
27 giugno > 1 luglio | sala Shakespeare
Festen
Il gioco della verità
di Thomas Vinterberg, MogensRukov e Bo Hr. Hansen
adattamento per il teatro di David Eldridge
prima produzione Marla Rubin Productions Ltd, a Londra per gentile concessione di NordiskaApS, Copenhagen
versione italiana e adattamento Lorenzo De Iacovo, Marco Lorenzi
regia Marco Lorenzi
con Danilo Nigrelli, Irene Ivaldi e (in ordine alfabetico) Yuri D’Agostino, Elio D’Alessandro, Roberta Lanave, Carolina Leporatti, Barbara Mazzi, Raffaele Musella, Angelo Tronca
assistente alla regia Noemi Grasso
dramaturg Anne Hirth, visual concept e video Eleonora Diana, costumi Alessio Rosati
sound designer Giorgio Tedesco, luci Link-Boy (Eleonora Diana & Giorgio Tedesco)
consulente musicale e vocal coach Bruno De Franceschi
foto di scena Giuseppe Distefano
produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale, TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti
in collaborazione con Il Mulino di Amleto
Festen. Il gioco della verità è il primo adattamento italiano tratto dalla sceneggiatura dell’omonimo film danese del 1998 diretto da Thomas Vinterberg, scritto da Mogens Rukov e BO Hr. Hansen e prima opera aderente al manifesto Dogma 95, con la quale nel 1998 Vinterberg ha vinto il Premio della Giuria al Festival di Cannes. A firmare la regia è Marco Lorenzi, regista fondatore della compagnia torinese Il Mulino di Amleto, vincitrice Premio della Critica ANCT 2021.
Considerato ormai un classico del teatro europeo, Festen vede in scena Danilo Nigrelli, Irene Ivaldi, Yuri D’Agostino, Elio D’Alessandro, Roberta Lanave, Carolina Leporatti, Barbara Mazzi, Raffaele Musella, Angelo Tronca.
Lo spettacolo è sostenuto dall’impegno produttivo di Elsinor Centro di Produzione Teatrale, TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti, in collaborazione con Il Mulino di Amleto.
La pièce racconta di una grande famiglia dell’alta borghesia danese, ‘i Klingenfeld’ che si riunisce per festeggiare il sessantesimo compleanno del patriarca Helge. Alla festa sono presenti anche i tre figli: Christian, Michael e Helene. Il momento di svolta sarà il discorso di auguri del figlio maggiore Christian che, una volta pronunciato, cambierà per sempre gli equilibri della famiglia, svelando ipocrisie e strappando via maschere. La festa si trasforma in un gioco al massacro volto a mettere in discussione, in un crescendo di tensione, il precario equilibrio familiare fondato su rapporti ipocriti, segreti indicibili e relazioni di potere malsane. L’opera scava all’interno dei tabù più scomodi, affrontando la relazione con la figura paterna, la verità, il rapporto con il potere e l’autorità imposta. Impossibile non pensare ad Amleto, alla tragedia greca, ma anche all’universo favolistico dei Fratelli Grimm.
La scelta registica di un uso drammaturgico radicale della cinepresa permette di sfruttare la possibilità di costruire costantemente un doppio piano di realtà che consegna allo sguardo degli spettatori la condizione di scegliere tra quello che viene costruito sul palcoscenico e la “manipolazione” che l’occhio della cinepresa rielabora in diretta e che viene proiettato.
«[…] Un cast coeso, impegnato, mirabile per misura e adesione al progetto della regia che, peraltro, sa tenere ben conto dei talenti individuali, valorizzandoli e, allo stesso tempo, flettendoli al proprio disegno. Un esperimento di tecnologia ‘artigianale’ e di scavo negli antri oscuri della coscienza che è tanto una dichiarazione di fiducia nella potenza immutata del medium teatrale quanto un auspicio del trionfo, anche solo momentaneo, della verità». (Laura Bevione, Hystrio)
TEATRO ELFO PUCCINI, corso Buenos Aires 33, Milano – Orari: mart/sab. ore 20.30 – Durata: 1 ora 40 – Prezzi: intero € 34 / Ridotti <25 anni >65 anni € 18 / online da € 16,50 – Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021
