
12 > 16 giugno | sala Shakespeare
Aquadueo_un pianeta molto liquido
con Banda Osiris e Telmo Pievani
Sandro Berti (mandolino, chitarra, violino, trombone)
Gianluigi Carlone (voce, sax, flauto)
Roberto Carlone (trombone, basso, tastiere)
Giancarlo Macrì (percussioni, batteria, bassotuba)
Telmo Pievani (filosofo della Scienza)
produzione Banda Osiris,Aboca
«La Terra è un pianeta improbabile e fragile, al posto giusto nel momento giusto attorno alla stella giusta, preziosissimo, non ce n’è uno di ricambio. Si chiama Terra, ma dovrebbe chiamarsi Acqua. Teniamocela stretta!»
Come fare a creare uno spettacolo che parli di acqua con musica, ironia e scienza lasciando il pubblico senza fiato? Cinque scienziati sono i luminari che promuovono il XX° simposioL’acqua sul nostro pianeta quale domani? Si interrogano in un laboratorio con tavolo di esperimenti, una lavagna gigante ed interattiva, un’infinità di cartelli esplicativi e tante bocce d’acqua che riescono anche a suonare.
La Banda Osiris con la complicità del prof. Pievani accende il dibattito su temi importanti ed indispensabili, trattati con leggerezza e semplicità. Un vero e proprio ‘hommage a l’eau’, un viaggio musicale, tanto scanzonato nei toni quanto profondo nei contenuti, attraverso i problemi che affliggono il nostro pianeta. La Banda e il professore vogliono dimostrare che il nostro mondo è ormai con l’acqua alla gola.
Com’è profondo il mare di Lucio Dalla guida la narrazione come leit-motiv dello spettacolo. In un palco pieno di plastica fa eco la canzone della Banda Oleodotto in cui si descrivono gli scempi contro il mare.
Quando agli inizi la terra era un inferno inospitale la prima goccia di pioggia fu un vero miracolo. I professori si ritrovano così in un fortunale tra citazioni di D’Annunzio e Jovanotti. L’acqua è anche musica e si può suonare, una versione della Barcarola di Offenbach suonata con l’acqua riporta lo stupore e il giusto atteggiamento. Ma per il futuro avremo come prospettiva un disastro fino ad arrivare all’acqua che brucia. E si scatena una versione ustionante di Smoke on the water in quartetto di fiati.
Milano, ridente cittadina che si affaccia sul mare, Firenze città d’arte e di bellissime spiagge. No, non c’è alcun errore. È quello che potrebbe accadere alla geografia italiana in un futuro non troppo lontano a causa dell’innalzamento del livello del mare. Attraverso un improbabile documentario anni ‘60, viene svelata la vita subacquea dei pesci rappresentati con gli strumenti musicali. La loro vita sessuale viene raccontata in perfetto stile gozzaniano attraverso una poesia degna della miglior tradizione teatrale.Quello che ci aspetta sarà la desertificazione futura. Intere popolazioni saranno costrette a migrare. A questo proposito Onda su onda cantata dal punto di vista di un migrante ne ribalterà il significato.
Come ogni vero convegno lo spettacolo si chiude con la stesura di un documento finale: inventiamoci una nuova resistenza altamente creativa. La risposta musicale non può essere che una versione forte e toccante di Bella Ciao: una canzone-simbolo nata dalle acque delle mondine.

TEATRO ELFO PUCCINI, corso Buenos Aires 33, Milano –Orari: lun/ven. ore 20.30– Durata: 1 ore 30– Prezzi: intero € 34 / Ridotti <25 anni >65 anni € 18 / online da € 16,50 – Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021
