pareti. Via dei matti n° 0. È qui che gli attori si muovono, entrando e uscendo dalla porta che Collodi ci ha lasciato aperta e plasmando, come burattinai sapienti, un grezzo e impreparato essere vivente, non dissimile da ciascuno di noi.
26.27.28.29 gennaio 2024
ven h 20:30 • sab e dom h 19:00 • lun h 20:30
Stagione prosa
Nuova produzione
Nuova produzione di Teatro Linguaggicreativi
2.3.4 febbraio 2024
ven h 20:30 • sab e dom h 19:00
Stagione prosa under35
Fragileresistente
di e con Silvia Pallotti e Tommaso Russi
consulenza al suono Jacopo Malusardi
scene Fabio Pallotti e Silvia Pallotti
produzione il turno di notte
coproduzione Teatro Linguaggicreativi
con il sostegno di Residenza Carte Vive
Selezione Strabismi 2023 – Selezione demo Inventaria 2023 – Finalista Theatrical Mass 2023
fragileresistente parla di oggi e di noi, noi come più generazioni, noi come società.
fragileresistente parla della nostra stanchezza, della nostra incapacità di vedere un futuro possibile, delle nostre immaginazioni malate, represse, compresse.
fragileresistente si chiede se il senso di impotenza che ci immobilizza è reale, o se è indotto, e da cosa, e perché. Si chiede quali azioni sono ancora possibili.
La linea narrativa che si sviluppa lungo l’intero arco dello spettacolo, la storia di Un padre e Un figlio, esplora che relazione c’è tra la depressione di un figlio, la fatica di un padre e lo stato del mondo. L’evento di un tuffo da uno scoglio, una caduta, diventa per entrambi l’apice di due diverse forme di impotenza: verso l’altro e verso il mondo.
In questa linea narrativa si innestano dei quadri che interrompono la storia, la spiazzano e propongono altri sguardi sul tema, alla ricerca di forme e di canali di comunicazione diversi, evocativi: il linguaggio fisico-gestuale, l’ironia, l’autobiografia, l’immagine, la creazione di atmosfere sonore.
11 febbraio 2024
dom h 19:00
Stagione danza
Sale q.b.
da un’idea di Eva Raguzzoni
Interprete Martina Monaco
Costumi Natalia Korolkova
Disegno luci Antonio Santangelo

Una donna sola in cucina alle prese con la semplice e confortante esecuzione di una ricetta dal vivo: un tiramisù. Tuttavia, quelli che avevano tutta l’aria di essere confortanti passaggi perfettamente misurabili e nominabili – aggiungere, separare, montare, mescolare, guarnire, riempire – finiscono per diventare parole per dire altro. E così, poco a poco, in modo impercettibile, la linea organizzata e scrupolosa dell’esecuzione si indebolisce, e dalle screziature iniziano a filtrare pensieri compressi ed emozioni non organizzabili a parole.
Cercando di tenere tutto insieme – pensieri e movimenti utili alla riuscita perfetta del dolce – tutto finisce per crollare, lasciando la protagonista in pasto alla sua finale solitudine.
16 febbraio 2024
ven h 21:00
Stagione musica
Hayden Pedigo

Figlio di un Predicatore di Amarillo, piccola comunità rurale del Texas, Hayden Pedigo a soli 29 anni ha già vissuto molte vite: candidato alle elezioni comunali, modello per Gucci ed Hedi Slimane, chitarrista fingerstyle e musicista weird folk.
Leggendo la sua biografia, potrebbe tranquillamente essere il protagonista di un classico romanzo di formazione della letteratura americana o uno di quegli strambi personaggi che il vecchio Alvin Straight incontra durante il suo ultimo viaggio nel capolavoro di David Lynch “The Straight Story”. Ma è tutto vero.
Il 16 Febbraio Hayden Pedigo dopo aver accompagnato in tour artisti come Devendra Banhart e Jenny Lewis salirà sul palco di Linguaggicreativi per presentare i brani del suo nuovo album “The happiest Time I ever Ignored” uscito la scorsa estate per Mexican Summer e raccontare, chitarra alla mano e inseparabile cappello da cowboy, le sue storie a metà tra “Pastorale Americana” e “Strade Perdute”.
Evento in collaborazione con swampbooking.
17.18 febbraio 2024
sab e dom h 19:00
Stagione prosa
L’appuntamento
di Fabrizio Visconti e Rossella Rapisarda
con Rossella Rapisarda
regia Fabrizio Visconti
produzione Eccentrici Dadarò

Penelope attende. Da quasi tremila anni attende. Imprigionata in una immensa gonna fatta della trama che ha tessuto per tutta una vita e che ormai le toglie quasi la possibilità di muoversi. Ma per andare dove poi? In mezzo al mare…
Solo la Luna come confidente di quel vuoto, una Luna che è un gomitolo fatto di quella stessa materia a cui aggrapparsi nel timore di perdere anche solo il desiderio di un domani diverso.
Sperare e rimanere imprigionati si somigliano molto, se li guardi da vicino.
Sempre più costretta nel suo ruolo, “la donna che aspetta”, Penelope non è felice di quello che è diventata, vorrebbe essere come tutte le donne normali, vorrebbe poter cambiare, trasformarsi, non essere costretta a tanta irrevocabile coerenza.
Ogni cosa nello spettacolo, il testo, la scena, le musiche, l’uso della luce, che si riflette nello specchio del mare che le sta attorno e la innalza in un vuoto ancora più assoluto, è indirizzato a evocare quello smarrimento e sospensione dell’essere, cercando di restare vicini alla protagonista, a vivere con lei la dolcissima umanità di questa storia: che siamo tutti Penelope, dispersi nel mondo che ci fluisce attorno, scritti da un autore con cui prima o poi ci troviamo a dover fare i conti, per non perdere l’appuntamento con noi stessi.
Prendendo le mosse da questo incipit, lo spettacolo si sviluppa come un surreale, umanissimo, poetico diario di un archetipo in crisi d’identità.
23.24.25 febbraio 2024
Stagione prosa under35
Resterò per sempre nella foto di uno sconosciuto
di Elisa Scatigno e Claudia Manuelli
con Elena Ferri, Claudia Manuelli e Paolo Tosin
regia Claudia Manuelli
produzione Fondamenta Zero
con il sostegno di Teatro Stabile del Veneto
Un anno fa ho cominciato a cercare nei mercatini dell’usato fotografie e pagine di diario di sconosciuti. Resterò per sempre nella foto di uno sconosciuto parte dall’osservazione di queste fotografie: quelle fotografie chiamate “foto ricordo”, che si fanno da soli, in coppia o in gruppo per ricordarsi di un momento che vogliamo imprimere per sempre nella nostra memoria e che ci permetteranno di rievocare quei momenti ogni volta che, volontariamente o per caso, le riprenderemo in mano. In queste foto, sullo sfondo, sbucano spesso persone totalmente sconosciute che in quel momento passavano di lì, per caso.
Ho pensato: “Ma che poi io, nel mondo, in quante foto di questo genere sono? In quanti album di famiglia? In quante di quelle foto in cui indichi la tipa che sta dietro e fa una faccia strana e tutti ridono, facendola diventare parte integrante del lessico familiare? Magari un giorno conoscerò di persona quello sconosciuto che passava di lì per caso e mi accorgerò, forse, che lo incontravo tutte le mattine mentre portavo a spasso il cane. O magari niente di tutto ciò.”
1.2.3 marzo 2024
ven h 20:30 • sab e dom h 19:00
Stagione prosa
Cenere
di Grazia Deledda
con Michele Lamberti (Andrea Cramarossa)
Aiuto regia Federico Gobbi
Costumi Silvia Cramarossa
Audio e luci Marco Silvani
Foto di scena Giovanni Scelpio.
Documentazione Maria Panza
Per la lingua sarda Rita Branca
Per la lingua tedesca Vanja De Rita
Regia Andrea Cramarossa
produzione Teatro delle Bambole
Una storia fatta di odori e di sensi di un corpo che cerca di ricomporre i tasselli di una esistenza frantumata. Il giovane Anania, abbandonato dalla madre Olì in tenera età, trascorrerà gran parte della sua gioventù, alla ricerca di quella madre che, per necessità, ha dovuto disfarsi di un fardello troppo pesante e al quale non avrebbe potuto garantire alcuna forma di sussistenza. Il giovane segue le tracce odorose, il suo istinto, come un segugio con la sua preda, attraversando il pianeta selvaggio e quello civilizzato, trasportandosi dalla realtà periferica del mondo civile a quella centrale, cittadina, dove tutto è in movimento e dove questo movimento, a sua volta, muove le cose, le esistenze e ne determina anche la sorte. L’ostinazione di un figlio che vuole sua madre non più come entità assente nella propria vita, condurrà il suo peregrinare fin sulla soglia del parossistico desiderio di morte che si rifletterà tutto sul corpo vecchissimo e sterile della madre, ossia il suo difficile calarsi in un presente che è solo polvere.
16.17 marzo 2024
Stagione prosa
I porci, una gastronomia Machista
di Manuel Di Martino, Simone Miglietta e Alessandro Persichella
con Simone Miglietta e Alessandro Persichella
regia Manuel Di Martino
In un futuro distopico, in una sorta di realtà documentaristica, gli ultimi due maschi alpha, incarnazione della tossicità machista, sono tenuti in gabbia e messi in mostra in uno zoo umano. Li vedremo nutrirsi, bestemmiare, praticare onanismo, azzuffarsi, ubriacarsi. È uno spettacolo ironico e raccapricciante, ma allo stesso tempo l’unica testimonianza vivente di una cultura marcia che ha insozzato per secoli il nostro pianeta.

Il lavoro principia con un’indagine mnemonica dei due interpreti, all’interno della propria esperienza e delle proprie terre di origine (il Salento e le Valli di Lanzo, sintesi di una Settentrionalità e di una Meridionalità) in relazione a pratiche e atteggiamenti machisti. Talvolta, la nostra indagine ha vestito costumi ridicoli, bizzarri, talvolta sono venute fuori delle vere e proprie storture antropologiche. Si ricerca il rapporto del macho con il cibo, la donna, Dio, si elencano ed analizzano accuratamente modi di dire, siti comuni, bestemmie, insulti, stereotipi. Ne viene fuori un quadro turpe ma tenerissimo, un disegno raccapricciante ma sintomatico di un folklore perpetuato dal passato, sino alle attitudini ancora in vigore nelle nostre società machiste. Il lavoro pratico non nasce da una scrittura a tavolino, ma da una codificazione del linguaggio improvvisativo: sorprendentemente, il Sud Est e il Nord Ovest d’Italia, si comprendono, si compatiscono alla perfezione.
22 marzo 2024
ven h 20:30
Stagione danza
RabExpress
Creazione Cantiere Idina Who
Dramaturg Margherita Scalise
Coreografia Elisabetta Da Rold, Pablo Ezequiel Rizzo
Performance Elisabetta Da Rold, Manuel Ghidini, Kateryna Kovalchuk, Pablo Ezequiel Rizzo, Ilaria Zanotti
Voce e testo Ilaria Zanotti
Video-creazione Manuel Ghidini
Montaggio Pablo Ezequiel Rizzo
Scenografia Manuel Ghidini, Kateryna Kovalchuk
Camicia bianca, giacca e cravatta, scarpe da ginnastica. Mancano i pantaloni.

Degli individui in mutande si muove con un moto vibratorio costante, aggiungendo gesti leggibili e ripetibili alle loro azioni. Due figure simili a tecnici controllano, compongono e scompongono l’ambiente circostante. Costruiscono una sedia girevole. Arrivati al limite, i personaggi in movimento trovano sollievo sulla sedia appena costruita. Ma non c’è un vero riposo. L’oggetto è un nuovo elemento costrittore. L’azione cambia, continua, ma non può cessare, mai.
Il soggetto è un RAB, lavoratore 4.0, fedele servitore di una distopica azienda hi-tech il cui ambiente competitivo richiede la massima efficacia e velocità esecutiva. Corpo e lavoro sono un’unità indistinta, l’errore non è ammesso, pena l’espulsione dal sistema. La parola “lavoro” si fa verbo assoluto nel dominio di un’eccentrica imprenditrice che sogna di conquistare il mondo. Chi raggiungerà gli obiettivi aziendali, avrà vinto un ingresso gratuito ad un’altra intensa giornata di gratificante lavoro.
24 marzo 2024
dom h 19:00
Stagione prosa under35
Still alive
Drammaturgia Caterina Marino
con Caterina Marino e Lorenzo Bruno
aiuto regia Marco Fasciana
foto di scena Manuela Giusto
con il sostegno di Florian Metateatro di Pescara
Segnalazione speciale premio scenario 2021
Finalista premio In-box 2023

Non saprei dire quando è iniziato. Semplicemente, a un certo punto non sono più riuscita a immaginare il futuro. Dove ti vedi tra cinque anni? E tra dieci? Non mi vedo, non mi immagino. Completamente incapace di proiettarmi in un salotto, in una città, in un ruolo, meno che mai in un’idea. O in una prospettiva. Questa per me è la manifestazione concreta della depressione. L’impossibilità di pensarmi in un luogo o in uno spazio. Un’entità statica con una naturale predisposizione alla malinconia e radici ben salde nel tessuto capitalista del nostro secolo, incastrata nella generazione dei meme, del black humor, dell’ironia feroce che si fa salvifica. Still Alive riflette tutto ciò, esplorando le varie fasi che attraversa il corpo depresso, tra il rifiuto e l’accettazione di una condizione non personale ma umana. Una composizione che sa di “still life”, una natura morta che si lascia osservare, inerme nella sua impossibilità. Senza mai dimenticare, citando Van Gogh, che “There is no blue without yellow and orange”, e questo è il mio tentativo di far emergere la luce. Sondando l’abisso, per poi risalire. Finché siamo qui. Finché siamo, appunto, ancora vivi.
5 aprile 2024
ven h 20:30
Stagione danza
ZTL Zona traffico limitato
di Sara Fraschini
con Erika Crivellari, Sara Gaboardi, Beatrice Scigliuzzo e Giorgia Segatto

La nostra ricerca è partita da alcune interviste. Abbiamo chiesto alle persone “Che cosa vuol dire essere stranieri? Ti sei mai sentito straniero?”. E da queste risposte abbiamo incominciato ad indagare il senso di estraneità. Una ricerca attraverso viaggi, limiti, confini, non solo geografici ma soprattutto umani. Attraverso il movimento abbiamo indagato cosa vuol dire essere stranieri. Stranieri in un luogo. Stranieri in un gruppo, in una società. Stranieri in noi stessi e nel proprio corpo. Il lavoro prende ispirazione dal libro Trilogia delle donne dell’acqua di Marilena Lucente, concentrandosi in particolare sulla figura di Medea. Medea è la prima donna che decide di affrontare il mare, la prima donna a salire a bordo di una nave. Una donna che lascia la sua casa, supera i confini. Medea sperimenta l’essere straniera in una terra che non è la sua.
7 aprile 2024
dom h 19:00
Stagione prosa under35
Joanna Karol Paul
di Giulia Massimini
con Ilaria Ballantini, Giovanna Giardina e Andrea Triaca
regia Giulia Massimini
produzione Collettivo Piracanta
con il sostegno di lacasadargilla
“E se me resta qualcosa, mi ci rifaccio l’anima” è l’ultima battuta del testo e diviene il grido primordiale dei tre protagonisti, Joanna, Karol e Paul. Giovani e già emarginati, nello scarto innestano la propria rinascita; forse rintracciando in esso una possibilità di vita preferibile al vuoto ordinario del normo-sistema circostante. Proprio per cercare di sottrarsi al degrado di famiglie assenti e istituzioni giudicanti, Joanna e Karol trascorrono ore e ore della propria adolescenza in un luogo abbandonato, reso a loro modo ospitale. Joanna persevera nella sua battaglia personale contro l’a-patìa (“che è tutto fuor che assenza di pathos” dirà), registrando ossessivamente i suoi pensieri e tenendo traccia dell’unico elemento da lei percepito come vitale: Karol. Joanna fotografa l’amica in continuazione, dando vita a una collezione documentaristica accurata. Karol, con i suoi capelli rossi e i suoi piedi che non stanno mai fermi, Karol scena muta alle lezioni, diffidente verso questo insieme di codici che le spacciano per universale. La ragazza pur prestandosi quasi a oggetto, preserva inviolato dentro di sé il proprio mondo interiore: “Io so un mucchio di cose, okay?” – griderà a gran voce. Paul, di diversi anni più grande rispetto alle ragazze, senza darne parvenza, nasce invece da un grande vuoto, che cerca con ogni mezzo di riempire. “Tu credi che ci sia qualcosa che non va in me?” – sarà la sua domanda senza risposta. L’ombra gettata sulla sua origine gli resta attaccata addosso, come il mantello con cui si diverte a camuffarsi. Dapprima spia le ragazze, scopre i loro segreti; quindi, entra a far parte della loro casa. La simbiosi tra Joanna e Karol si infrange, per aprirsi a un sistema inedito e dalla portata inarrestabile.
Joanna Karol Paul diviene triangolo: tre nomi in fila e poi intrecciati, invertiti e contaminati. Così la rete di relazione muta e insieme indaga il suo mutamento, nell’ostinata ricerca di un proprio linguaggio. Cuore pulsante è un onnipresente meccanismo di gioco di ruolo, che tutto tenta, persino la vita stessa e che, in totale sconfinamento dello spazio scenico, investe e coinvolge anche lo spettatore.
12.13.14 aprile 2024
ven h 20:30 • sab e dom h 19:00
Stagione prosa
Spettacolo vincitore progetto HUMUS Arte Vagabonda
In scena lo spettacolo che sarà vincitore del progetto “HUMUS Arte Vagabonda”, organizzato da Teatro Linguaggicreativi con il contributo di Fondazione Cariplo – bando “Per la Cultura” 2022
Maggiori info sul sito:
http://www.linguaggicreativi.it/teatro/stagione-in-corso/
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BIGLIETTI
STAGIONE PROSA + UNDER35 + DANZA
Intero: 15 euro
Ridotto under 26 e over 65: 10 euro (esibendo carta d’identità)
Ridotto under 18: 5 euro (esibendo carta d’identità)
Convenzionati: 12 euro (QUI le realtà convenzionate)
Gruppi minimo 10 persone: 10 euro l’uno
Operatori: 5 euro
ABBONAMENTI
3 spettacoli: 30 euro
6 spettacoli: 54 euro
CONCERTI
Unico: 12 euro
*Josephine Foster: 13 euro
ABBONAMENTO
4 concerti: 40 euro
PERFORMANCE
Ingresso a offerta minima: 7 euro
Biglietti in prevendita online oppure prenotazione necessaria scrivendo a biglietteria@linguaggicreativi.it
TESSERA
Per assistere agli spettacoli di Teatro Linguaggicreativi è obbligatorio essere in possesso della tessera associativa al costo di 1,00€. La tessera deve essere richiesta entro 24 ore prima della data dello spettacolo a cui si vuole assistere. È nominale e deve essere in possesso di ogni partecipante. La tessera sarà consegnata in biglietteria la sera stessa dello spettacolo.
Link per richiedere la tessera: http://www.linguaggicreativi.it/diventa-socio/
CONTATTI
TEATRO LINGUAGGICREATIVI
Via Eugenio Villoresi, 26 20143 – Milano (MM2 Romolo)
02 8355 8496 • 3274325900
