“Lemnos” al Teatro Elfo Puccini, Sala Shakespeare – comunicato stampa

20 / 23 GIUGNO, sala Shakespeare

Lemnos

uno spettacolo di Bluemotion ispirato al mito di Filottete

drammaturgia Giorgina Pi con Bluemotion

regia, video e scene Giorgina PI 

dramaturg Massimo Fusillo 

con Gaia Insenga (Filottete), Paolo Musio (Ulisse), Aurora Peres (Deus Ex), Gabriele Portoghese (Neottolemo), Alexia Sarantopoulou (Il Coro)

ambiente sonoro Collettivo Angelo Mai

arrangiamenti e cura del suono Cristiano De Fabritiis, Valerio Vigliar

costumi Sandra Cardini | luci Andrea Gallo | colorist Alessio Morglia

produzione Teatro Nazionale di Genova / ERT / TPE

in collaborazione con Bluemotion e Angelo Mai

Terza tappa di un progetto che comprende gli spettacoli Tiresias e Guida immaginaria, Lemnos prende le mosse da una riflessione sul mito di Filottete, confrontandosi con l’omonima tragedia di Sofocle e con le vicende biografiche, i diari, le poesie, i racconti delle tante persone antifasciste greche che vennero confinate, torturate, uccise in Grecia dal 1946 al 1974. 

Il grande poeta Ghiannis Ritsos (confinato più volte) e con lui molti uomini e donne della letteratura e del teatro greco vissero l’esperienza della tortura reiterata, ma contemporaneamente riuscirono in quel confino a fare teatro, riscrivendo proprio delle tragedie. Negli anni ’60, quando in Europa la riscrittura del mito diventava un gesto politico e di rivolta per un nuovo teatro nascente, qualcuno faceva altrettanto in mezzo al Mar Egeo. Ma nessuno lo sa. 

Lemnos è una drammaturgia originale che nasce da scoperte e risonanze con il presente, da viaggi alla scoperta di quei luoghi, da incontri e interviste. Da diari scritti nei mesi di lavoro. Il mito narra che Ulisse e il giovane Neottolemo tornino a Lemnos, dove avevano abbandonato Filottete durante il viaggio verso Troia, per sottrargli con l’inganno l’arco donatogli da Eracle, senza il quale la guerra di Troia non potrebbe essere vinta. Alla fine, però, la rivoluzione interiore di Neottolemo modificherà l’esito della storia.

Nello spettacolo creato da Giorgina Pi con alcuni interpreti storici della compagnia Bluemotion, Filottete ed Eracle sono due donne, due polarità che circondano i due diversi modelli maschili di Neottolemo e Ulisse. Lo studio storico delle tragedie messe in scena in Grecia dagli artisti nel periodo di confino offre un ulteriore spunto alla ricerca alla base dello spettacolo, al punto che il coro – figura liminale tra la tragedia sofoclea e la Grecia contemporanea – sarà interpretato da un’attrice greca. 

Frutto di un’indagine letteraria, storica, antropologica e psicanalitica condotta da Giorgina Pi insieme alla compagnia e al dramaturg Massimo Fusillo, Lemnos accoglie scoperte e risonanze con il presente, le riscritture del mito di Ghiannis Ritsos, delle poetesse femministe Adrienne Rich e Hélène Cixous, del Nobel Derek Walcott, le musiche originali composte dal Collettivo Angelo Mai e quelle del compositore greco Manos Hadjidakis.

Lemnos è un’isola. L’isola del confino, dell’esclusione. Il luogo dove sopravvivere è il sogno più impossibile. Ma è anche il solo posto in cui Filottete, dal margine, legge chiaramente il passato e riconosce da dove viene. Sceglie la sua genealogia. Così come fecero e continuano a fare tante persone attraverso la politica e la poesia come atto di testimonianza. 

«Lemnos è un viaggio sulla tragedia che abitò alcune isole di confino greche creando, anche dopo la Seconda guerra mondiale, veri campi di concentramento in Europa, nel mar Egeo, per chi non rinnegava il proprio antifascismo. Un’epica della crudeltà, di cui non si conosce nulla. 

Abbiamo visitato Makronisos, il cuore di quell’orrore e abbiamo scelto di raccontarne le atrocità. Lo facciamo a partire da Sofocle attraverso le voci contemporanee di chi ha raccontato con la poesia quanto il mito di Filottete fosse ancora necessario. Persone che come noi quella storia non l’hanno mai perdonata. 

L’isola è sospensione tra prima e dopo. La frattura, la vertigine di cui si sceglie di non parlare. Il nostro Neottolemo si domanda “perché siamo venuti?” “perché abbiamo combattuto?” “dove e perché torniamo?”. E sono domande che ci poniamo noi, oggi, come oppositori e oppositrici dell’orrore in cui siamo cresciute e che non smette di circondarci, dove stridono ancora armi e fascismo, e il mare incombe scuro e luttuoso, ancora con Filottete improvvisamente un vicolo una spiaggetta un secolo breve grida Non abbandonarmi». (Giorgina Pi)

Dalla rassegna stampa:

«Lo spettacolo procede per immagini subliminali, le emozioni angosciose e recondite si accordano a un’atmosfera sublunare, senza tempo, che permette agli attori di esibire una parola netta, definita: Gaia Insegna è un Filottete che incarna al tempo stesso fragilità e tenacia; Alexia Sarantopoulou personifica un Coro profondo le cui parole in greco moderno risplendono con tutta la forza della propria materialità;Aurora Peres (presenza tra l’umano e il divino che raccorda frammenti in un racconto fluido). Gabriele Portoghese, infine, raccoglie tutta l’ambiguità di Neottolemo schiavo della propria origine, che saprà trarsi dall’inganno in cui non è né vittima né carnefice e, forse, farsi uomo; la sua è un’impossibile eredità: figlio del più forte degli eroi, come potrà uccidere lui per metafora un padre caduto per la gloria eterna e per volere degli dei?». (Simone Nebbia, Teatroecritica.net)

TEATRO ELFO PUCCINI, corso Buenos Aires 33, MilanoOrari: mart/ven. ore 20.30– Durata: 1 ora– Prezzi: intero € 34 / Ridotti <25 anni >65 anni € 18 / online da € 16,50 – Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021

Categorie comunicato stampa

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