
NUOVE STORIE 2023: PAURE E DESIDERI
12 / 16 giugno| sala Bausch (ore 19.30)
LOVE ME TENDER
di Renata Ciaravino e Shi Yang Shi
con Shi Yang Shi
e la partecipazione di Marco Ottolini
regia Marcela Serli
scene Maria Spazzi e Marina Conti
costumi Angelo ‘Yezael’ Cruciani
assistenti alla regia Noemi Bresciani e Barbara Bedrina
foto Laila Pozzo
produzione Nidodiragno/CMC/ S.Y.S
si ringraziano Luca Confortini / Del Fuego Management Teatro Argómm, TeatroMagro, Teatro Sociale di Valenza, S.I.I.Pa.C.
Marco è un ragazzo sensibile, come molti altri. Cresciuto, come tanti, nonostante i ‘buchi’ di un’infanzia apparentemente ordinaria. Marco vuole essere amato; Marco non riesce ad amarsi; Marco convive con un continuo bisogno di conferme. Ha un disperato bisogno di colmare un amore mai ricevuto. Per sopravvivere cerca una via di fuga nel sesso ed è solo l’inizio d’una caduta verso un vuoto ancora più profondo.
Marco trova il coraggio di non annegare e di chiedere aiuto. Perché ha ancora voglia di sorridere, di vivere, di sognare. E di tornare ad amare, alla fine, teneramente.
Scritto dalla drammaturga Renata Ciaravino e da Shi Yang Shi dopo una profonda indagine sul campo (anche in collaborazione con la la Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive), Love me tenderci parla di dipendenza sessuale e di dipendenza affettiva, fenomeno comune a tutte le dipendenze, che si ciba di bisogni e ansie latenti e genera dolori profondi che solo l’attaccamento morboso sembra placare.
La regista, con la complicità dell’attore italo-cinese Shi Yang Shi, crea uno spettacolo che affronta tabù profondi. Doveva essere un monologo, ma aggiunge un personaggio misterioso, coinvolto in una spirale che va dall’esterno, dagli altri, verso il centro, verso l’Io. Un centro intimo, libidinoso, doloroso e meschino, a tratti grottesco ma accattivante.
Dalle note dell’autrice: “C’è una parola che mi colpisce molto. La sento ripetere spesso. Da persone diverse. Nei laboratori di scrittura, quando si beve un po’, quando ho la fortuna di assistere al pianto di qualcuno, un amico o magari qualcuno che lo diventerà. Questa parola è ‘indegnità’. Più precisamente: ‘A volte sento un senso di indegnità’. A volte sembra non abbia un’origine: è una nube tossica che arriva e travolge tutto. Non ci si sente più degni di nulla, di amore, di attenzioni, di un posto nel mondo. È una parola molto violenta. Love me tender parla di dipendenza sessuale, ma in fondo mi sembra quasi una copertura. Per esteso parla di dipendenza affettiva: andiamo meglio, ma ancora non ci siamo. Io direi che parla di tutte le volte che copriamo un dolore con qualcosa di ancora più assordante per non doverlo vivere (di nuovo) quel dolore. A volte lo copriamo col sesso bulimico e pericoloso, a volte con un matrimonio infelice ma consolatorio, a volte con un lavoro che ci intristisce ma che non sappiamo cambiare. Parla, credo, di tutte le volte che desideriamo una trasformazione profonda e non riusciamo. E allora ci prende, nel fondo della notte, quell’angoscia blu in cui sentiamo una sola cosa e molto semplice: non è che noi non riusciamo a essere felici. Noi non potremo mai essere felici perché noi non siamo degni della felicità. Io non so se il teatro curi, non credo. Ma quello che so è che il nostro compito dovrebbe essere quello di mostrare per primi le nostre ferite (in un modo godibile, si spera) e dare allo spettatore, magari non la cura, ma sicuramente la possibilità di sentire che non è da solo a sentirsi così abietto, indegno, non amabile”
TEATRO ELFO PUCCINI, corso Buenos Aires 33, Milano – Lun/ven. ore 19.30 – Prezzi: intero € 34 / <25 anni >65 anni €18 / online da € 16,50 – Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – Biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021
